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SE ERA UN EREDE DEI REALI INGLESI.......

Roberto57

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[h=1]Spero che tutti i facebookiani si facciano sentire per aiutare il piccolo Alfie!!!! :(

Alfie, i giudici respingono ricorso in aula: il bambino non verrà in Italia[/h]
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"Alfie ha problemi, è in difficoltà" aveva dichiarato il nuovo legale di Kate Evans alla Corte d'Appello. ll padre ha minacciato di denunciare tre medici dell'ospedale che si occupano del figlio per cospirazione finalizzata all'omicidio. Secondo l'Alta corte, viste le condizioni del bimbo, il trasferimento è inutile

LONDRA - I giudici della Corte d'Appello di Londra hanno respinto il ricorso in Aula di Tom e Kate Evans, i genitori di Alfie, per portare il bimbo in Italia. Viste le sue condizioni, dicono in sostanza i giudici, il suo trasferimento è inutile. Il piccolo resta quindi in Gran Bretagna nonostante il Consiglio dei Ministri italiano avesse concesso la cittadinanza al bambino. La madre e il padre non erano presenti in aula, rimasti a Liverpool per assistere il figlio all'ospedale Alder Hey dove è ricoverato.

"Alfie ha problemi, è in difficoltà" è stata la prima dichiarazione del nuovo avvocato di Kate Evans, madre del piccolo Alfie, fatta alla Corte d'Appello - composta dai tre giudici Justice McFarlane, Justice King e Justice Coulson - durante l'udienza decisiva. "C'è un consenso generale che Alfie ormai stia morendo. Probabilmente non soffre, ma tragicamente tutto ciò che potrebbe dargli un apprezzamento della vita, anche una carezza di sua madre, è irrevocabilmente distrutto" aveva dichiarato Justice King prima del verdetto.

"In queste ore si è verificato un cambiamento significativo di circostanze come conseguenza del distacco dei macchinari salvavita ma Alfie respira ancora. Non può restare prigioniero e bloccato da un verdetto emesso originariamente tre mesi fa. Per lui c'è una fantastica alternativa di assistenza disponibile" ha sottolineato il legale della famiglia Evans. Pienamente appoggiato dal padre di Alfie, Tom, che da giorni si batte perché il figlio possa avere altre possibilità. "Non lasciate nulla d'intentato, salvate mio figlio" è stato il suo ultimo disperato appello.

Il padre ha postato un video su Facebook per rispondere alle affermazioni della Corte: "Alfie si è ripreso per la terza volta, il guerriero lotta ancora. E' tornato, ha avuto solo un calo, è diventato pallido, le labbra si sono un pò scurite, ma è tornato. Voglio solo che tutti sappiano che Alfie si è stabilizzato. Tom ha comunicato inoltre la sua intenzione di denunciare tre medici per cospirazione finalizzata all'omicidio.

Presente in aula con gli avvocati un rappresentante dell'ambasciata italiana, in attesa di sapere l'esito dell'udienza. "Su richiesta del Papa, un aereo ambulanza è pronto per portare il piccolo in Italia" ha fatto sapere Paul Diamond, uno dei legali.

E mentre a Londra la Corte dibatte, le eurodeputate Pd del gruppo S&d, Patrizia Toia e Silvia Costa, hanno chiesto un'interrogazione urgente alla Commissione europea, in particolare a Vytenis Andriukaitis e Vera Jourova, commissari responsabili rispettivamente della Salute e della Giustizia. "L'Alta Corte britannica ha negato ad Alfie il diritto di ricevere cure e prestazioni sanitarie in un altro Stato membro dell'Unione, come richiesto dai suoi genitori, così violando i diritti fondamentali dell'Ue e la libera circolazione dei pazienti nel territorio - hanno scritto nel documento presentato - Il bimbo è ancora in vita, mentre due ospedali italiani si sono già generosamente offerti di accoglierlo nelle proprie strutture; chiediamo pertanto ai commissari competenti di sottoporre con urgenza il provvedimento giudiziario britannico all'esame della Corte di giustizia dell'Unione europea. Alfie Evans - dopo un provvedimento del governo e del presidente della repubblica - è da oggi cittadino italiano: una decisione toccante e straordinaria da parte del nostro governo, ma una pagina triste per l'Europa, se un cittadino europeo deve ricorrere alla cittadinanza di un altro stato membro per far valere dei diritti di cui è già titolare in quanto cittadino del regno unito, e quindi ancora di uno stato membro. L'Ue costituisce infatti uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne e garantisce ai suoi cittadini una libera circolazione al suo interno, specialmente ai più deboli, come ci ricorda la direttiva 24/2011 sull´assistenza sanitaria transfrontaliera".

