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E CERTO POI LI GOVERNI TU VERO ?

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[h=1]Mattarella sui rifugiati: "Accogliere è un dovere"[/h] [h=2][/h]
Il messaggio del presidente della Repubblica in occasione della giornata mondiale del rifugiato

Pina Francone - Gio, 20/06/2019 - 11:47
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"I rifugiati ci ricordano ogni giorno, con forza, vicende di sofferenza, di discriminazione, di separazione da famiglie, terre e radici.
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Ciascun popolo, nella sua storia, è stato vittima dl tragedie di questa natura. Le gravi difficoltà che affliggono popoli di regioni a noi anche molto vicine meritano un'attenta riflessione sulle cause di questi drammi e sulle risposte che richiedono". Lo dice Sergio Mattarella, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato.

Il presidente della Repubblica sottolinea anche che "l'Italia, in prima linea nell'adempiere con costanza e determinazione ai suoi doveri di solidarietà, assistenza e accoglienza, vede l'alto impegno morale e giuridico di protezione verso coloro che fuggono dalle persecuzioni, sancito dalla Convenzione di Ginevra del 1951, tra i principi fondamentali della nostra Costituzione".

E ancora: "Le donne e gli uomini dello Stato - assicura - rappresentano, per chi fugge da quelle condizioni, il primo volto amico, la mano tesa per un contatto umano e solidale. Merita di essere ricordata la meritoria esperienza dei trasferimenti umanitari di rifugiati particolarmente vulnerabili che, grazie ai vari canali di collaborazione delle autorità con la società civile, cui va tutta la mia riconoscenza, consentono di trarre in salvo e condurre in Italia centinaia di beneficiari".

"La giornata odierna - rileva ancora Mattarella - ci ricorda anche che nessun Paese è in grado da solo di rispondere a questa sfida. Il superamento della logica emergenziale e la definizione di risposte lungimiranti e sostenibili fondate sui principi di responsabilità e solidarietà, vanno concertati e condivisi dalla comunità internazionale e, anzitutto, a livello europeo, come sancito dai trattati. L'Unione deve essere protagonista per sviluppare una politica comune che riesca a mitigare i conflitti e sostenere le esigenze di sicurezza e sviluppo dei popoli più esposti alle crisi umanitarie, attraverso un partenariato strutturato con i Paesi e le comunità che ospitano rifugiati e richiedenti asilo. La preziosa opera dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati va affiancata da una vigorosa iniziativa internazionale in questa direzione".
 
[h=1]Ora l'Afd candida Salvini per il Nobel per la Pace "Salvate migliaia di vite"[/h] [h=2][/h]
L'Afd candida il ministro degli Interni: "Ha dato vita ad una politica di stabilità per l’Europa e per aver salvato migliaia di vite umane"

Angelo Scarano - Gio, 20/06/2019 - 17:17
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Matteo Salvini candidato al Nobel per la Pace. È questa la proposta che arriva dalla vice capogruppo di Alternative fur Deutschland (Afd). Beatrix Von Storch di fatto ha candidato il vicepremier della Lega ad un ricnoscimento così importante.
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Salvini consegna le chiavi dell'immobile confiscato

Ed è lei stessa a spiegare i motivi di questa scelta: "Come ministro dell’Interno italiano ha dato un grande contributo alla sicurezza e alla stabilità dell’Europa". Poi sempre la vicecapogruppo della Afd ha aggiunto: "Con la chiusura delle frontiere italiane ha fermato con successo l’immigrazione clandestina verso l’Europa e l’industria dei migranti, dimostrando quali politiche oneste e determinate si possono fare".

Poi la vice capogruppo Afd parla anche degli effetti e delle conseguenze della scelte del ministro degli Interni proprio sulle partenze dalla Libia: "Nessuno affoga nel Mediterraneo se si impedisce all’industria dei rifugiati e alle loro navi di continuare i loro affari dando la speranza di un approdo in Europa". Infine l'annuncio ufficiale della candidatura per il premio Nobel: "Propongo Matteo Salvini per il premio Nobel per la pace per aver dato vita ad una politica di stabilità per l’Europa e per aver salvato migliaia di vite umane. Un esempio che anche altri dovrebbero seguire". E di fatto da quando Salvini è al Viminale gli sbarchi sulle coste italiane si sono ridotti del 90 per cento.
 
MA QUALI DIRITTI SE NON PARLA E NON CAPISCE HA SOLO IL DOVERE DI PRENDERSI 10 VACCINI SENZA FIATARE
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[h=1]Cassazione: nel momento del travaglio il feto è una persona con tutti i diritti[/h] [h=2][/h]
Con una sentenza, la Cassazione ha stabilito che il feto, anche se ancora nell’utero durante il travaglio deve essere considerato una persona. L’ostetrica negligente che ha provocato la morte di un bambino risponderà di omicidio colposo e non aborto colposo

Gabriele Laganà - Gio, 20/06/2019 - 18:54
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Farà di certo discutere la sentenza della Cassazione che ha stabilito come il feto durante il travaglio, anche se ancora nell'utero, va considerato come una persona, con tutti i diritti che ne discendono.


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Nel giudizio si legge del “totale ampliamento della tutela dei diritti della persona e della nozione di soggetto meritevole di tutela, che dal nascituro e al concepito si è poi estesa fino all'embrione”, il feto “benchè ancora nell'utero”, deve essere considerato un “uomo” nella fase di “transizione dalla vita uterina a quella extrauterina”.

L'ostetrica che provoca la morte del nascituro risponderebbe di omicidio colposo e non di aborto colposo. Sulla base di queste considerazioni, che tengono conto dell'evoluzione "normativa e giurisprudenziale italiana e internazionale" nel campo dei diritti della persona, la Cassazione ha confermato la condanna ad un anno e nove mesi di reclusione, con pena sospesa, nei confronti di un'ostetrica accusata di omicidio colposo.

La donna, nel corso del suo lavoro, non aveva monitorato con attenzione il battito cardiaco di un feto mentre la madre era in travaglio. A quest’ultima era stata somministrata dell'ossitocina per aumentare le contrazioni.

L'ostetrica, che aveva chiesto una condanna più mite per aborto colposo, durante il parto continuava a rassicurare il ginecologo che tutto procedeva regolarmente.

Invece non era così. Il bambino, infatti, venne alla luce già morto. La causa del decesso del piccino fu l’asfissia. I periti stabilirono che la congestione degli organi e lo stato di sofferenza fetale"non si era determinata in pochi minuti" ma in almeno mezz'ora.

Fu stabilito che se il monitoraggio fosse stato corretto, il bimbo poteva essere salvato ricorrendo al cesareo evitando, così, il dramma. Per la Cassazione "la tutela della vita non può soffrire lacune": per questo, anche il "percorso" dei nascituri nel canale uterino deve essere "protetto" dalla legge.
 

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