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IDROSSIDO DI ALLUMINIO

Alien.

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[h=1]MAALOX ® Idrossido di Magnesio + Idrossido di Alluminio[/h]
MAALOX ® è un farmaco a base di idrossido di magnesio e idrossido di alluminio.

GRUPPO TERAPEUTICO: Antiacidi.
IndicazioniMeccanismo d'azioneStudi svolti ed efficacia clinicaModalità d'uso e posologiaAvvertenzeGravidanza ed allattamentoInterazioniControindicazioniEffetti indesiderati
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[h=2]Indicazioni MAALOX ® Idrossido di Magnesio + Idrossido di Alluminio[/h]
MAALOX ® è utilizzato come coadiuvante nelle varie forme di iperacidità gastrica e relative dispepsia, e nel trattamento sintomatico delle pirosi, ulcere, gastriti ed esofagiti.
Questo medicinale può essere anche utilizzato per ridurre gli effetti collaterali associati all'assunzione di principi attivi irritanti la mucosa gastrica ed esofagea.
[h=2]Meccanismo d'azione MAALOX ® Idrossido di Magnesio + Idrossido di Alluminio[/h]
L'azione terapeutica e preventiva descritta per MAALOX ® si deve alla presenza delle due basi deboli idrossido di alluminio e idrossido di magnesio, responsabili dell'azione tamponante ed antiacidità.
Più precisamente una volta assunto il farmaco per via orale, i due principi attivi, raggiungono inalterati nella loro struttura l'ambiente gastrico, dove possono espletare il proprio effetto biologico per circa 3-4 ore, senza essere assorbiti significativamente dalla circolazione sistemica, riducendo così al minimo il rischio di spiacevoli effetti collaterali.
L'azione terapeutica si espleta attraverso la capacità di queste due basi deboli, di tamponare l'acidità gastrica mantenendo il pH entro i valori limiti fisiologici, e prevenendo di conseguenza tutte le possibili manifestazioni associate come pirosi, reflussi gastro-esofagei con irritazione delle mucose gastriche ed esofagee.
L'efficacia di MAALOX ® si deve sia alla sua capacità di esercitare un effetto tamponante evitando l'acidità riflessa, sia alla capacità di mantenere inalterata la composizione enzimatica del succo gastrico e la motilità intestinale riducendo quindi possibili reazioni collaterali come cattiva digestione, diarrea e stipsi.
[h=2]Studi svolti ed efficacia clinica[/h]
1. ANTIACIDI E FARMACOCINETICA

Farmacoterapia. Luglio 2007; 27 (7): 963-9.

Effetto di un antiacido contenente alluminio e magnesio sulla biodisponibilità di garenoxacina in volontari sani.

Krishna G, Kisicki JC, Olsen S, Grasela DM, Wang Z.


L'ampio utilizzo degli antiacidi nella comune pratica clinica, rende indispensabile la messa a punto di studi di farmacocinetica con tutti i nuovi farmaci emergenti. E' infatti importante stabilire a priori gli effetti di Sali di alluminio e magnesio sulla farmacocinetica di determinati principi attivi, al fine di formulare i corretti dosaggi utili a preservare l'effetto terapeutico minimizzando quelli collaterali.


2. MAALOX E GASTROPATIA EROSIVA


Vnitr Lek. 2000 ott; 46 (10): 673-6.

Trattamento della gastropatia erosiva causata da agenti antinfiammatori non steroidei con basse dosi di antiacidi. Rybár I, Rovenský J, Orlovská M.


La somministrazione prolungata di farmaci antinfiammatori non steroidei, è responsabile, in seguito all'inibizione non selettiva delle ciclossigenasi, ed in particolare delle Cox1, dell'azione erosiva nei confronti della mucosa gastrica. Questo studio mostra come la somministrazione a basse dosi di maalox, possa garantire in sole 4 settimane, un miglioramento delle condizioni della mucosa gastrica valutata attraverso l'esame endoscopico.


3.MAALOX E AZIONE ANTIACIDA


Ter Arkh. 1994; 66 (8): 44-7.
Una valutazione comparativa delle proprietà antiacidi dei preparati Maalox e Almagel.
Grebenev AL, Sheptulin AA, Okhlobystin AV.


