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[h=1]Alto Adige, via i nomi delle strade in italiano: saranno solo in tedesco[/h] [h=2][/h]
È l'allarme lanciato dal consigliere provinciale Alessandro Urzì
Marta Proietti - Mer, 21/09/2016 - 14:27
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"Venerdì prossimo la Commissione dei Sei tratterà una riforma della toponomastica che prevede la cancellazione del 57% dei nomi italiani.
Si tratta di una vera e propria pulizia etnica". È questo l'allarme lanciato dal consigliere provinciale di Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì.
E ha aggiunto: "La riforma prevede una parte di nomi bilingui e una parte solo in tedesco, come Hirzer e Schloss Rafenstein, cancellando le denominazioni Punta Cervina e Castel Sarentino". La terza categoria di toponimi prevedrebbe, affianco alla denominazione tedesca Schlanderser Alm, la dizione alpe. "Il paese si chiamerà anche in futuro Silandro, ma l'alpe solo più Alpe Schlanderser Alm, si tratta di un aborto di nome di finto italiano", ha aggiunto Urzì. Secondo il consigliere provinciale, "in parlamento ci sarà uno scambio tra governo e Svp (Partito popolare sudtirolese): sì alla riforma costituzionale e sì alla cancellazione del 57% dei toponimi italiani in Alto Adige".
Il presidente della provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, ha replicato a Urzì affermando: "Non è stata presa ancora nessuna decisione sull'effettivo utilizzo dei toponimi italiani". Il governatore ha spiegato che in campo c'è una legge procedimentale e che sarà un'apposita commissione a occuparsi dei criteri. "La Svp da sempre sostiene che bilinguismo non significa binomismo", ha aggiunto Kompatscher che ha ricordato gli accordi firmati dal suo predecessore Luis Durnwalder prima con il ministro Fitto e poi con il ministro Delrio che "prevedono il criterio dell'utilizzo diffuso".
Arriva anche la replica dell'ex sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli: "Discussioni e polemiche sui nomi di località, montagne, laghi e malghe in doppia lingua nella provincia autonoma di Bolzano vanno avanti da molti anni e trovo che siano senza senso. Non è affatto vero, e se qualcuno lo ha scritto è un errore, che possano essere modificati i cartelli stradali, nomi di grandi e note località o indicazioni particolari, per legge devono essere nelle due lingue tedesco e italiano".
[h=1]Bolzano, mozione per cancellare i nomi italiani: "Sono fascisti"[/h] [h=2][/h] Raffaello Binelli - Ven, 11/11/2016 - 16:10
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Le recriminazioni linguistiche in Alto Adige tornano a far discutere.
C'è chi chiede di cancellare i nomi italiani perché "fascisti". La proposta ovviamente scatena nuove polemiche e divisioni nella Regione autonoma. Ma di cosa si tratta? Come scrive Il Tempo dopo l’appello dell’Accademia della Crusca, firmato da quarantotto docenti universitari "per salvare i nomi italiani della toponomastica bilingue", in una seduta infuocata il consiglio provinciale di Bolzano ha preso di mira la Crusca stessa.
Tutto è nato da una mozione sui nomi di luogo in lingua italiana presentata e approvata dal partito "Südtiroler Freiheit" e appoggiata da Svp. In base a questa mozione la richiesta della Crusca viene considerata "politica", quindi non culturale: "Il Consiglio provinciale - si legge nel testo - disapprova qualsiasi iniziativa che strumentalizzi la scienza, e specialmente la linguistica, a fini politici e respinge con determinazione l’appello dell’Accademia della Crusca". Il Consiglio poi ha precisato che disapprova "i tentativi di reinterpretare la politica della macro e microtoponomastica fascista come patrimonio culturale".
Ma questo cosa significa? Che le denominazioni inserite durante il Ventennio possono essere cancellate? Altro che patrimonio culturale: i nomi di fiumi, montagne, laghi e paesi, più o meno grandi, si possono benissimo cambiare. Alessandro Urzì, consigliere regionale e provinciale di Bolzano de "L'Alto Adige nel cuore", da tempo denuncia il tentativo di pulizia linguistica in atto contro il bilinguismo inserito e tutelato nello Statuto autonomo: "L’accelerazione e la sfida lanciata al governo da parte del presidente della Provincia Arno Kompatscher e dei secessionisti è un segnale che potrebbe forse rendere chiaro l’obiettivo della Svp che non si accontenta di soluzioni equilibrate ma che chiede di passare la spugna sulla intera identità e sul diritto all’uso della lingua italiana in Alto Adige".
E oltre ai nomi a rischio ci sarebbero anche le statue: "In Consiglio provinciale è stato presentato un ordine del giorno che sarà discusso a brevissimo con cui si chiede che le statue del Leone di San Marco e della Lupa capitolina posti sulle due colonne e ora rimosse per essere ristrutturate non siano più ricollocate al loro posto perché "fasciste".
La guerra per cancellare ogni traccia d''Italia dall'Alto Adige va avanti senza soste. Anche a costo di cancellare cento anni di storia. E il tentativo di accordo - denunciato da il Tempo - tra il governo e la Südtiroler Volkspartei per cancellare i nomi italiani di montagne e città, con cui il governo voleva assicursi il "sì" al referendum costituzionale, dimostra che ormai non si guarda più in faccia a niente.
