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Covid, un dossier spaventa l'Italia: 650mila migranti pronti a partire

Il documento delle Nazioni Unite sul traffico dei migranti e la tratta di esseri umani. I rischi del post covid: nuovi flussi, soprattutto verso l'Italia

Giuseppe De Lorenzo Rosa Scognamiglio - Ven, 29/05/2020 - 07:49





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Non sarà il Covid a fermare i migranti né la tratta di clandestini ad opera dei trafficanti di esseri umani. Anzi. L'Italia dovrà fare qualcosa in più se non vuole trovarsi di nuovo terra d'approdo di tutti gli immigrati.


Il quadro è tragico: nonostante la pandemia e la chiusura delle frontiere marittime e terrestri, gli arrivi da gennaio ad aprile sono aumentati in maniera esponenziale rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso; in Libia ci sono 650mila immigrati pronti a prendere la via del mare; ed è probabile che la crisi economica post coronavirus spinga altri stranieri, bloccati lì dove sono in atto situazioni di conflitto interno o di estrema povertà, a cercare fortuna in Europa. Passando dalla porta italiana.
È quanto emerge da un documento delle Nazioni Unite, dipartimento Office on drugs and crime, relativo agli effetti del Covid-19 sul traffico dei migranti e la tratta di esseri umani. "La crisi globale provocata dalla pandemia non ha precedenti ed è difficile prevederne l'impatto sulla tratta di persone e il traffico di migranti", scrivono gli esperti. Ma è possibile fare delle osservazioni. Gli effetti della pandemia sembrano essere due: il primo, di breve periodo, è già in atto e dice che gli arrivi in Italia dal Nord Africa non sono diminuiti durante i primi mesi del 2020; il secondo, di medio termine, riguarda le conseguenze economiche del lungo lockdown che potrebbero aumentare il numero di stranieri in viaggio alla ricerca di un impiego.




In questo contesto piuttosto incerto, l'Italia gioca il ruolo del vaso di coccio. Dall’inizio della pandemia, infatti, mentre la rotta del Mediterraneo orientale ha subito un “forte calo” e quella occidentale “non presenta significativi cambiamenti”, la fetta di Mare Nostrum centrale sta vivendo invece una rinnovata attrazione per i flussi irregolari. Se da una parte la via che dalla Turchia porta alla Grecia risulta meno attrattiva grazie anche alle “misure di contenimento” prodotte dagli accordi tra Bruxelles e Ankara, dall’altra si registra “un incremento significativo” delle partenze dalla Libia verso l’Italia. Certo il motivo ruota attorno la guerra tra Al Serraj e Haftar, ma anche il virus avrà un suo ruolo. I numeri non mentono: da gennaio, nel Belpaese sono approdate 3.366 persone contro le 667 dello stesso periodo dell’anno scorso. Molte delle quali anche nel periodo di lockdown. “Questo suggerisce - si legge nel rapporto - che le restrizioni sui viaggi e sui movimenti causati da Covid-19 non stanno fermando il movimento di persone in fuga da conflitti, violenza e condizioni pericolose e disumane (come attualmente sperimentato da molti rifugiati e migranti in Libia), che generalmente non hanno altra scelta che usare i traffici di migranti”.



I trafficanti offrono passaggi verso Pozzallo, Trapani, Messina, Lampedusa e Taranto. Senza sosta. Il modus operandi è sempre lo stesso: i faccendieri reclutano le vittime mediante il pagamento di una quota, una sorta di parcella per il servizio offerto, con la promessa di una vita migliore. Ma, una volta giunti a destinazione, li abbandonano al proprio destino. "Le informazioni provenienti dalla Libia, dove attualmente sono registrati circa 650mila migranti e rifugiati, suggeriscono che la crisi della sanità pubblica COVID-19 non ha scoraggiato le persone dal tentativo di raggiungere l’Europa". Nonostante infatti sia il governo italiano che quelli libico abbiano dichiarato i propri porti “non sicuri” a causa della pandemia, negando quindi l’approdo alle navi straniere impegnate in operazioni Sar, il flusso non si è fermato. Soltanto durante le prime due settimane di aprile, l'Organizzazione Mondiale per le Immigrazioni (OIM) ha riferito che 800, tra rifugiati e immigrati, sono stati salvati al largo della costa libica in quattro diverse operazioni. Un dato decisamente allarmante. E ora che le maglie torneranno a riaprirsi, il rischio è che una marea umana si riversi sulle nostre coste.



