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NON COMPRARE MAI PRODOTTI FRANCESI

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  • NON COMPRARE MAI PRODOTTI FRANCESI

    ATTENZIONE Fagiolini allo stramonio contaminati in Francia, l'allarme del ministero della Salute: cosa non devi mangiare

    21 Marzo 2019

    L'allarme arriva del ministero della Salute, che ha richiamato due lotti di fagiolini finissimi surgelati Delizie dal Sole di Eurospin. L'allarme riguarda la potenziale presenta di stramonio, datura stramonium: il prodotto interessato è venduto in buste da 600 grammi con i numeri di lotto 9043M e 9043MX e le date di scadenza 02/2021 e 01/2021. L’allerta è stata diffusa a livello europeo attraverso il Rasff. I fagiolini surgelati richiamati sono stati prodotti, spiega ilfattoalimentare.it, per Eurospin Italia Spa da Greenyard Frozen France Sas, nello stabilimento nella zona artigianale di Le Barderff, a Moréac, in Francia. Eurospin rende noto che il prodotto coinvolto dal provvedimento di richiamo è stato distribuito solo nel Nord Italia. Si raccomanda, dunque, di non mangiare i fagiolini surgelati Delizie dal Sole con i numeri di lotto segnalati e di restituirli al punto vendita Eurospin in cui sono stati acquistati.

    Lo stramonio per la precisione contiene l’alcaloide scopolamina, che in caso di intossicazione grave può provocare sintomi quali arrossamento della cute, agitazione o sonnolenza, allucinazioni, paralisi, perdita di conoscenza. In alcuni casi può essere fatale.

    Leggi anche: Pomodori secchi con insetti: l'allarme del ministero

    ADESSO PURE I FRANCESI CI VOGLIONO MORTI

    NON COMPRATE


    NEPPURE LE AUTO FRANCESI

    che la luce sia con te.

  • #2
    Francia, scorie radioattive nei depositi e nell’oceano per milioni di metri cubi



    E’ quanto emerge dal rapporto dell’Andra, l’agenzia di Parigi che gestisce questo tipo di rifiuti, destinati a raddoppiare entro il 2030. Ne sono stati scaricati oltre 14mila tonnellate sui fondali fino all'83. E Hollande ora punta sulle rinnovabili
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    • #3
      NON BEVETE VINO FRANCESE

      Francia, tra i vigneti il deposito dei rifiuti radioattivi che non fa più paura

      RISORSE





      Centro di stoccaggio de l'Aube in Francia

      Pubblicato il: 09/09/2015 12:40

      Dove andranno a finire le nostre scorie? Ancora non è dato sapere. Top secret è la Carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Manca, infatti, l'ok alla pubblicazione dei ministeri competenti, Sviluppo economico e Ambiente, senza il quale non si può dare il via libera ai 4 mesi di consultazione pubblica.


      E mentre l'Italia è in stand by, la Francia, con due depositi (di cui uno, quello di Manche, già esaurito con 524mila metri cubi di rifiuti) già in esercizio, ha anche individuato, nel comune di Bure, nella Lorena, il sito che ospiterà il deposito geologico per lo stoccaggio dell'alta attività.

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      • #4
        C'è un problema, in Francia non sanno più dove mettere i rifiuti radioattivi

        (IO LO SAPREI)

        Individuato un nuovo sito di stoccaggio nella Meuse, il deposito potrebbe entrare in esercizio nel 2019

        15 luglio 2018,10:23
        JENS BUTTNER / ZB / DPA Rifiuti radioattivi (Afp) FRANCIA

        RIFIUTI NUCLEARI

        RIFIUTI RADIOTTIVI
        CENTRALE NUCLEARE
        La Francia ha già accumulato più di 1,54 milioni di metri cubi di rifiuti radioattivi e la loro quantità aumenta ogni anno in modo esponenziale, rendendo impellente la costruzione di nuovi siti di stoccaggio. A lanciare l'allarme e' l'Agenzia nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi (ANDRA) nel suo rapporto triennale, che conferma uno scenario sempre più preoccupante e la necessità di soluzioni logistiche, ma soprattutto politiche, alla sfida del nucleare. In un tentativo di dare l'idea anche visivamente, l'agenzia ha spiegato che ogni anno un cittadino francese produce l'equivalente di "mezzo litro di latte in Tetrapak" di rifiuti radioattivi.
        In 2 anni prodotti 85 mila metri cubi di rifiuti