• GLI APPELLI PRECEDENTI
"È tempo che ad Alfie sia fatta la grazia, riconosciuta la dignità di tornare a casa o andare in Italia". Tom Evans, padre del piccolo, ci crede ancora e ha annunciato un nuovo ricorso in appello contro la decisione di ieri del giudice dell'Alta corte britannica Anthony Hayden di dire 'no' al trasferimento del piccolo da Liverpool a un ospedale italiano. L'appuntamento è per oggi pomeriggio. In un primo tempo il genitore aveva detto no, "ero stanco di questi ricorsi respinti", ma poi è stata la stessa Corte d'Appello a far sapere al suo avvocato di essere disponibile: "Noi pensiamo possa essere il segno di una svolta clamorosa".

• "ALFIE RESPIRA DA SOLO DA 36 ORE"
I genitori intanto fanno sapere che il bimbo "continua a lottare" e ora respira bene malgrado il distacco dalla ventilazione assistita, e confermano che ieri notte hanno dovuto praticargli inizialmente anche la respirazione bocca a bocca. "Forse può aver bisogno di una tracheotomia, forse no, quel che è certo è che al momento sta ancora lottando e dimostrando che i dottori e i tribunali si sbagliavano. Ci era stato detto che non sarebbe durato 5 minuti e invece sono 36 ore che siamo sulla breccia" ha detto Tom Evans, che ha sottolineato i metodi inumani con cui i medici avrebbero trattato il figlio: "Hanno iniziato a nutrirlo solo ieri all'una. Il modo in cui viene trattato è disgustoso, nemmeno un animale sarebbe trattato così" ha dichiarato ai microfoni di ITV.
 
franca46;n2112607 ha scritto:
Un calvario assurdo per questo piccolo bambino.
Ma cosa hanno al posto del cuore......

E' proprio una cosa assurda, si siedono a tavolino per prendere decisioni che a volte si rivelano solo una perdita di tempo e lasciano scivolarsi addosso la vita di questa creatura.....dategli una possibilità poi sarà il Padreterno a decidere
 
[h=2]Liverpool. Alfie, incontro del padre con i medici. Veglie di preghiere[/h] Redazione Internet giovedì 26 aprile 2018 - 1 ora fa

Dopo che ieri la Corte di appello di Londra ha respinto il ricorso dei genitori di Alfie Evans, il padre del piccolo, ha avuto nel pomeriggio un incontro con i medici dell'Alder Hey Hospital di Liverpool per discutere sulla richiesta di portare a casa suo figlio.

Al termine Tom Evans, ha detto di voler "costruire un rapporto con l'ospedale" ringraziando "tutto lo staff della struttura per il loro duro lavoro". "Come genitori - ha aggiunto - lavoreremo con il team ospedaliero per garantire ad Alfie tutta la dignità e il comfort di cui ha bisogno." Poi ai tanti sostenitori del bambino gravemente malato ha chiesto "di tornare alla loro vita di tutti i giorni" per permettere a lui e alla moglie Kate "di camminare sopra il ponte che intende costruire con l'ospedale". Qualcosa sembra quindi essersi sbloccato. Il clima appare migliorato. Potrebbe essere il preludio a un'evoluzione della situazione, che era entrata in una fase di stallo.

Il piccolo, affetto da una rara malattia neurodegenerativa, secondo quanto dichiarato dal papà, non ha più bisogno di terapia intensiva: lunedì sera gli è stato staccato il ventilatore meccanico e da allora, tra alti e bassi, si è stabilizzato grazie all'ausilio di mascherine dell'ossigeno portate dall'esterno. "Alfie è sdraiato sul letto con un litro di ossigeno. Alcuni dicono che è un miracolo, non è un miracolo, è una diagnosi errata. Alfie vive, comodamente, felicemente, senza ventilazione, senza alcuna forma di ventilazione".