L'incognita più grande riguarda gli effetti a medio e lungo termine della pandemia. “Le future recessioni economiche avranno probabilmente un impatto in termini di movimenti di esseri umani diretti verso i paesi più ricchi”, si legge nel rapporto. La povertà e la disoccupazione, infatti, sono i due parametri che incidono in modo significativo sull'andamento dei flussi migratori, specie per quelli illegali. U
na ghiotta opportunità per i trafficanti, pronti a lucrare sulla pelle di chi è in cerca di fortuna fuori dai confini del proprio paese d'origine. Anche se storicamente le rotte per raggiungere l’Italia (via terra e via mare) sono attraversate soprattutto da stranieri alla ricerca di asilo, i dati sulle richieste di protezione internazionale dimostrano che la maggior parte di loro non ottiene un permesso di soggiorno ed è dunque classificabile come migrante economico. Non è da escludere, dunque, che sia la frontiera di Trieste - come già sta avvenendo - che quella a Sud, vengano presto riprese d’assalto dagli immigrati bloccati in Libia o lungo la rotta balcanica. Facendo ripiombare l’Italia nell’incubo dei flussi incontrollati.
 

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Lunedì, 27 aprile 2020 - 15:37:00Il vescovo di Ascoli attacca. "Quella di Conte è una dittatura"
Parole durissime di Monsignor Giovanni D’Ercole. "Pregare è un diritto: o ce lo date o ce lo prendiamo". Il video
Il vescovo di Ascoli attacca. Quella di Conte è una dittatura

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"E' stata una doccia fredda, sembrava che fossimo arrivati un accordo. Poi le parole di Giuseppe Conte sono state dei macigni che hanno bloccato un dialogo che era sincero". Sono durissime le parole di Monsignor Giovanni D’Ercole, Vescovo di Ascoli Piceno, che attacca il governo e il presidente del Consiglio in un video pubblicato da Affaritaliani.it.



"Alla fine non si può essere fregati nella vita. Dobbiamo guardare le cose con oggettività: la chiesa non è il luogo dei contagi, non bisogna far passare quest'idea. Comitato scientifico: ma chi ve l'ha detto che la chiesa è il luogo dei contagi? L'esperienza nostra ci dice che la chiesa non è il luogo dei contagi. E poi noi siamo persone serie, ci teniamo alla salute della gente. E' un diritto per la gente pregare. E' un arbitrio, è una dittatura questa, di impedire il culto perché è uno dei diritti fondamentali e su questo non si possono fare sconti", afferma il monsignore.
"Io fin dall'inizio ho detto e ho sostenuto che la chiesa non è il luogo dei contagi. I funerali ce li avete fatti fare così come cani e la gente ha sofferto. Quindici persone per un funerale. Noi sappiamo come gestire le cose, noi abbiamo a cuore l'amore per la gente, non vi preoccupate che non siamo dei superficiali. E i nostri preti vi hanno dimostrati di essere seri. Ve lo ricordate quel prete che aveva sei persone e i carabinieri sono venuti lì? Avete visto con quanta serietà ha lavorato? Noi siamo persone serie, per cui o o, non c'è un altro o", attacca.





"Bisogna che il diritto al culto ce lo diate, altrimenti ce lo prendiamo. E se ce lo prendiamo è solo un nostro diritto. Se riesco a tenere calma la gente è solo perchè amo questo popolo e questa gente è stanca. Ricordatevi anche che aiutare le persone con la preghiera significa tenerle più calme. Lo sapete quanta gente ricorre alla preghiera per turbe psicologiche? La gente non ce la fa più a vivere in lockdown. Abbiamo bisogno di recuperare spazio di libertà e la chiesa, oltre ad essere spazio di liberta, è anche spazio di speranza".

prete




Approvo mica sarà complottista ?

Per qualcuno si!
 

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Viceministro Sileri sconvolge Tagadà: «Quello che dice Zangrillo è vero»


Pietro Di Martino
1 Giugno 2020


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viceministro sileri zangrillo

Il viceministro della Salute Sileri, ospite a Tagadà, ha testualmente detto che le osservazioni fatte del professor Zangrillo, a proposito del virus scomparso da un punto di vista clinico, sono vere.
Le dichiarazioni rilasciate ieri sera dal primario del San Raffaele, il professore Alberto Zangrillo, durante la trasmissione Mezz’ora in più, hanno creato un pò di confusione.