        Nei fatti, però, tra il 2015 e il 2016 sono stati prodotti altri 85 mila metri cubi di rifiuti. Il 60% proviene dal parco nucleare, il 27% da attività di ricerca, il 9% dal settore difesa e il rimanente da altre industrie e dal settore sanitario. Il 3% dei rifiuti è ad alta attività o lunga vita - centinaia di migliaia di anni per il loro smaltimento - e concentra il 99,8% della radioattività totale. Il 90% dei rifiuti ha invece un livello medio, basso o molto basso di attività. Rimane il fatto che gli attuali impianti di stoccaggio sono quasi arrivati a saturazione e ne servono altri sia di breve che media e lunga durata.
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        • #5
          La Francia sommersa dai rifiuti radioattivi: “Triplicheranno entro il 2080”

          AMBIENTE
          Pubblicato il 01 LUG 2015

          di
          ANDREA BAROLINI
          Nel Paese è presente quasi un milione e mezzo di metri cubi di rifiuti radioattivi. Diventeranno 4,3 milioni entro i prossimi 65 anni.

          In Francia la quantità totale di rifiuti radioattivi presenti sul territorio è pari ad 1,46 milioni di metri cubi. Il dato è stato reso noto il primo luglio dall’Agence nationale pour la gestion des déchets radioactifs (Andra), che nel suo rapporto triennale ha sottolineato come tale cifra – supponendo una durata operativa media di 50 anni dei reattori nucleari – sia destinata a triplicare entro il 2080, arrivando a toccare i 4,3 milioni di metri cubi.

          François Hollande presidente Francia

          Il rilevamento dell’agenzia francese è relativo al 31 dicembre 2013. Alla stessa data, nel 2010, non si superavano gli 1,32 milioni di metri cubi: “Ciò significa – ha spiegato all’agenzia AFP Michèle Tallec, responsabile del servizio Inventario e Pianificazione dell’Andra – che la produzione annuale di rifiuti radioattivi rappresenta ormai l’equivalente di due chilogrammi per ciascun abitante”. Il 60 per cento di tale montagna di materiale proviene dal settore elettronucleare; il 27 per cento dalla ricerca e la quota rimanente da difesa, comparto medico e altre industrie.

          “La maggior parte dei rifiuti – ha aggiunto Tallec – proverrà in futuro dallo smantellamento delle installazioni nucleari”. Tra queste, anche il reattore attualmente in costruzione a Flamanville, che dovrebbe essere operativo a partire dal 2017 e rimanere in vita per circa 60 anni. Si tratta, dunque, di una questione di non facile soluzione per la Francia: nel suo rapporto l’agenzia ricorda infatti che tra il 2020 e il 2025 risulterà completamente pieno il sito di stoccaggio di Morvilliers, uno dei più grandi del Paese, situato nella regione Champagne-Ardenne. “Occorre inoltre ricordare che il rapporto dell’Andra non tiene conto della totalità dei rifiuti presenti in Francia, dal momento che la legge permette di non catalogare come tali, ad esempio, i materiali derivanti dalle attività di estrazione mineraria di uranio”, spiega a LifeGate Charlotte Mijeon, dell’associazione Sortir du nucléaire.

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          • #6
            di Gianni Lannes


            Tra i nostri maggiori fornitori di cibo svetta la Francia con il 25,7 per cento del totale (tra i paesi comunitari seguono la Germania con il 20 per cento, l'Olanda con il 10,7 per cento e la Spagna con il 9,3 per cento). I controlli a campione nel belpaese tricolore, però, sfiorano a malapena l’1 per cento.


            Dalle patate alle ostriche, dalla carne d’allevamento all’acqua in bottiglia, dalle castagne ai marroni, ma non solo. Dunque, estrema attenzione, anzi boicottaggio, perché gran parte della Francia è contaminata dalle attività fuori controllo di ben 58 centrali nucleari. Ecco, di seguito, alcune prove scientifiche inequivocabili.