È l'allarme lanciato dal consigliere provinciale Alessandro Urzì
Marta Proietti - Mer, 21/09/2016 - 14:27
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"Venerdì prossimo la Commissione dei Sei tratterà una riforma della toponomastica che prevede la cancellazione del 57% dei nomi italiani.

Si tratta di una vera e propria pulizia etnica". È questo l'allarme lanciato dal consigliere provinciale di Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì.
E ha aggiunto: "La riforma prevede una parte di nomi bilingui e una parte solo in tedesco, come Hirzer e Schloss Rafenstein, cancellando le denominazioni Punta Cervina e Castel Sarentino". La terza categoria di toponimi prevedrebbe, affianco alla denominazione tedesca Schlanderser Alm, la dizione alpe. "Il paese si chiamerà anche in futuro Silandro, ma l'alpe solo più Alpe Schlanderser Alm, si tratta di un aborto di nome di finto italiano", ha aggiunto Urzì. Secondo il consigliere provinciale, "in parlamento ci sarà uno scambio tra governo e Svp (Partito popolare sudtirolese): sì alla riforma costituzionale e sì alla cancellazione del 57% dei toponimi italiani in Alto Adige".
Il presidente della provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, ha replicato a Urzì affermando: "Non è stata presa ancora nessuna decisione sull'effettivo utilizzo dei toponimi italiani". Il governatore ha spiegato che in campo c'è una legge procedimentale e che sarà un'apposita commissione a occuparsi dei criteri. "La Svp da sempre sostiene che bilinguismo non significa binomismo", ha aggiunto Kompatscher che ha ricordato gli accordi firmati dal suo predecessore Luis Durnwalder prima con il ministro Fitto e poi con il ministro Delrio che "prevedono il criterio dell'utilizzo diffuso".
Arriva anche la replica dell'ex sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli: "Discussioni e polemiche sui nomi di località, montagne, laghi e malghe in doppia lingua nella provincia autonoma di Bolzano vanno avanti da molti anni e trovo che siano senza senso. Non è affatto vero, e se qualcuno lo ha scritto è un errore, che possano essere modificati i cartelli stradali, nomi di grandi e note località o indicazioni particolari, per legge devono essere nelle due lingue tedesco e italiano".
[h=1]Bolzano, mozione per cancellare i nomi italiani: "Sono fascisti"[/h] [h=2][/h] Raffaello Binelli - Ven, 11/11/2016 - 16:10
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Le recriminazioni linguistiche in Alto Adige tornano a far discutere.

C'è chi chiede di cancellare i nomi italiani perché "fascisti". La proposta ovviamente scatena nuove polemiche e divisioni nella Regione autonoma. Ma di cosa si tratta? Come scrive Il Tempo dopo l’appello dell’Accademia della Crusca, firmato da quarantotto docenti universitari "per salvare i nomi italiani della toponomastica bilingue", in una seduta infuocata il consiglio provinciale di Bolzano ha preso di mira la Crusca stessa.
Tutto è nato da una mozione sui nomi di luogo in lingua italiana presentata e approvata dal partito "Südtiroler Freiheit" e appoggiata da Svp. In base a questa mozione la richiesta della Crusca viene considerata "politica", quindi non culturale: "Il Consiglio provinciale - si legge nel testo - disapprova qualsiasi iniziativa che strumentalizzi la scienza, e specialmente la linguistica, a fini politici e respinge con determinazione l’appello dell’Accademia della Crusca". Il Consiglio poi ha precisato che disapprova "i tentativi di reinterpretare la politica della macro e microtoponomastica fascista come patrimonio culturale".
Ma questo cosa significa? Che le denominazioni inserite durante il Ventennio possono essere cancellate? Altro che patrimonio culturale: i nomi di fiumi, montagne, laghi e paesi, più o meno grandi, si possono benissimo cambiare. Alessandro Urzì, consigliere regionale e provinciale di Bolzano de "L'Alto Adige nel cuore", da tempo denuncia il tentativo di pulizia linguistica in atto contro il bilinguismo inserito e tutelato nello Statuto autonomo: "L’accelerazione e la sfida lanciata al governo da parte del presidente della Provincia Arno Kompatscher e dei secessionisti è un segnale che potrebbe forse rendere chiaro l’obiettivo della Svp che non si accontenta di soluzioni equilibrate ma che chiede di passare la spugna sulla intera identità e sul diritto all’uso della lingua italiana in Alto Adige".
E oltre ai nomi a rischio ci sarebbero anche le statue: "In Consiglio provinciale è stato presentato un ordine del giorno che sarà discusso a brevissimo con cui si chiede che le statue del Leone di San Marco e della Lupa capitolina posti sulle due colonne e ora rimosse per essere ristrutturate non siano più ricollocate al loro posto perché "fasciste".
La guerra per cancellare ogni traccia d''Italia dall'Alto Adige va avanti senza soste. Anche a costo di cancellare cento anni di storia. E il tentativo di accordo - denunciato da il Tempo - tra il governo e la Südtiroler Volkspartei per cancellare i nomi italiani di montagne e città, con cui il governo voleva assicursi il "sì" al referendum costituzionale, dimostra che ormai non si guarda più in faccia a niente.