“Circa un mese fa – aveva detto Zangrillo – sentivamo gli epidemiologi dire di temere grandemente, per la fine del mese, inizio di giugno, una nuova ondata e chissà quanti posti di terapia intensiva da occupare.
In realtà il virus, praticamente, dal punto di vista clinico, non esiste più“.
Dopo queste affermazioni la domanda che la maggior parte delle persone si è posta è la seguente: il virus è ancora pericoloso o no? La giornalista Tiziana Panella ha incalzato sulla questione il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, ospite del programma di La7.
Viceministro Sileri: “Quello che ha detto Zangrillo è vero, è reale”
“Il virus circola ancora ma quello che ha detto il professore Zangrillo va ascoltato bene. Lui ha detto che non si vedono più ricoverati in ospedale con dei sintomi severi e che quindi, clinicamente e cioè dal punto di vista di impatto sulle nostre strutture sanitarie, non ha più l’impatto che aveva prima”.
Sileri dice di aver fatto un giro di telefonate e di aver parlato anche con Zangrillo. “Non si vedono più quei casi severi che si vedevano prima”.

Secondo il viceministro: “l’impatto sul nostro servizio sanitario è molto molto basso se non addirittura in alcuni ospedali trascurabile“.
Allora la domanda diventa un altra: perché televisioni, quotidiani e istituzioni continuano a terrorizzare gli italiani?

Il primario del San Raffaele, convinto di ciò che dice, arriva a una conclusione opposta a quella del governo e del comitato tecnico scientifico: “
Dobbiamo tornare un Paese normale perché ci sono tutte le evidenze per cui l’Italia possa ritornare, da oggi, ad avere una vita normale”.
A fine intervento il viceministro Sileri tiene a ribadire in maniera ancora più esplicita che quello che ha detto Zangrillo è vero, è reale”. Foto: La7



Quindi il virus e deceduto ma ancora mettiamo le mascherine che sono tossiche perchè respiriamo non ossigeno che ci da la vita mail nostro scarto l'anidride carbonica che e veleno per noi a breve e lungo tempo porta ala cancro.Questo lo sanno i medici ma non lo dicono perchè in dittatura non si può fare opposizione ed ire la verità.Il peggio è che ci sono "capre" di Italiani che denunciano chi non porta la mascherina o che hanno la mascherina sotto il naso,che schifo di Italiani.Spero che si facciano il vaccino cosi la smettono .
Ma vedo che vi siete abituati bene un ottima dottrina.
 

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Paolo Becchi, l’inquietante futuro che ci aspetta: TSO, vaccini, esperimenti


Denise Baldi
1 Giugno 2020

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paolo becchi

Paolo Becchi è professore ordinario di Filosofia del Diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Genova ed editorialista di Libero e de Il sole 24 ORE.
Ha scritto, insieme all’avvocato Giuseppe Palma, il libro Democrazia in quarantena. Ultimamente ha fatto scalpore un video in cui ha bruciato una mascherina. Lo abbiamo contattato telefonicamente.

Fauci ha detto che «In questo momento negli USA le persone non dovrebbero girare con le mascherine. Non c’è motivo». In Italia gli ha fatto eco Ricciardi: «Le mascherine alla persona sana non servono a niente». Altri medici, come il dottor Bacco, spiegano che: «il virus passa attraverso le mascherine. Il virus è infinitamente più piccolo di quelli che sono i filtri che si possono creare».
Purtroppo, oltre a essere quasi inutili, sembrerebbe che siano anche dannose. Lei ha bruciato una mascherina in un video e della provocazione ne hanno parlato anche alla Zanzara. Parenzo l’ha criticata molto eppure, alla luce dei dati scientifici, andrebbe criticato l’obbligo imposto dal governo o quei poveri genitori terrorizzati che addirittura mettono la mascherina a bimbi di pochi anni. Perché ci troviamo in una situazione tanto paradossale?
Dopo gli arresti domiciliari della prima fase, siamo passati alla libertà vigilata della seconda fase.
Ormai il nostro Stato si è trasformato e viviamo in una sorta di totalitarismo terapeutico. Adesso permettono di uscire ma con l’obbligo della mascherina, che a oggi è inutile. Magari nel momento acuto del virus, soprattutto tra le persone infette e i medici, era indispensabile. Non sono un luddista della mascherina, sto solo dicendo che adesso il virus è totalmente sotto controllo e uscire con la mascherina è una cosa assurda. È come voler mettere la museruola agli italiani e chi non la metterà sarà immediatamente riconosciuto come untore, anche se il virus sta lentamente scomparendo.
Paolo Becchi: «Stanno scrivendo il vocabolario del futuro»