            Greenpeace già il 23 maggio 2006 aveva reso noto un rapporto del laboratorio Acro che documenta la contaminazione radioattiva delle falde acquifere in Normandia. L'acqua radioattiva viene impiegata in agricoltura e per l'allevamento delle mucche da latte. I contaminanti arrivano alle falde dal deposito di rifiuti radioattivi di La Hague. Il livello medio di radioattività riscontrato è di 750 Bequerels per litro, mentre la normativa europea prevede un limite di soli 100 Bequerels per litro. L'acqua è fortemente contaminata da trizio, un indicatore di futura contaminazione da altri radionuclidi pericolosi per l'uomo, come lo stronzio, il cesio e il plutonio. Gli impianti di La Hague sono insieme a quelli di Sellafield, lungo la costa occidentale dell'Inghilterra, i più importanti impianti di riprocessamento di scorie radioattive in Europa.

            La maggior parte dei rifiuti stoccati a La Hague proviene dalle 58 centrali nucleari francesi. Più di trent'anni fa i francesi erano stati rassicurati sul fatto che, per la geologia e l'idrogeologia del sito di La Hague, non c'era da temere alcuna contaminazione. In realtà i livelli di radioattività raggiunti sono migliaia di volte superiori a quelli naturali. Ancora il 6 luglio 2013, il quotidiano Le Parisien titola: «Radioattività record a La Hague».

            Ma non è tutto. Ecco il peggio, documentato a livello ufficiale. “Francia, scorie radioattive nei depositi e nell’oceano per milioni di metri cubi”. E’ quanto emerge dal rapporto dell’Andra, l’agenzia di Parigi che gestisce questo tipo di rifiuti, destinati a raddoppiare entro il 2030. Ne sono stati scaricati oltre 14mila tonnellate sui fondali marini dell’Atlantico, incluso il Mediterraneo.

            Alla fine del 2010 (sono i dati più recenti), i depositi per questi materiali contenevano già 1,3 milioni di metri cubi di scorie radioattive, ed è un quantitativo destinato a raddoppiare fino al 2030.

            «In Francia la produzione di scorie radioattive corrisponde a due chili all’anno e per abitante», è scritto nel rapporto dell’Andra. Quel milione e 300mila metri cubi di spazzatura nucleare ha diverse provenienze.

            Il grosso (59%) è il prodotto dei reattori nucleari di Edf, il colosso pubblico francese del settore. Mentre il 26% proviene dai laboratori di ricerca, l’11% dalle attività militari legate alla difesa e, per il resto, da diverse fabbricazioni industriali e da applicazioni mediche. Per il 97% la massa delle scorie è costituita da rifiuti ingombranti, ma con un’attività radioattiva media o debole. Appena lo 0,2% è classificato “ad alta attività”. Ma da sola quella infima quota genera il 96% della radioattività totale. Deriva dallo smaltimento dei combustibili utilizzati nei reattori nucleari. Andra ha anche individuato i 43 siti interessati dal deposito di queste scorie, con i relativi problemi di inquinamento sulla lunga durata. Sono concentrati soprattutto nella regione di Parigi, ma anche nell’est e nel sud-est del Paese.

            «La maggior parte di questi siti ospitavano attività di vario tipo nel passato, in particolare fra le due guerre – si legge nel rapporto -, ma che non riguardavano direttamente l’industria nucleare: l’estrazione di radio per la medicina e la farmacia, fabbricazione e applicazione di vernici speciali e sfruttamento di minerali. Dopo la guerra la memoria di questi siti, localizzati in genere in aree urbane, si è perduta e alcuni sono stati riconvertiti addirittura in alloggi o edifici pubblici».

            Il rapporto fornisce dati anche su un altro inquietante fenomeno, già documentato dall’Iaea: la Francia ha depositato alla fine degli anni Sessanta più di 14mila tonnellate di scorie radioattive sui fondali atlantici, sotto forma liquida o di fusti.

            Infine, la Commission de Recherche et d’Information Indépendantes sur la Radioactivité (CRIIRAD) ha scoperto ed evidenziato il gravissimo inquinamento nucleare nella regione Rhône-Alpes, mentre la Commissione europea intende innalzare i livelli di inquinamento negli alimenti.