Le diverse sperimentazioni farmacologiche effettuate, continuano a sostenere l'efficacia del maalox, nel trattamento delle problematiche intestinali associate a ulcere duodenali, gastriche, gastroduodenite erosiva e reflusso gastroesofageo. Il suo particolare successo sembra esser associato non solo all'azione antiacida diretta, ma anche alla possibilità di modulare l'espressione intestinale di markers infiammatori come le prostaglandine, in parte responsabili dell'amplificazione dei danni mucosali indotti dal pH particolarmente acido dello stomaco.
[h=2]Modalità d'uso e posologia[/h]
MAALOX ® compresse masticabili da 400 mg di idrossido di magnesio e 400mg di idrossido alluminio, sospensione orale da 3.65 gr di alluminio idrossido e 3.25 gr di alluminio magnesio ogni 100 gr di prodotti :
la dose consigliata è quella di 1-2 bustine al giorno, 1-2 compresse al giorno o 2-4 cucchiaini di sospensione orale al giorno da assumere tra i 20 ed i 60 minuti dopo i pasti e prima di coricarsi. Mentre la sospensione orale dovrebbe essere solubilizzata in acqua, le compresse andrebbero invece masticate o succhiate.
[h=2]Avvertenze MAALOX ® Idrossido di Magnesio + Idrossido di Alluminio[/h]
Prima di intraprendere l'uso di MAALOX ® sarebbe necessario consultare il proprio medico.
L'assunzione di questo medicinale dovrebbe avvenire con particolare cura e sotto stretto controllo medico, in pazienti con ridotta funzionalità renale, per i quali, nei casi più gravi, il farmaco risulta addirittura controindicato.
La presenza di saccarosio in questo medicinale, dovrebbe essere presa in considerazione da pazienti con ridotta tolleranza al glucosio/galattosio ed al fruttosio e diabetici
L'assunzione di MAALOX ® non interferisce con le normali capacità percettive del paziente, pertanto può essere assunto senza particolari problemi prima di mettersi alla guida di autoveicoli o di utilizzare utensili e macchinari.


GRAVIDANZA ED ALLATTAMENTO

Nonostante MAALOX ® non dovrebbe apportare alcun pericolo per la salute del nascituro e della madre, anche quando assunto in gravidanza, è fortemente consigliato consultare il proprio medico prima dell'assunzione di questo medicinale.
[h=2]Interazioni[/h]
E' noto dalla letteratura scientifica, e dai vari test farmacocinetici, come i Sali di alluminio e di magnesio possano interferire con l'assorbimento di una serie di principi attivi come, tetracicline, atenololo, digoxina, bifosfonati, etambutolo, fluorochinoloni, glucorticoidi, metoprololo, alcuni neurolettici e Sali di ferro.
Alla luce di questi dati sarebbe necessario evitare l'assunzione di MAALOX ® in caso di concomitante terapia con uno o più principi attivi sopraelencati, o attendere almeno due ore dall'assunzione del farmaco prima di assumere MAALOX ®
[h=2]Controindicazioni MAALOX ® Idrossido di Magnesio + Idrossido di Alluminio[/h]
MAALOX ® è controindicato in caso di ipersensibilità ad uno dei suoi componenti, gravi insufficienze renali e in pazienti in età pediatrica. [h=2]Effetti indesiderati - Effetti collaterali[/h]
Nonostante MAALOX ® sia risultato ben tollerato, soprattutto alle dosi terapeutiche, è possibile descrivere, soprattutto in particolari pazienti a rischio o in caso di errato dosaggio, la presenza di effetti collaterali, quali costipazione, stipsi ostinata e carenza di fosforo.
Pazienti affetti da patologia renale grave, dovrebbero evitare l'assunzione di questo medicinale, vista la possibilità di un incremento dei livelli plasmatici di alluminio e magnesio,
potenzialmente pericolosi per lo sviluppo o il peggioramento di encefalopatia ed osteomalacia. [h=2]Nota[/h]
MAALOX ® èun farmaco vendibile solo sotto prescrizione medica.


Le informazioni su MAALOX ® Idrossido di Magnesio + Idrossido di Alluminio pubblicate in questa pagina possono risultare non aggiornate o incomplete. Per un uso corretto di tali informazioni, consulta la pagina Disclaimer e informazioni utili.