Ai microfoni di Tv2000 il giovane padre è apparso disperato, ma non rassegnato: «Chiedo al Papa di venire qui per rendersi conto di cosa sta accadendo. Venga a vedere come mio figlio è ostaggio di questo ospedale. È ingiusto quello che stiamo subendo. Grazie Italia. Vi amiamo", ha detto il papà di Alfie, ricordando che il bambino è cittadino italiano grazie alla decisione del governo Gentiloni, ratificata due giorni fa. Il piccolo ha avuto la disponibilità di essere trasferito al Bambino Gesù di Roma.
[h=3]Anche il Csm interviene su Alfie[/h] Anche al Consiglio superiore della magistratura si discute del caso del piccolo Alfie. Alla ripresa del plenum è il consigliere togato di Magistratura Indipendente Claudio Galoppi ad aprire una riflessione. «Non è possibile che nell'Europa dei diritti, si possa assistere a una tale inciviltà, violando il diritto alla vita del piccolo Alfie e, per i genitori, il diritto alla scelta delle cure per il loro figlio». Galoppi ha definito quello alla salute e alla cura un «diritto fondamentale» e ha fatto notare che ora Alfie «è un cittadino italiano la cui vita è in pericolo». Di qui l'auspicio che «si attivino tutti gli strumenti di intervento e, qualora non sia garantita la cura, ci sia eventualmente tutela in sede penale». Un intervento a cui si sono associati i consiglieri Lorenzo Pontecorvo (Magistratura Indipendente) e Aldo Morgigni (Autonomia e Indipendenza).

Quello di Alfie è un caso «emblematico del principio costituzionale di tutela della salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività - ha osservato il consigliere laico Renato Balduzzi -. Tutti gli ordinamenti degli Stati costituzionali, non soltanto l'Italia, tendono a ispirarsi a questo principio. Ecco dunque le ragioni del nostro sconcerto rispetto a una pervicace volontà che sembra voler difendere più una fredda ragione giuridica, di cui però ci sfuggono i principi che dovrebbero illuminarla».
La decisione di impedire le cure contro la volontà dei genitori «è davvero incomprensibile» ha affermato il togato di Unicost Francesco Cananzi che in un tweet solleva anche l'interrogativo se «l'esistenza di chi è debole e diverso, la sofferenza sia un tabù. È questa l'Europa che vogliamo, quella della perfezione che ispirò le leggi razziali?».

[h=3]Un ricorso al console italiano[/h] Sul fronte legale continuano i tentativi di rimandare il momento finale della vita di Alfie: gli avvocati della famiglia Evans hanno inviato al console italiano a Liverpool un ricorso affinché si attivi come giudice tutelare di un minore italiano all'estero per chiedere alla Corte di Lussemburgo un provvedimento cautelare che ordini alle autorità inglesi di preservarne l'integrità fino al suo pronunciamento.
 
MI DISPIACE TANTISSIMO.......R.I.P. PICCOLO ANGELO
[h=1]l piccolo Alfie è morto: l'annuncio dei genitori su Facebook[/h] Il piccolo Alfie Evans è morto. A darne l'annuncio sono stati, con un post su Facebook, i genitori del piccolo. I giudici britannici avevano vietato il trasferimento del bimbo in Italia nonostante il nostro Paese gli avesse conferito la cittadinanza. "Il mio gladiatore - ha scritto il padre sul social - ha abbassato lo scudo e ha guadagnato le ali alle 2:30. Sono disperato. Ti amo, ragazzo mio".

"Al nostro bimbo sono spuntate le ali intorno alle 2.30. I nostri cuori sono spezzati. Grazie a tutti per il sostegno", ha scritto invece la madre del bimbo, Kate James, sul suo profilo Facebook.

Sempre sui social era arrivato, prima della morte del piccolo, un ultimo disperato appello ai sostenitori dell'Alfie's Army da parte della zia, Sarah Evans: la donna aveva invitato a mandare "preghiere" e "100 profondi respiri al nostro guerriero". Un segnale che per il bambino, dopo un'altra giornata trascorsa nella vana attesa di un trasferimento in Italia, stava arrivando la crisi respiratoria causata dal distacco dalle macchine.

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