È in corso un esperimento sociale a livello planetario, in Italia sicuramente in maniera ancora più radicale, che consiste nell’ottenere un consenso dalla popolazione per fare qualsiasi cosa.
Noi parliamo delle mascherine ma dovremo parlare anche dell’assembramento. Il diritto di riunione, garantito dalla nostra Costituzione, è un diritto fondamentale in un Paese democratico ed è stato ridotto ad “assembramento da vietare”. Sta nascendo il nuovo vocabolario del futuro: la mascherina, il distanziamento sociale, l’assembramento.

Vedo poca capacità di resistenza in Italia. L’uomo libero ormai è ribelle, isolato, da reprimere e la protesta, che al momento è individuale, non riesce a diventare sociale.
Lei ha paragonato il periodo attuale a quello del nazismo, quando i medici e gli scienziati facevano esperimenti sulla popolazione. Dato che il concetto è interessante ma alla Zanzara la discussione era un po’ caotica, vuole spiegare meglio cosa intende?

Invece di tornare a una sorta di pre-Illuminismo, «Abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza», siamo tornati a uno stato paternalistico, dove il sovrano decide per te e tu segui le indicazioni.
Una grossa responsabilità ce l’ha la Scientocrazia. Medicina e scienza sono parte integranti di questo progetto di post-Umanesimo. Una continuazione di quello che hanno fatto i medici nazisti che, guarda caso, tra i vari esperimenti, testavano proprio i virus e le loro modificazioni sull’uomo.

Può essere considerato eccessivo, perché non siamo di fronte a una dittatura o un totalitarismo come quello sviluppato da Hitler in Germania. Anche in quel caso però c’era il tentativo di creare una razza perfetta, una razza superiore. Oltre agli ebrei, anche gli stessi tedeschi ritenuti non perfetti, secondo lo standard della razza ariana, dovevano essere eliminati: anziani, malformati, persone con problemi.
La svolta antropologica

Adesso hanno avuto la possibilità di fare un grandioso esperimento sociale su una popolazione intera di 60 milioni di persone. Soltanto noi abbiamo un Comitato tecnico scientifico che prende decisioni che poi il Governo applica. Tutto questo è avvenuto solo nel nostro Paese.
Noi non sappiamo tutti i nomi dei membri di questo Comitato, conosciamo quelli che vediamo sul giornale. Ma ce ne sono alcuni sconosciuti, che lavorano silenziosi in campi come la robotica. Sono questi i più pericolosi. Parlano di una “svolta antropologica”.

Pensiamo tanto a Soros ma noi i “Soros” ce li abbiamo in Italia e sono talmente ben nascosti che nessuno ne parla. Quando si toccano questi argomenti in trasmissioni ironiche, come La Zanzara, vieni bloccato perché sei andato oltre toccando certi meccanismi.
Un altro elemento fondamentale su cui si è costituito l’attuale Governo e il Comitato tecnico scientifico è la paura. Non è che stiamo vivendo di nuovo una sorta di strategia della tensione? Prima ci sono stati i terroristi degli anni ’70, poi i terroristi islamici e adesso un terrorista invisibile come il virus. Prima o poi dovevano far uscire una cosa di questo genere e ci sono cascati tutti. Stanno elaborando una nuova strategia della tensione terapeutica/sanitaria che si basa su un nuovo elemento, il controllo totale del corpo.