            riferimenti:

            http://www.criirad.org/radioactivite...-reference.pdf

            http://www.criirad.org/radioactivite...0-140rhone.pdf

            http://www.infomercatiesteri.it/scam...hp?id_paesi=68

            http://criirad-protegeonsnotrealimentation.wesign.it/it

            http://www.criirad.org/aliments-nma-...italiano_1.pdf

            http://www.criirad.org/aliments-nma-...italiano_2.pdf

            http://www.criirad.org/aliments-nma-...20corta_it.pdf

            http://www.criirad.org/aliments-nma-...5_italiano.pdf

            http://www.criirad.org/aliments-nma-.../sommaire.html

            http://www.criirad.org/rayonnements/...adioactifs.pdf

            http://www.andra.fr/download/site-pr...itions/574.pdf

            http://www.andra.fr/download/site-pr...ions/555-2.pdf

            http://www.greenpeace.org/internatio...-reveals-fren/

            http://www.leparisien.fr/espace-prem...www.google.com



            Pubblicato da Gianni Lannes a 09:49 Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su Pinterest


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            • #7
              FRANCIA, SE L’ALTA MARNA DIVENTA LA «PATTUMIERA NUCLEARE» D’EUROPA

              13/02/2017 A nord di Parigi si costruisce la più grande "discarica" nucleare d’Europa. Tremila ettari di terreno sono così espropriati, talvolta grazie a ricatti e pressioni, per sotterrare tonnellate e tonnellate di scorie radioattive. Malgrado diversi incidenti già occorsi, il governo francese minimizza da sempre il pericolo atomico.

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              • #8
                Controlli alle dogane per l'allarme orologi radioattivi in Francia

                Per i doganieri svizzeri un compito supplementare con l'intensificazione dei controlli sulla radioattività delle importazioni di orologi dal Sud-Est asiatico
                (Keystone)

                Intensificati i controlli sulle importazioni di orologi dal Sud-Est asiatico dopo la scoperta in Francia di esemplari radioattivi. Lo ha confermato Georges Piller, della divisione radioprotezione dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

                Gli orologi incriminati sono stati individuati in novembre nei supermercati francesi Carrefour. Si tratta di orologi da uomo, della marca 'Trophy', i cui cinturini di metallo presentavano una radioattività, i cui livelli, secondo le autorità francesi, non comportano pericoli immediati per chi li indossa. Ma a medio termine i rischi non sono nemmeno da sottovalutare.

                Circa la metà degli orologi controllati si è rivelata radioattiva. La catena di supermercati francesi, che aveva acquistato un lotto di 4.500 pezzi, aveva immediatamente ritirato gli orologi dagli scaffali e invitato i clienti che li avevano acquistati a riconsegnarli.

                La radioattività è dovuta alla presenza di cobalto 60. Secondo Georges Piller, della divisione radioprotezione dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), alcuni orologi sarebbero stati fabbricati con acciaio contaminato, proveniente da centrali nucleari.

                Avvertite dai colleghi francesi, le dogane svizzere hanno subito intensificato i controlli. I doganieri sono muniti di rilevatori della radioattività.

                swissinfo e agenzie
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                • #9
                  PENTOLE INDIANE

                  Pentole radioattive dall’India sono in giro per l’Italia e forse qualcuno le usa

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                  Non so se queste cose succedono anche in altre parti del mondo, ma sono comunque incredibili. Tutto nasce dalla povertà dell’Italia e dalla mancanza dello Stato. Quando si è poveri si cerca di comprare merce a basso costo. Nel caso pentole che vengono dall’India ( ma sarebbero potute venire dalla Cina o da altre parti del mondo dove la manodopera è pagata pochissimo)

                  Ovviamente le pentole sono state importate dai soliti. In questo caso da un importatore pugliese( se osservate le merci che vengono dalla Cina o dall’India esposte nei supermercati anche amanteani troverete Imported ……(Puglia))

                  Poi la vendita in tutta Italia , a Milano, Palermo, Firenze, Napoli, Recanati, Viterbo, Arezzo, Prato, Terzigno, San Giuseppe Vesuviano, Oristano, Padova e Verona.

                  E poi da qui in tanti supermercati e negozi sparsi per l’Italia

                  Per fortuna che l’importatore, a dicembre dello scorso anno, quando il carico è giunto in Italia, ha spedito alcuni pezzi ad un apposito organo di controllo.

                  A febbraio sono state completate le analisi ed è arrivata l'incredibile scoperta. Le pentole e i tegami e gli utensili importati contengono pericolosissimo Cobalto 60, letale se ingerito.





