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[h=1]Adesso lo certificano i numeri: i migranti sono solo un costo[/h] [h=2][/h]
I numeri del'l'ultimo rapporto di Itinerari Previdenziali, realizzato dal centro studi di Alberto Brambilla: a pesare sono le spese sanitarie per i migranti

Claudio Cartaldo - Lun, 14/05/2018 - 09:31
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I numeri parlano chiaro: i migranti non sono un guadagno. O almeno non lo sono per come ce l'hanno sempre raccontata.
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La favoletta "ci pagheranno le pensioni", per quanto formalmente corretta, non tiene infatti conti di altri fattori. Come le spese mediche per gli immigrati (anche irregolari).

Andiamo con ordine. Secondo l'ultimo rapporto di Itinerari Previdenziali, realizzato dal centro studi di Alberto Brambilla, è vero che il saldo tra contributi versati e pensioni erogate ai migranti è positivo. Ma non bisogna fermarsi a questo.

"Se si prova a fare un bilancio complessivo tra entrate e uscite del 2015 e si sommano le relative poste per gli immigrati extra comunitari e neo-comunitari - si legge nel rapporto, come riporta Libero - otteniamo una stima per le entrate contributive che ammonterebbero a circa 9,5 miliardi di euro, di cui la quota a carico dei lavoratori è di circa 2,6 miliardi.

Le entrate fiscali che riguardano salari tra i 10mila-12mila euro superano di poco la soglia di esenzione Irpef, le uscite stimate per pensioni e prestazioni a sostegno del reddito sarebbero di circa 1,9 miliardi di euro, con un saldo positivo dell'anno di circa 700 milioni di euro".

Bene. Ma bisogna guardare anche ai costi. "Secondo i dati di organizzazioni umanitarie - si legge ancora nel rapporto di Brambilla - gli stranieri in Italia sarebbero 5 milioni cui si aggiungono 400 mila regolari non residenti e 200mila richiedenti asilo; si stimano poi circa 435 mila irregolari (che pare una sottostima se consideriamo tutte le sanatorie di regolarizzazione dal 1990)". E questi immigrati, regolari e clandestini, che in totale sarebbero 6 milioni, "per la sola sanità richiedono un onere di circa 11 miliardi l'anno".

A conti fatti, dunque, i 700 milioni l'anno di arrivo tra pensioni erogate e contributi pagati sfuma così con i costi della sanità. In totale, scrive Libero,
il conto segna un rosso da 10,3miliardi.


Non è finita. Senza contare ovviamente che a bilancio lo Stato ha messo 4,6-5 miliardi l'anno per la gestione degli sbarchi e l'accoglienza dei migranti.


ADESSO CHI PAGA ? LORO ?



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MA NO PAGATE SEMPRE VOI



SAI COSA SUCCEDE ADESSO?....NON CI PAGHERANNO PIU LE PENSIONI SE NON LI RINVIAMO OGNIUNO A CASA LORO...




 
[h=1]Immigrati, la Cei cambia rotta: "Aiutarli nei Paesi di provenienza"[/h] [h=2][/h]
La Cei cambia registro sull'immigrazione e nella lettera "Comunità accoglienti, uscire dalla paura" riconosce le difficoltà dell'Italia nell'affrontare l'emergenza sbarchi

Luca Romano - Mar, 15/05/2018 - 14:47
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La Cei cambia registro sull'immigrazione e nella lettera "Comunità accoglienti, uscire dalla paura" riconosce le difficoltà dell'Italia nell'affrontare l'emergenza sbarchi. La Cemi, la Commissione episcopale per le migrazioni, su questo punto è molto chiara: "Siamo consapevoli che il periodo di crisi che sta ancora attraversando il nostro Paese rende più difficile l’accoglienza, perchè l’altro è visto come un concorrente e non come un’opportunità per un rinnovamento sociale e spirituale e una risorsa per la stessa crescita del Paese".
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Una presa di posizione che riconosce come possa essere difficile per un Paese come il nostro far fronte, da solo, all'ondata di sbarchi che da anni si susseguono sulle nostre coste. E la Cei va oltre incoraggiando gli aiuti ai migranti nei Paesi di provenienza: "Il primo diritto è quello di non dover essere costretti a lasciare la propria terra. Per questo appare ancora più urgente impegnarsi anche nei Paesi di origine dei migranti, per porre rimedio ad alcuni dei fattori che ne motivano la partenza e per ridurre la forte disuguaglianza economica e sociale oggi esistente". Infine un messaggio che va contro le discriminzaioni che spesso partono dal linguaggio: "Occorre avere uno sguardo diverso di fronte a coloro che bussano alle nostre porte, che inizia da un linguaggio che non giudica e discrimina prima ancora di incontrare"



PERCHE SI CHIUDE LA STALLA QUANDO I BUOI SONO SCAPPATI ?

FACILE PERCHE SOLO GLI STOLTI LO FANNO.
 
[h=1]Germania espelle un migrante. Ma lo spedisce in aereo in Italia[/h] [h=2][/h]
La Germania deporta un richiedente asilo del Togo verso l'Italia. Il migrante già su un aereo verso il Belpaese (luogo del primo approdo)

Claudio Cartaldo - Mar, 15/05/2018 - 13:36
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La ripartizione dei migranti tanto sbandierata dai governi europei e da Bruxelles non funziona al meglio.
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Lo dicono i dati. Funziona eccome, invece, il sistema di espulsione dei richiedenti asilo messo in atto dalla Germania. Oggi un immigrato del Togo è stato espulso da Berlino. Ma non verso il suo Paese di origine, bensì verso l'Italia. Che non potrà fare altro che riprenderselo in carico.

Leregole di Dublino, quelle che Salvini vorrebbe modificare con il M5S, prevedono infatti che un immigrato fermato in un Paese Ue debba essere rispedito nel paese di primo approdo. E poiché il richiedente asilo era stato registrato per la prima volta nel Belpaese, è a Roma che toccherà gestirlo.


"La deportazione è iniziata", ha detto Engin Sanli, avvocato dell'uomo, all'agenzia stampa tedesca Dpa. Deportazione o meno, il migrante non tornerà in Togo. Ma in Italia. Secono il legale sarebbe già stato fatto salire su un aereo diretto verso i nostri aeroporti. La Corte Costituzionale aveva infatti respinto il ricorso delll'immigrato.

La confeerma arriva da Thomas Strobl, ministro dell'Interno del land del Baden-Wuettemberg: "Oggi abbiamo deportato il 23enne togolese che avevamo arrestato il 3 maggio a Ellwangen ", ha detto. L'arresto si riferisce ad una vasta operazione della polizia che in un rifugio per migranti nella città meridionale tedesca di Ellwangen. Una operazione non facile, visto che solo qualche tempo fa un primo blitz era stato respinto e bloccato da una violenta reazione di una folla di 200 migranti.

Una reazione che aveva infuocato il dibattito politico tedesco. Sia Strobl che il ministro dell'Interno della Germania, Horst Seehofer, si erano espressi duramente chiedendo maggiore severità sulla deportazioni. E pensare che solo qualche giorno fa la Cancelliera Angela Merkel ha ricevuto dalle mani dei frati di Assisi la "lampada della pace", un riconoscimento per aver aperto le porte ai migranti. Ormai sembra storia passata.



E QUESTA è EUROPA O NAZIONALISMO TEDESCO!
 
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