È la realizzazione dello Gnosticismo: il nichilismo degli antichi lo abbiamo realizzato noi adesso. Avremo solo robotica, macchine artificiali. I nomi dei veri scienziati che lavorano nel Comitato tecnico scientifico per questa trasformazione antropologica non li conosceremo mai. Ecco perché niente deve tornare più come prima.
Di tutte queste profonde trasformazioni, chi è che ne parla? Abbiamo qualche giornale, o qualche grande mezzo di comunicazione, o qualche politico che ne parla in Italia? Il nulla.
Una preoccupazione di Paolo Becchi
Lei ha anticipato che, se renderanno obbligatorio il vaccino per il coronavirus, non se lo farà comunque. Questa sua posizione potrebbe essere condivisa da molte persone. Secondo lei c’è il rischio che possano concepire qualche tipo di restrizione sociale per chi non si vaccinerà?

Io penso di sì. La mia preoccupazione ancora più grande è che si parta con un atteggiamento, addirittura, più inquietante, tipo un trattamento sanitario obbligatorio a chi rifiuterà di farlo. Su questo non c’è nessuna discussione in Italia.

Lei ha avanzato la possibilità di un’associazione tra i morti di Bergamo e la vaccinazione antinfluenzale. Questo è anche il parere di professori come Tarro che citano studi scientifici a supporto dell’ipotesi. Perché di una possibile associazione tanto clamorosa se ne parla solo sul web?
Perché le grandi aziende farmaceutiche hanno molto interesse nello scoprire nuovi vaccini e vendere quelli che hanno già. È evidente che si tratta di motivi economici, però viene fatta passare come un’operazione necessaria per salvaguardare la salute della popolazione.
Quello che purtroppo manca in Italia è una discussione pubblica su questi argomenti. In altri Paesi c’è questa possibilità. Poi le decisioni vengono prese da chi ha conquistato più voti in un sistema democratico ma viene lasciata la libertà di espressione a posizioni diverse. Qui arriveremo a fare trattamenti sanitari obbligatori semplicemente a chi la pensa diversamente.
Assistenti civici, un pretesto per mettere i cittadini l’uno contro l’altro
Nonostante da mesi viviamo controllati e reclusi, sembra che non bastino le forze dell’ordine a controllarci. Adesso il Governo ha deciso di istituire anche la figura degli assistenti civici. Molti saranno orgogliosi di questo ruolo, visto che di sceriffi ne abbiamo avuti e ne abbiamo anche oggi. Paolo Becchi, lei non crede che stiano facendo di tutto per metterci uno contro l’altro?

Certo, è ovvio. Quando un poliziotto si mette davanti a una persona, questa potrebbe reagire anche male. Ma se trovi un assistente civico, magari anziano, non puoi reagire. Li hanno messi apposta. Questi sono i mezzi che fanno capire a che punto si vuole arrivare con il controllo generalizzato: App Immuni, assistenti civici. Che tipo di società stiamo creando?
Sono molti gli italiani rovinati da questa pandemia. Pensa che le persone continueranno a credere che “andrà tutto bene” o cominceranno a ribellarsi?
Credo che prima o poi un atteggiamento critico ci sarà. Spero che gli italiani aprano gli occhi. Bisogna reagire come lo hanno fatto in altri Paesi, non possiamo stare sottomessi a questa dittatura sanitaria.
Mi sarei aspettato una risposta da parte della Chiesa. Papa Francesco poco prima di aderire a questo progetto, di cui deve essere ritenuto corresponsabile, fece un’affermazione di grande intuito: «Una familiarità senza comunità, senza il Pane, senza la Chiesa, senza il popolo, senza i sacramenti è pericolosa. Può diventare una familiarità gnostica, staccata dal popolo di Dio».
La nascita di una nuova opposizione extraparlamentare
Tra i pochi a dare voce a un pensiero contrastante rispetto a quello imposto dall’attuale Governo troviamo alcuni dissidenti del Movimento 5 stelle. Che fine hanno fatto Salvini & co?

L’opposizione non si ribella. Fratelli d’Italia e Lega in fin dei conti approvano questa logica securitaria. Anche Forza Italia, pur essendo un partito di ispirazione liberale e cristiana, non si fa sentire. Questo poteva essere il momento propizio per rilanciare un’idea liberale ma io non ho sentito né Berlusconi, né quella che è la guida oggi del centro destra [Matteo Salvini, ndr]. Mai una volta si è espresso contrario alle restrizioni, alla limitazione della libertà di circolazione o di espressione. È un grandissimo errore perché dimostra di accettare questa logica securitaria.
Non mi sorprendono le manifestazioni e le proteste che si stanno verificando in questi giorni delle Mascherine Tricolore, dei Gilet arancioni e di altra natura. Al di là dei personaggi che li guidano, questi eventi non devono essere ridotti a episodi folcloristici.
Se le proteste che nascono non trovano espressione istituzionale nell’opposizione in Parlamento, alla fine si creerà un conflitto sociale molto forte e ci sarà un autunno molto caldo.