                  Preoccupato l'importatore sta cercando di recuperare, a sue spese, tutte le pentole e i tegami (ma anche cucchiai, cucchiaini, forchette, coltelli) però l'operazione è lunga e difficile: seguire tutta la filiera del commercio dall'importatore ai distributori, agli intermediari ai rivenditori ai clienti, è una operazione più complicata del previsto.

                  Sembra che tutti gli articoli siano rientrati alla base e che non ci siano altre pentole pericolose in giro ma la certezza assoluta arriverà solo alla conclusione dell'inventario e delle indagini.

                  Poi una volta recuperato tutto (se sarà possibile) il materiale radioattivo dovrà essere smaltito.

                  Pare che sia in corso una procedura per imporre agli indiani di provvedere a questa fase.

                  Anche se, per adesso, l'allarme pentole radioattive non è ancora cessato in Italia.

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                  • #10
                    MONDO Carichi pericolosi Russia, sequestrate tonnellate di pezzi di ricambio per auto radioattivi provenienti dal Giappone La scoperta alla dogana di Vladivostok Tweet 31 gennaio 2017 Nell’Estremo Oriente russo, a Vladivostok, i doganieri hanno sequestrato 1,5 tonnellate di pezzi di ricambio per l’auto radioattivi che emanavano un altissimo livello di radiazioni. Il carico era stivato in una nave proveniente dal Giappone. La perizia ha stabilito che la causa dell'elevato livello di radioattività era dovuta alla presenza di particelle beta-attive. Secondo la valutazione dei periti, il livello era tale da poter provocare agli esseri umani ustioni da raggi e malattia da radiazione. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/art...1ab03f1e9.html
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                    • #11
                      Gran Sasso, il giallo dell'esperimento radioattivo

                      ABRUZZO
                      Mercoledì 11 Ottobre 2017 di Stefano Dascoli
                      Ci vorranno almeno sei mesi prima che, eventualmente, nel laboratorio sotterraneo di fisica nucleare del Gran Sasso (L'Aquila) arriverà una potente sorgente radioattiva proveniente da un combustibile di un reattore russo. Lo assicura il direttore dei laboratori, il professor Stefano Ragazzi, alla luce dell’allarme – con annesso esposto alla Procura – lanciato dalla Soa Onlus, la stazione ornitologica abruzzese che fa parte del cartello dei movimenti a difesa dell’acqua. Al momento, come spiega Ragazzi, si è nella fase di preparazione dell’esperimento Sox, una ricerca sui neutrini parallela a quella che si sta preparando negli Stati Uniti; nei programmi la sorgente radioattiva da 100/150 mila curie sarà incapsulata nel più grande contenitore di tungsteno mai prodotto, in Cina, da 19 centrimetri di spessore, per schermare le radiazioni gamma. L'attività radioattiva della sorgente è pari a circa un quarto del cesio 137 radioattivo emesso nell'oceano da Fukushima, come riporta il rapporto tecnico della Iaea sull'incidente. Il trasporto della sorgente prodotta a partire dal combustibile, avverrà dal sito nucleare di Mayak, tristemente nota per essere la città dove nel 1957 avvenne un grave incidente, attraverso la Francia in un contenitore fornito dalla Areva, colosso transalpino del nucleare. È tale la complessità dell'esperimento che nei prossimi giorni avverrà una prova del trasporto dalla Francia ai laboratori abruzzesi.

                      «Siamo fortemente preoccupati perché il Gran Sasso, che è parco nazionale e ad alto rischio sismico,
                      è la fonte di acqua per 700.000 cittadini. Il decreto legislativo 152/2006 vieta di stoccare sostanze radioattive nelle vicinanze dei punti di captazione degli acquedotti di Teramo e L'Aquila che sono praticamente a contatto con i Laboratori, classificati già ora come Impianto a Rischio di Incidente Rilevante e oggetto nel passato, anche recente, di fuoriuscite di sostanze non radioattive ma tossiche come il trimetilbenzene», ha dichiarato Augusto De Sanctis, del Forum H2O.
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                      sabato 20 aprile 2019
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                      11
                      04
                      Palermo
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                      82
                      78
                      60
                      29
                      Roma
                      65
                      13
                      35
                      66
                      29
                      Torino
                      24
                      69
                      06
                      03
                      76
                      Venezia
                      24
                      39
                      58
                      41
                      26
                      Nazionale
                      89
                      37
                      71
                      39
                      31
                      Sto operando...
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