Tratto da https://www.my-personaltrainer.it/farmaci/maalox.html
 
ADESSO VEDIAMO COSA FA L'ALLUMINIO



"Alzheimer ed alluminio" medico britannico mette sotto accusa l'esposizione al metallo
Scienze / Regno Unito [h=1]"Alzheimer ed alluminio" medico britannico mette sotto accusa l'esposizione al metallo[/h]
Elevati livelli di alluminio sono stati trovati nel cervello di individui con diagnosi di una forma ad esordio precoce dell'Alzheimer: una malattia che, secondo il ricercatore britannico Chris Exley, sarebbe quindi da associare ad un'elevata esposizione all'alluminio attraverso l'ambiente o sul posto di lavoro
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Redazione
19 dicembre 2016 19:14

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[h=5]Notizie Popolari[/h] [h=4]Ricercatore italiano risolve (dopo 20 anni) uno dei più grandi misteri dell'astrofisica moderna[/h]
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Il timore di un possibile collegamento tra alluminio e Alzheimer esiste da tempo. Ma la questione è stata quasi sempre liquidata per via della scarsità di prove, insufficienti per accusare un metallo usato tantissimo in tutto il mondo, sia per cucinare che per conservare il cibo. Ora Chris Exley, ricercatore della Keele University del Regno Unito, sostiene che la sua ultima ricerca conferma che l'alluminio può effettivamente svolgere un ruolo nel declino cognitivo.

I risultati del suo lavoro sono stati riportato su un sito di "medical-blogging", chiamato The Hippocratic Post. "Per mezzo secolo o più c'è stato un forte legame tra l'esposizione dell'uomo alluminio e l'incidenza della malattia d'Alzheimer", scrive Exley. "Tuttavia, senza una prova definitiva, non c'è ancora consenso nella comunità scientifica - ha continuato - sul ruolo di questa nota neurotossina in questa malattia cerebrale devastante. L'ultima ricerca del mio gruppo, pubblicata sul Journal of Trace Elements in Medicine and Biology, rende questo legame ancora più interessante".

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Per Exley i suoi risultati "sono inequivocabili" nel confermare il ruolo dell'alluminio in alcuni se non tutti i casi di Alzheimer. "Per lo meno - ha detto - questi nuovi risultati dovrebbero convincere tutti, anche quelli che hanno sostenuto fermamente che l'alluminio non ha alcun ruolo nella malattia". Per il ricercatore britannico, l'alluminio non sarebbe certamente l'unico fattore, ma è convinto che sia importante e che debba essere seriamente preso in considerazione.
"Sappiamo già che nei casi di morbo d'Alzheimer sporadico e in quelli a tarda insorgenza il contenuto di alluminio è significativamente superiore rispetto ai controlli di pari età. Così le persone che sviluppano la malattia d'Alzheimer alla fine dei loro 60 anni d'età e piu' accumulano anche piu' alluminio nel loro tessuto cerebrale rispetto agli individui della stessa età senza la malattia".

Secondo il ricercatore britannico, livelli ancora più elevati sono stati trovati nel cervello di individui con diagnosi di una forma ad esordio precoce della malattia d'Alzheimer sporadica, che hanno sperimentato insolitamente un'elevata esposizione all'alluminio attraverso l'ambiente o sul posto di lavoro. "Ora abbiamo mostrato che alcuni dei livelli piu' elevati di alluminio mai misurai nel tessuto cerebrale umano si trovano proprio negli individui che sono morti con una diagnosi di Alzheimer familiare", ha riferito Exley. "I livelli di alluminio nel tessuto cerebrale di persone con malattia di Alzheimer familiare sono simili a quelli registrati negli individui
che sono morti a causa di una encefalopatia indotta dall'alluminio, mentre erano sottoposti a dialisi renale", ha aggiunto.

Accanto ai dati quantitativi, Exley e il suo team avrebbero raccolto immagini inequivocabili della presenza di alluminio nel tessuto cerebrale delle persone decedute per Alzheimer, grazie a un nuovo metodo di microscopia a fluorescenza. Secondo i ricercatori, e' possibile che la predisposizione genetica all'Alzheimer predisporrebbe anche gli individui ad accumulare alluminio nel cervello in eta' molto giovane. "Dovremmo prendere tutte le precauzioni possibili per ridurre l'accumulo di alluminio nel nostro tessuto cerebrale attraverso le nostre attivita' quotidiane e dovremmo iniziare a farlo il piu' prestopossibile nella nostra vita", ha concluso Exley.

Potrebbe interessarti: http://www.today.it/scienze/alzheimer-alluminio-ricerca-chris-exley.html
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[h=1]Correlazioni evidenti tra alluminio nel cervello e morbo di Alzheimer[/h] Pubblicato il 2 agosto 2017 da beatrice[h=2]Conosciamo tutti che cos’è l’alluminio e gli usi che ne facciamo quotidianamente: pentole, pellicole, contenitori per bevande e alimenti, deodoranti ascellari, tabacco, infissi, farmaci prescritti, come adiuvanti nei vaccini… scie chimiche.[/h]
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Un aspetto dell’alluminio, che molte persone non conoscono, è che è una neurotossina che può avere un effetto di deterioramento sul nostro cervello e sistema nervoso.
Inoltre, gli esperti rivelano che può essere un importante fattore scatenante per l’insorgenza del morbo di Alzheimer.

Siamo costantemente esposti a questa neurotossina, possiamo fare qualcosa per proteggerci? Per cominciare, diciamo che ci sono una serie di estratti naturali di piante e sostanze nutritive che possono abbassare e prevenire la tossicità dell’alluminio a carico del cervello, in modo da proteggerlo da disturbi cognitivi.

Un team di neuroscienziati della Louisiana State University, guidati dal Dr.Walter Lukiw, Professore Ordinario di Neurologia, Neuroscienze e Oftalmologia, ha condotto uno studio sulla possibile tossicità dell’alluminio che porta alla comparsa, lo sviluppo e la progressione del morbo di Alzheimer. Il loro studio è stato riassunto in un articolo peer-reviewed pubblicato nei Frontiers in Aging Neuroscience e secondo le loro conclusioni: ”Il contributo dell’alluminio per la malattia di Alzheimer si basa su almeno sette osservazioni derivate in modo indipendente”.


In estrema sintesi, i risultati di questa e di altre ricerche sostengono che l’alluminio punta dritto al cervello. L’alluminio sta al sistema nervoso centrale, come il fumo di sigaretta sta ai polmoni. Gli scienziati dicono chiaramente che i metalli tossici danneggiano il tessuto cerebrale e portano a malattie degenerative producendo stress ossidativo, e l’alluminio è uno dei peggiori criminali in questo senso.

Con i tassi di Alzheimer alle stelle, i percorsi variegati odierni dell’esposizione all’alluminio sono una grande preoccupazione. Infatti, una volta che l’alluminio è nei nostri tessuti, il corpo ha difficoltà ad espellerlo. Questo metallo tossico non ha alcuno scopo biologico, per cui meno se ne ingerisce, meglio è.

Una volta nel corpo, si muove attraverso di esso con facilità, senza ostacoli, cavalcando il sistema di trasporto del ferro. Esso attraversa con facilità le barriere biologiche che normalmente tengono fuori altri tipi di tossine, come la barriera emato-encefalica. In questo modo, nel tempo, l’alluminio può accumularsi nel cervello e provocare gravi danni.
[h=3]Come disintossicarsi dall’alluminio[/h]
Ci sono, per fortuna, una serie di potenti chelanti che è possibile utilizzare per disintossicarsi dall’alluminio. Chiaramente, il primo passo sarebbe evitare l’ulteriore esposizione all’alluminio. Questo significa evitare prodotti quali:

– dentifricio contenente ossi-idrossido di alluminio,
– antitraspiranti contenenti cloruro di alluminio, cloridrato di alluminio, o composti di alluminio-zirconio,
– contenitori di bevande laminati di alluminio,
– pentole di alluminio,
– macchine per caffè espresso in alluminio.


