Alien.
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[h=1]“DATECI I NOSTRI SOLDI”…. E I MIGRANTI SI SCATENANO CONTRO LA CROCE ROSSA[/h]
2 giugno 2018
Sono intervenute le volanti della Polizia a sedare gli animi accalorati di una ventina di profughi, ospiti del Cas, il Centro di accoglienza straordinario della Croce Rossa di Padova, nell’omonima via alla Stanga.
I migranti temevano non venisse loro onorato il “pocket money” di 2,5 euro al giorno, erogato a cadenza quindicinale. E l’altro pomeriggio era, appunto, giorno di “paga”.
Ogni straniero doveva cioè incassare 37,5 euro ma per un lieve ritardo la spartizione dei denari non è avvenuta al mattino, come capita usualmente.
Gli amministrativi dell Croce Rossa erano impegnati a stendere il bilancio annuale, e l’operazione ha rallentato le procedure della distribuzione della “diaria”.
Come riporta Leggo, i profughi temevano che quei soldi non sarebbero più arrivati e hanno inscenato davanti alla sede della Croce Rossa stessa, che di fatto è la loro “casa temporanea”, una protesta a suon di urla e schiamazzi.
“E’ stata una protesta senza alcun danno e senza alcuna minaccia, nè a cose nè a persone, protesta però – argomenta il presidente della Croce Rossa di Padova, Giampietro Rupolo – oggettivamente eccessiva rispetto al ritardo, di poche ore. Tutto comunque si è risolto per il meglio”.
Fonte: Qui
[h=1]L’ULTIMA NOVITÀ DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA: ARRIVA LA SENTENZA CHE IMPEDISCE L’ESPULSIONE DEGLI IMMIGRATI[/h]
1 giugno 2018
Una persona che abbia fatta richiesta di asilo in uno Stato dell’UE e che si rechi poi in un altro Stato dell’Unione Europea non può essere rimandata indietro senza che il primo Paese, quello da cui proviene, abbia dato il suo ok, in modo implicito o esplicito, a riprenderselo in carico.
Lo stabilisce una sentenza della Corte di Giustizia europea, originata dalla vicenda di un cittadino iracheno che, dopo aver fatto domanda di protezione internazionale in Germania, si è recato in Francia dove è stato fermato. Le autorità francesi hanno chiesto alle autorità tedesche di riprendere in carico l’uomo e lo hanno rispedito in Germania il giorno stesso.
L’uomo ha impugnato la decisione, sostenendo che tale scelta violi il regolamento Dublino III e la Corte di Giustizia, con la sua sentenza, dichiara che da tale regolamento emerge con chiarezza che una decisione di trasferimento può essere adottata e notificata all’interessato solo dopo, non prima, che lo Stato membro richiesto abbia, implicitamente o esplicitamente, accettato di riprendere in carico la persona in questione.
Fonte: qui
soluzione ? facile usciamo dall' UE e facciamo che cavolo ci pare....
2 giugno 2018
Sono intervenute le volanti della Polizia a sedare gli animi accalorati di una ventina di profughi, ospiti del Cas, il Centro di accoglienza straordinario della Croce Rossa di Padova, nell’omonima via alla Stanga.
I migranti temevano non venisse loro onorato il “pocket money” di 2,5 euro al giorno, erogato a cadenza quindicinale. E l’altro pomeriggio era, appunto, giorno di “paga”.
Ogni straniero doveva cioè incassare 37,5 euro ma per un lieve ritardo la spartizione dei denari non è avvenuta al mattino, come capita usualmente.
Gli amministrativi dell Croce Rossa erano impegnati a stendere il bilancio annuale, e l’operazione ha rallentato le procedure della distribuzione della “diaria”.
Come riporta Leggo, i profughi temevano che quei soldi non sarebbero più arrivati e hanno inscenato davanti alla sede della Croce Rossa stessa, che di fatto è la loro “casa temporanea”, una protesta a suon di urla e schiamazzi.
“E’ stata una protesta senza alcun danno e senza alcuna minaccia, nè a cose nè a persone, protesta però – argomenta il presidente della Croce Rossa di Padova, Giampietro Rupolo – oggettivamente eccessiva rispetto al ritardo, di poche ore. Tutto comunque si è risolto per il meglio”.
Fonte: Qui

1 giugno 2018
Una persona che abbia fatta richiesta di asilo in uno Stato dell’UE e che si rechi poi in un altro Stato dell’Unione Europea non può essere rimandata indietro senza che il primo Paese, quello da cui proviene, abbia dato il suo ok, in modo implicito o esplicito, a riprenderselo in carico.
Lo stabilisce una sentenza della Corte di Giustizia europea, originata dalla vicenda di un cittadino iracheno che, dopo aver fatto domanda di protezione internazionale in Germania, si è recato in Francia dove è stato fermato. Le autorità francesi hanno chiesto alle autorità tedesche di riprendere in carico l’uomo e lo hanno rispedito in Germania il giorno stesso.
L’uomo ha impugnato la decisione, sostenendo che tale scelta violi il regolamento Dublino III e la Corte di Giustizia, con la sua sentenza, dichiara che da tale regolamento emerge con chiarezza che una decisione di trasferimento può essere adottata e notificata all’interessato solo dopo, non prima, che lo Stato membro richiesto abbia, implicitamente o esplicitamente, accettato di riprendere in carico la persona in questione.
Fonte: qui
soluzione ? facile usciamo dall' UE e facciamo che cavolo ci pare....