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[h=1]Così la Ong islamica in Italia insegna a picchiare le donne[/h] [h=2][/h] Le esortazioni ai musulmani sul sito "Dalla luce alle tenebre" gestito dalla Alumma International, una Ong che dovrebbe aiutare i poveri in Africa
Giuseppe De Lorenzo - Gio, 04/08/2016 - 18:44
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Punire le donne con violenza è permesso nell'islam.
Anzi: lo impone Maometto. A dirlo è un sito islamico, ma non di quelli legati all'Isis o a chissà quale cellula terroristica. No: a mettere nero su bianco le indicazioni per bastonare "lecitamente" una donna è l'Ong "Alumma International". Un ente umanitario con base a Brescia e che sembra nascondere sotto il velo del non profit un'attenta attività di proselitismo islamico.
[h=2]"Picchiate le donne, ma moderatamente"[/h] Il portale web incriminato si intitola "Dalle temebre alla luce". Ad attirare l'attenzione è un articolo intotolato "La dignità della donna nell'islam" che risale al 2012 ma ancora molto letto in Rete. Dopo una lunga disamina sul perché il gentil sesso è veramente libero solo se sottomesso ad Allah, si arriva alla parte più interessante. Il punto 10 si intitola "La punizione e la correzione della donna".
"Il sistema di correzione della donna nell'islam - si legge - è applicabile in circostanze e condizioni determinate e precisissime". Picchiare la donna nell'islam è vietato solo se non ci sono buone motivazioni. Se invece la moglie è ribelle, se non vuole sottomettersi all'uomo, allora quest'ultimo ha tutto il diritto di menar le mani. Attenzione, però: si tratta di una "medicina amara" che il marito (o padre) ha l'obbligo morale di somministrare.
"La cura (all'insubordinazione della donna, Ndr) ha tre tappe. La prima: quella del consiglio, dell'esortazione e l'ammonimento, agitando la punizione di Allah, ricordando i diritti del marito e l'obbligo di obbedirgli; il tutto con parole dolci ed affettuose. Se tutto questo non serve, si passa alla seconda tappa: astenersi dall'avere rapporti sessuali con la moglie, non rivolgerle più la parola.
Giuseppe De Lorenzo - Gio, 04/08/2016 - 18:44
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Punire le donne con violenza è permesso nell'islam.

Anzi: lo impone Maometto. A dirlo è un sito islamico, ma non di quelli legati all'Isis o a chissà quale cellula terroristica. No: a mettere nero su bianco le indicazioni per bastonare "lecitamente" una donna è l'Ong "Alumma International". Un ente umanitario con base a Brescia e che sembra nascondere sotto il velo del non profit un'attenta attività di proselitismo islamico.
[h=2]"Picchiate le donne, ma moderatamente"[/h] Il portale web incriminato si intitola "Dalle temebre alla luce". Ad attirare l'attenzione è un articolo intotolato "La dignità della donna nell'islam" che risale al 2012 ma ancora molto letto in Rete. Dopo una lunga disamina sul perché il gentil sesso è veramente libero solo se sottomesso ad Allah, si arriva alla parte più interessante. Il punto 10 si intitola "La punizione e la correzione della donna".
"Il sistema di correzione della donna nell'islam - si legge - è applicabile in circostanze e condizioni determinate e precisissime". Picchiare la donna nell'islam è vietato solo se non ci sono buone motivazioni. Se invece la moglie è ribelle, se non vuole sottomettersi all'uomo, allora quest'ultimo ha tutto il diritto di menar le mani. Attenzione, però: si tratta di una "medicina amara" che il marito (o padre) ha l'obbligo morale di somministrare.
"La cura (all'insubordinazione della donna, Ndr) ha tre tappe. La prima: quella del consiglio, dell'esortazione e l'ammonimento, agitando la punizione di Allah, ricordando i diritti del marito e l'obbligo di obbedirgli; il tutto con parole dolci ed affettuose. Se tutto questo non serve, si passa alla seconda tappa: astenersi dall'avere rapporti sessuali con la moglie, non rivolgerle più la parola.