Per l’Alzheimer avanzato possono essere utili i seguenti agenti chelanti:

Acqua ricca di silicio, come l’acqua Fiji, che contiene 83 mg di silicio per litro. Una ricerca pubblicata nel 2013, ha dimostrato che bere fino ad un litro di acqua minerale ricca di silicio al giorno per 12 settimane, elimina efficacemente l’alluminio per via urinaria, senza effetti nocivi sui metalli essenziali come ferro e rame. Ecco cosa dicono gli autori: “Abbiamo fornito prove preliminari che oltre 12 settimane di terapia di acqua minerale ricca di silicio fanno scendere il carico corporeo di alluminio nei soggetti con Alzheimer, e ci sono stati anche miglioramenti clinicamente rilevanti nella prestazione cognitiva di almeno 3 individui su 15”.

Melatonina: Le ricerche dimostrano che la melatonina ha un ruolo nel vincolare i metalli ed è un integratore utile nel trattamento dei disturbi neurologici in cui è coinvolto lo stress ossidativo, compreso quindi l’Alzheimer. La melatonina può viaggiare liberamente attraverso tutte le barriere cellulari, facilitando la rimozione di metalli tossici come l’alluminio. Sembra anche capace di sopprimere l’attività ossidativa dell’alluminio nel cervello.

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Qualsiasi cosa che aumenta il glutatione. Il corpo sintetizza il glutatione da tre aminoacidi: cisteina, glutammato e glicina. Frutta e verdura crude (soprattutto avocado, asparagi, pompelmo, fragole, arancia, pomodoro, melone, broccoli, curcuma, pesche, zucchine, e spinaci) sono ricchi di precursori glutammato e glicina. Fonti alimentari di cisteina includono uova, carne (che però è meglio evitare per altri motivi), peperoni rossi, aglio, cipolle, cavoli di Bruxelles, proteine del siero del latte e germe di grano.

Altri trattamenti utili per il miglioramento del metabolismo del glutatione includono:

Esercizio fisico: l’esercizio influisce sui livelli di trifosfato adenosina (ATP) necessari per aiutare a produrre glutatione.
Ottimizzare i livelli di vitamina D attraverso l’esposizione al sole; ci sono alcune prove che la vitamina D aumenta i livelli intracellulari di glutatione.
Bagni di sale inglese (“Epsom salt”)
Integrazione con metilsulfonilmetano (MSM)
L’integratore N-acetil L-cisteina (NAC) può anche essere utile. Il NAC è il nutriente per la formazione del glutatione antiossidante intracellulare.
La curcumina: la ricerca suggerisce che la curcumina ha un effetto protettivo dai danni indotti dall’alluminio, modulando la portata dello stress ossidativo. Essa riduce anche le placche di beta-amiloide associate con l’Alzheimer, ritarda il degrado dei neuroni, chela i metalli, diminuisce la formazione di microglia, e ha un effetto anti-infiammatorio e antiossidante complessivo. Gli studi hanno dimostrato che la curcumina può aiutare a migliorare la memoria dei pazienti di Alzheimer. Vi sono, tuttavia, alcune controindicazioni all’uso della curcumina, in caso di ostruzione delle vie biliari (in quanto stimola la secrezione biliare), calcoli biliari, ittero ostruttivo, o colica biliare acuta.
[h=3]In sintesi[/h]
Non si può più sostenere che l’alluminio non abbia un ruolo nelle malattie neurodegenerative come Alzheimer; l’evidenza è molto chiara e crescente. In realtà, non dovrebbe sorprendere che le persone con tossicità da alluminio mostrino molti degli stessi sintomi di quelli con demenza, Parkinson, ADHD, autismo e altre malattie neurologiche, perché l’alluminio punta esattamente queste aree del cervello e del sistema nervoso.

Il modo migliore per proteggersi, è essere attenti alle scelte alimentari e ai prodotti della cura personale, e ridurre al minimo
l’uso di vaccini e altri farmaci che vengono spesso contaminati con l’alluminio. Anche ottimizzare il tenore di zolfo nella dieta è essenziale, perché il corpo ha bisogno di zolfo per produrre la sua arma numero uno contro il sovraccarico di alluminio: il glutatione. Facendo queste poche cose per proteggersi, si minimizza l’esposizione e si massimizza la capacità del corpo di liberarsi di questo metallo tossico, che ci porterà ad una vita lunga e sana e agli anni d’argento.

