Alien.
Advanced Premium Member
Quei “maiali” che si ribellano all’Europa
07/11/2016 Flaminia Camilletti CINEMA E TV
Condividi: Facebook Twitter Google+ Pinterest Segnala via mail
PIIGS: come maiali. L’acronimo sta per Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna, l’Economist nell’estate 2008, rinominò così i paesi che più hanno accusato gli effetti delle politiche dell’euro in Europa e il termine è ormai diventato comune nel linguaggio politico economico mondiale. Nel 2015 il premio Nobel Joseph Stiglitz scrisse insieme ad altri economisti una lettera al Financial Times nella quale si criticava aspramente la linea del rigore condotta dalle autorità europee ritenuta infatti responsabile di aver prodotto più danni che benefici. Una politica che impone di non poter superare il 3% di deficit, niente spesa pubblica, stato sociale praticamente abolito, tagliare di continuo i servizi primari: assistenza, sanità, previdenza sociale. Tutte le virtuose istituzioni che hanno fatto grande l’Italia, ma non solo. L’austerità mette fine alla crescita e allo sviluppo, mentre le tasse aumentano e diminuiscono occupazione e salari facendo di conseguenza crollare la domanda interna. Milioni di persone che faticano ad arrivare a fine mese, migliaia che non arrivano neanche a metà. Tutto per raggiungere il rapporto debito/PIL del 60%. Dal 2008 ad oggi in Europa ci sono 8,5 milioni di disoccupati in più, eppure le politiche di austerity non accennano a placarsi. Con l’intento di dare una risposta a questa situazione, PIIGS sta per diventare un docufilm, ideato e scritto da tre registi italiani Adriano Curtraro, Federico Greco e Mirko Melchiorre. Il fine è quello di mettere alla luce le contraddizioni della politica economica europea. Cinque anni di studi e due anni di riprese per “PIIGS – Ovvero come imparai a preoccuparmi e a combattere l’austerity” che è in fase di postproduzione e ad oggi è attiva una campagna di crowdfunding per permettere che questo film possa essere promosso come si deve. Il lavoro in ogni caso è stato ultimato, il film sarà distribuito nelle sale nel 2017 dalla casa cinematografica Berta film.
07/11/2016 Flaminia Camilletti CINEMA E TV
Condividi: Facebook Twitter Google+ Pinterest Segnala via mail
PIIGS: come maiali. L’acronimo sta per Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna, l’Economist nell’estate 2008, rinominò così i paesi che più hanno accusato gli effetti delle politiche dell’euro in Europa e il termine è ormai diventato comune nel linguaggio politico economico mondiale. Nel 2015 il premio Nobel Joseph Stiglitz scrisse insieme ad altri economisti una lettera al Financial Times nella quale si criticava aspramente la linea del rigore condotta dalle autorità europee ritenuta infatti responsabile di aver prodotto più danni che benefici. Una politica che impone di non poter superare il 3% di deficit, niente spesa pubblica, stato sociale praticamente abolito, tagliare di continuo i servizi primari: assistenza, sanità, previdenza sociale. Tutte le virtuose istituzioni che hanno fatto grande l’Italia, ma non solo. L’austerità mette fine alla crescita e allo sviluppo, mentre le tasse aumentano e diminuiscono occupazione e salari facendo di conseguenza crollare la domanda interna. Milioni di persone che faticano ad arrivare a fine mese, migliaia che non arrivano neanche a metà. Tutto per raggiungere il rapporto debito/PIL del 60%. Dal 2008 ad oggi in Europa ci sono 8,5 milioni di disoccupati in più, eppure le politiche di austerity non accennano a placarsi. Con l’intento di dare una risposta a questa situazione, PIIGS sta per diventare un docufilm, ideato e scritto da tre registi italiani Adriano Curtraro, Federico Greco e Mirko Melchiorre. Il fine è quello di mettere alla luce le contraddizioni della politica economica europea. Cinque anni di studi e due anni di riprese per “PIIGS – Ovvero come imparai a preoccuparmi e a combattere l’austerity” che è in fase di postproduzione e ad oggi è attiva una campagna di crowdfunding per permettere che questo film possa essere promosso come si deve. Il lavoro in ogni caso è stato ultimato, il film sarà distribuito nelle sale nel 2017 dalla casa cinematografica Berta film.
Ultima modifica: