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          • #6
            L'abbraccio tra Salvini e la mamma di Pamela Mastropietro

            L'incontro al Viminale tra Salvini e la famiglia di Pamela Mastropietro. Il ministro: "Chi ha commesso un delitto così orrendo deve marcire in galera"

            Luca Romano - Gio, 14/03/2019 - 18:05
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            L'omicidio di Pamela Mastropietro ha fatto molto parlare. Le violenza inaudita sulla povera ragazza a Macerata ha sconvolto il Paese e fatto discutere per giorni la politica.

            Non sono mancate anche le polemiche, sull'immigrazione soprattutto, ma anche sul ruolo delle istituzioni.

            In molti infatti notarono l'assenza dello Stato ai funerali della 18enne barbaramente uccisa. Anche Salvini, a suo tempo, accusò la sinistra di avere le "mani sporche di sangue" per quell'omicidio efferato. E in molti criticarono la Boldrini, allora presidente della Camera, per non essere andata (come invece fatto per il funerale di Emmanuel). L'imputato per quel delito è Innocent Oseghale, accusato di aver ammazzato e poi fatto a pezzi Pamela.

            Nei giorni scorsi Vincezo Marino, testimone chiave dell'accusa contro il nigeriano Oseghale, durante la seconda udienza del processo ha rivelato di come il nigeriano in cella avrebbe detto di aver iniziato a sezionare Pamela quando era ancora viva. "La squartò iniziando dal piede - ha detto il supertestimone - La ragazza iniziò a muoversi e lamentarsi e gli diede una seconda coltellata".

            Oggi il ministro dell'Interno ha incontrato al Viminale i genitori di Pamela Mastropietro. Al ministero erano presenti la madre Alessandra Verni, il padre Stefano e lo zio (e avvocato) Valerio Verni. Fonti fanno sapere che si è parlato del processo e delle indagini.

            Incontro al Viminale tra i genitori di Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa a Macerata nel 2018, e il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Con la madre Alessandra Verni e il padre Stefano Mastropietro c’era anche l’avvocato di famiglia, Marco Valerio Verni (zio di Pamela). Durante l’incontro si è parlato del processo e delle indagini. "Giustizia per Pamela. Chi ha commesso un delitto così orrendo deve marcire in galera, senza sconti", ha detto il ministro.

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            • #7
              PREMIATO CHI EVADE LE TASSE.




              L'immigrato evade il fisco? Ha diritto al permesso di soggiorno

              La decisione del Tar del Veneto: non aver pagato le tasse non può precludere il rinnovo del permesso di soggiorno

              Franco Grilli - Gio, 14/03/2019 - 10:41
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              L'immigrato ha evaso il fisco? Nessun problema: può restare in Italia.

              A deciderlo sono stati i giudici del Tar del Veneto con due sentenze che faranno certamente discutere.

              Le toghe erano state chiamate a valutare i casi di due nigeriani cui la questura di Padova aveva negato il titolo di lungo-soggiornanti a causa dei debiti maturati con il Fisco. Secondo i giudici però, evadere le tasse o non pagare i contributi non può precludere la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno. Come riporta il Gazzettino, secondo il Tar, infatti, "la mancata osservanza degli obblighi tributari e previdenziali non può essere una ragione neanche indiretta di diniego di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno".

              La questura aveva rigettato le domande dei due nigeriani per un "mancato inserimento sociale" in quanto non avevano versato i contributi previdenziali. Parliamo, riporta TgPadova, di cifre che vanno dai 2.900 euro in un caso ai 6.500 nell'altro. I due immigrati avevano chiesto la rateizzazione del debito e contestualmente il permesso di lungo-soggiornanti. Ma la questura si era rifiutata, accordando solo in un caso il soggiorno per ragioni familiari (della durata di due anni). "Il legislatore - si legge nella sentenza - non ha previsto che l'evasione fiscale o contributiva sia di per sé ostativa al rilascio del titolo di soggiorno". Quindi, "un'eventuale situazione di evasione in capo all'immigrato, regolarmente accertata, deve essere oggetto di provvedimenti tipici, adottati dai organi competenti dell'Amministrazione Finanziaria e dagli enti previdenziali, diretti a contrastare l'evasione mediante il recupero dell'imposta o del contributo". Ma non può questo tradursi nel diniego a qualsivoglia permesso di soggiorno. L'immigrato può rimanere in Italia anche se è un evasore.
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              • #8
                QUESTA è DA GODERE.


                Roma, stop a soste selvagge: a processo chi parcheggia male e blocca passaggio

                A Roma andrà a processo chi parcheggerà male, in doppia fila e impedendo la regolare viabilità soprattutto per quanto riguarda i mezzi pubblici: tutto nasce da una segnalazione dell'Atac

                Luca Sablone - Gio, 14/03/2019 - 14:30
                commenta

                Sono un centinaio le segnalazioni che l'Atac ha fatto presente in Procura: da qui nasce la decisione dei pm di dichiarare guerra nei confronti di chi ostruisce il regolare passaggio degli autobus a Roma - si legge su Tgcom: motorini al centro della carreggiata, parcheggi in doppia fila e addirittura in terza.



                La maxi-indagine

                Fino ad ora sarebbero dieci gli automobilisti coinvolti nella maxi-indagine: le violazioni sarebbero durate per circa 30 minuti, e riguarderebbero in generale le soste delle auto al di fuori degli stalli adibiti, che hanno impedito la regolare viabilità ai mezzi di servizio pubblico o di pubblica utilità. Le zone ad alto rischio

                Dopo la segnalazione dell'Atac è dunque partita l'indagine dell’aggiunto Paolo Ielo, risalente circa a un anno fa. Si tratta di una problematica che riguarda l'intera Capitale, ma che inevitabilmente riscontra livelli di urgenza in alcune aree interne. Le ingenti code di macchine si creano soprattutto nelle vie dello shopping: ad esempio via Cola di Rienzo, viale Marconi, via del Tritone e via Napoleone III risultano costantemente caratterizzate dall'invasione di macchine e furgoni nelle carreggiate riservate al transito degli autobus. Ad alimentare il problema sono anche i pullman di pellegrini, che per consentire la loro uscita si piazzano ai lati della strada bloccandone la corsia preferenziale. A risentirne maggiormente è sicuramente la zona di San Pietro, dove ingorghi, file e lunghe attese alle fermate sono ormai all'ordine di giorno.


                INVECE SE PARCHEGGI ALLA FERMATA DEL BUS SONO 76 EURO E - 2 PUNTI SULLA PATENTE. OCCHIO.



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