E‘ ancora presto per conclusioni definitive riguardo a questi argomenti, ma i ricercatori cercano di farsi alcune idee circa l’effetto dell’alluminio sul sistema neurologico dai test sugli animali. Sono riusciti finora a dimostrare con certezza che
l’alluminio, anche nelle dosi più piccole, provoca disturbi di apprendimento, problemi comportamentali, il morbo di Alzheimer e problemi di memoria negli animali. Inoltre, hanno scoperto che i ratti che assumono alluminio attraverso il cibo, nelle stesse quantità in cui lo assumono mediamente gli americani, sperimentano un grave deterioramento cognitivo in età avanzata, molto simile al morbo di Alzheimer e tutti i sintomi di accompagnamento.

Uno dei motivi principali per cui questo accade, è perché l’alluminio viene accumulato in regioni specifiche del cervello che sono più sensibili ai danni nella malattia di Alzheimer. Molti studi hanno inoltre dimostrato che l’alluminio porta alla formazione anormale di placche beta-amiloide nel cervello dell’animale e alla formazione di grovigli neurofibrillari, collezioni anormali di fili ritorti di proteine nelle cellule nervose. Questi grovigli ostruiscono la comunicazione tra neuroni, manifestazione tipica del morbo di Alzheimer.

Fonti web:

http://www.healthyteam.com/
http://www.alzheimer-riese.it/index...-alluminio-non-puo-piu-essere-essere-ignorato
http://www.younetspiegalevele.info/
Rivisto da www.fisicaquantistica.it
Fonte: http://fuoridimatrix.blogspot.it/2016/07/come-rimuovere-lalluminio-dal-cervello.html
 
[TABLE="border: 1, cellpadding: 0, width: 600"]
[TR]
[TD="colspan: 2"] [h=1]ALLUMINIO[/h] [/TD]
[/TR]
[TR]
[TD]Uso[/TD]
[TD]In passato si credeva che non venisse assorbito, così è stato usato largamente come additivo alimentare, in farmaci e come utensili. Oggi si sa che è molto tossico: si lega al DNA, si lega ad alcune neurofibrille cerebrali e blocca totalmente un importante enzima (esochinasi). Si deposita inoltre nel fegato, tiroide, ossa, polmoni.[/TD]
[/TR]
[TR]
[TD]FontiPrincipali[/TD]
[TD]Bicarbonato di soda, acqua, antitraspiranti, formaggi fusi, filtri di sigaretta, fogli per alimenti, bibite in lattina, tetrabrik, involucri di cioccolato, thè, caffè, biscotti, merendine, succhi di frutta in cartone, scatolame, pentole, coperchi, vernici, protesi dentarie, dentifricio, antiacidi con alluminio, aspirina tamponata, nel sale (come antiaggregante si usa il silicante di alluminio), sbiancante per farine, lievito all'allume, formaggi conservati, deodoranti (con alluminio cloridrato), aria inquinata, agenti essiccanti (silico alluminato di sodio), cacao, sale, lievito ecc.., bentonite (disinfettante intestinale), cosmetici (es: rossetti).[/TD]
[/TR]
[TR]
[TD]Sintomi Principali[/TD]
[TD]LIEVI: Dispnea, flautolenza, ulcera, mal di testa, stitichezza, bruciori di stomaco, indurimento delle arterie, coliche, nausea, perdita di energia, ulcere, colite, anemia,leucocitosi,, porfiria, paratiroidi.[/TD]
[/TR]
[TR]
[TD]GRAVI: Secchezza delle mucose e della pelle, tendenza a raffreddore e sinusiti, tendenza a paralisi muscolari e del nervo oculomotore, invecchiamento precoce, cefalea pulsante, bruciore, vertigini, avversione alla carne e patate, coliche,problemi epatici, psoriasi, epilessia, encefalopatia, perdita di memoria, stipsi, ottundimento, demenza senile, parkinsoniana, Alzheimer, demenza dialitica, iperattività.[/TD]
[/TR]
[TR]
[TD]Protettivi[/TD]
[TD]1. EDTA (Chelante specifico)
2. Calcio e ferro
3. Vitamina B1 - A - C - E (alte dosi) 3 g/giorno
4. Magnesio
5. Mele
6. Estratti corticosurrenali
7. Deferoxamina
8. Bagni caldi con sale inglese (lo rimuove dalla pelle)
[/TD]
[/TR]
[/TABLE]
 

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