 

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Medici scrivono al governo: «Se non risponde è grave, faremo un esposto»




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medici scrivono al Governo Conte Bacco Amici virus coronavirus

I contagi e i decessi calano ma qui si continua a parlare di restrizioni fino al prossimo autunno. Diversi medici scrivono al Governo per avere delle spiegazioni chiare.
Esistono esperti che hanno un’idea totalmente differente rispetto a quella del famigerato Comitato tecnico scientifico del Governo.

Tra questi ci sono medici e scienziati che non hanno più intenzione di tacere e hanno inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e, in conoscenza, ai Governatori delle Regioni, un’istanza in autotutela.
Nell’elenco figurano esperti che abbiamo già incontrato come il dottor Pasquale Bacco e il dottor Mariano Amici. oltre a loro hanno firmato anche la dottoressa Antonietta Gatti, la professoressa Carmela Rescigno, il dottor Fabio Milani e la dottoressa Maria Grazia Dondini.
La lettera riporta quelli che, secondo i firmatari, sono gli aspetti problematici nella gestione dell’emergenza Covid-19, sotto il profilo medico-scientifico ed epidemiologico.
I medici che scrivono al Governo sono «professionisti che operano quotidianamente a contatto con la realtà sanitaria e che hanno quindi conoscenza diretta dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo».

Per prima cosa pretendono che sia chiarito che la Covid-19 non è altro che una forma influenzale non più grave degli altri coronavirus stagionali. Hanno affermato «Le cifre ufficiali dei deceduti, dei contagiati e dei guariti contraddicono la definizione stessa di “pandemia”».
In particolare i medici chiedono che ci sia trasparenza nelle notizie che devono essere date nel modo più corretto possibile, senza creare allarmismi.
Medici scrivono al Governo: altri punti da chiarire
Tra gli argomenti che andrebbero precisati troviamo il totale dei deceduti, la reale percentuale delle morti solo per Covid-19 e l’efficacia dei tamponi che, con falsi positivi e falsi negativi, sfalsano i dati e non di poco.
Ritengono sia importante verificare la possibile presenza di conflitti di interesse tra i membri della Commissione di esperti al Governo. Inoltre hanno richiesto spiegazione in merito ai criteri delle proiezioni, da loro create, che ci hanno costretti a misure di contenimento.

Hanno parlato anche della completa indifferenza di studi e rilievi di medici e specialisti impegnati sul campo, privilegiando quelli di altri esperti.
Devono essere chiariti i ritardi e l’esclusione di profilassi e terapie conosciute ed efficaci (come il plasma iperimmune).
Per quanto riguarda le autopsie è da capire perché siano state sconsigliate caldamente quando potevano rivelare importanti indizi.
Non hanno trascurato il tema controverso delle mascherine che ancora oggi è al centro di molte discussioni.
I medici e gli scienziati che scrivono al Governo contestano la scelta di blindare il Paese, generando una gravissima crisi sociale ed economica che molto probabilmente si sarebbe potuta evitare o quantomeno limitare.
La richiesta è quella di «revocare i provvedimenti fino a oggi emessi sulla base di una dichiarazione di uno stato di emergenza di cui oggi non sussistano più nemmeno i presupposti di fatto».
Abbiamo raggiunto telefonicamente il dottor Bacco che con grande disponibilità ha risposto ad alcune nostre domande in merito all’istanza in autotutela inviata alle istituzioni.
Il dottor Bacco spiega come è visto in laboratorio il virus SARS-CoV-2
Da inizio emergenza nessun medico o scienziato con pensiero diverso da quello imposto dal Governo è stato interpellato in TV o sui media. I pochi che hanno avuto modo di parlare sono stati screditati e infangati, come è successo a Tarro. Ieri solo il TGCOM, tra le testate di spicco, ha pubblicato la notizia della vostra istanza. Fa così paura un’opinione fuori dal coro?

Siamo cinque ricercatori e solo fino a ieri eravamo arrivati a più di 2000 adesioni da parte di colleghi medici e scienziati. Solo il TGCOM 24 di Mediaset ha ripreso la notizia della nostra istanza. Non c’è stato un solo altro giornale istituzionale che ne abbia parlato.
Dall’inizio ci sono state imposte delle idee e delle visioni che si sono rivelate completamente sbagliate. Hanno interpellato sempre gli stessi, ormai noti, esperti ma non hanno mai messo in evidenza gli elementi principali di questa emergenza.
Ho visto il SARS, l’H1N, e i peggiori virus. Quando vediamo un virus in laboratorio ci rendiamo conto immediatamente se è un virus aggressivo o no. Nel caso del SARS ci siamo accorti subito dell’aggressività. A livello tessutale creava delle emorragie che erano implacabili. Quando abbiamo visto il SARS-CoV-2 siamo rimasti basiti: un virus banale, piccolo, assolutamente inespressivo, con letalità bassissima.

Medici scrivono al Governo: perché non sono state fatte le autopsie
La cosa più ovvia sarebbe stata quella di effettuare subito delle autopsie. Non è stata detta la verità, noi abbiamo fatto immediatamente richiesta di farle ma ci è stato impedito con una circolare che dichiarava una possibilità di infezione. Ma il virus è un parassita, non vive senza una cellula e quando una persona muore, il virus muore con lei. Le autopsie avrebbero salvate migliaia di vite.
Il virus in Cina non è stato prodotto in laboratorio, è naturale. Loro lo hanno isolato ad agosto, probabilmente dai mercati animali, e hanno fatto un errore: lo hanno sottovalutato.
I medici hanno ucciso involontariamente i pazienti perché all’inizio si pensava che il virus agisse a livello dell’apparato respiratorio. Hanno commesso tre errori: non davano antinfiammatori, hanno effettuato la ventilazione profonda e non hanno usato l’eparina.
Quando finalmente abbiamo effettuato le autopsie, già dalla prima abbiamo capito che l’apparato respiratorio non c’entrava nulla. In realtà le morti da Covid-19, e solo in soggetti con patologie concomitanti, avvenivano per una tromboembolia superficiale degli organi vitali. Avevano sbagliato tutto.
Quando si sono resi conto che questa era la vera follia, hanno iniziato a sparare questi numeri al lotto. Questo terrorismo di adesso è del tutto ingiustificato. L’unica attenzione che dobbiamo avere anche in questo momento è per le persone che hanno delle patologie importanti e per i soggetti più deboli.

Ecco perché continuano a propinare uno scenario pandemico
I chiarimenti che chiedete al presidente del Consiglio Conte, e soprattutto al suo Comitato tecnico scientifico, sono tutti supportati da studi scientifici. Qual è l’idea che vi siete fatti sul perché si insista su questo scenario pandemico? Ci sono interessi diversi e forse maggiori?

Io credo che i motivi siano due. Il primo è che, se cedessero adesso, dovrebbero spiegare troppe cose e ammettere di aver sbagliato tutto. Il secondo motivo, che è quello che mi fa pensare un po’ di più, è che siano stati fatti degli investimenti importanti sulla ricerca e i vaccini. Questo non è complottismo, io sono vaccinato ma non farei mai questo antinfluenzale. Tutte le strade portano a questo vaccino.
Una risposta affermativa a vari quesiti presenti nella vostra istanza sarebbe come un’ammissione di colpa. Se tra 30 giorni non riceverete risposta avete preso in considerazione altre vie per far sentire la vostra posizione?
Faremo un esposto alla magistratura. La lettera è indirizzata anche ai Governatori delle Regioni che ci hanno già risposto che avrebbero consegnato il materiale all’ufficio competente per poi ricontattarci.
Io ritengo che sia un dovere dello Stato risponderci, noi abbiamo il diritto di sapere visto che questa emergenza ha condizionato la vita di tutti. Se il Governo non risponde è una cosa grave. Foto: YouTube
 

franca46

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il virus sta scemando si , però se non hai la mascherina non ti fanno entrare da nessuna parte ,
almeno adesso non fanno storie per i guanti , troppo scomodi
 

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