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[h=1]Corti islamiche legittimate: la deriva che ci annienterà[/h] [h=2][/h]
I tribunali della sharia che discriminano le donne visti come «male minore» dal Corsera. È l'inizio della fine

Magdi Cristiano Allam - Ven, 04/11/2016 - 16:42
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L' Islam ci piace da morire. Da morire letteralmente. Preferibilmente, come è accaduto nella Storia alle civiltà in declino, suicidandoci.
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Il caso emblematico è la Gran Bretagna che, nel contesto del multiculturalismo, da 34 anni ha legalizzato i tribunali islamici. Sono circa un'ottantina e si annidano all'interno delle moschee. Hanno già emesso decine di migliaia di sentenze in tema di diritto famigliare e di diritto patrimoniale basate sulla Sharia, la legge islamica.

Sentenze che si impongono a cittadini britannici musulmani nonostante il totale contrasto con le leggi dello Stato. Le principali vittime sono le donne che Maometto concepì come antropologicamente inferiori sostenendo che sono manchevoli sul piano dell'intelletto, mentre Allah nel Corano prescrive che la testimonianza della donna vale la metà di quella dell'uomo, che la donna eredita la metà di ciò che spetta all'uomo, che l'uomo può sposare fino a quattro mogli contemporaneamente, le può ripudiare a piacimento, le può picchiare e persino segregarle fino alla morte se trasgrediscono ai suoi ordini.

Ed è così che in Gran Bretagna si assiste a un'impennata di violenza nei confronti delle donne musulmane, costrette a prestarsi come seconde, terze o quarte mogli di mariti poligami, a tacere sui maltrattamenti fisici e psichici subiti, a rassegnarsi alla perdita della dote qualora dovesse essere la donna a decidere di separarsi dal marito, ma soprattutto alla perdita dei propri figli che per l'Islam appartengono di diritto al padre perché è dal padre che acquisiscono la loro discendenza e fede islamica. Al punto che lo scorso 23 marzo il primo ministro Theresa May, quando era ministro degli Interni, denunciò che «donne musulmane sono state vittime di decisioni discriminatorie prese dai tribunali islamici», e promise che se il Partito Conservatore vincerà le elezioni politiche provvederà a valutare se i tribunali islamici siano compatibili con le leggi e i valori britannici.

Ebbene, mentre la Gran Bretagna prende atto del fallimento del multiculturalismo che si fonda sull'illusione che le «comunità» etniche e confessionali possano auto-governarsi senza un comune collante valoriale, identitario e persino giuridico, in Italia il Corriere della Sera, a firma di Luigi Ippolito, è arrivato ieri a legittimare i tribunali islamici immaginando che l'alternativa sarebbe lo scontro violento con gli islamici. In un commento che inizia con la domanda «È pensabile avere in Europa un sistema legale parallelo, per di più ispirato ai princìpi della sharia, la legge islamica?», Ippolito conclude che «a volte quello che può sembrare un veicolo di oppressione può rivelarsi lo strumento per avviare un percorso di emancipazione. Nelle complesse questioni di fede e cultura più che usare l'accetta della razionalità illuministica (il cui prodotto ultimo è la ghigliottina) può essere più proficuo seguire la strada dell'empiria».

Prendiamo atto che in Europa l'Islam piace soprattutto a chi odia se stesso. La Chiesa ha portato sugli altari gli imam consentendo loro per la prima volta in 1.400 anni di recitare al cospetto dei fedeli cristiani i versetti violenti del Corano. Chiesa e Stato si sono infatuati delle grandi moschee e le vorrebbero ovunque. A questo punto, visto che abbiamo letteralmente perso la testa, ci meritiamo proprio i tribunali islamici: affideremo loro l'atto finale di porre fine ad una civiltà che ama il proprio carnefice più di quanto non ami se stessa.

magdicristianoallam.it
 
[h=1]La Boldrini ai bambini terremotati: "Ora siete in vacanza"[/h] [h=2][/h]
Il presidente della Camera, Laura Boldrini, in visita in Umbria ha cercato di risollevare il morale dei più piccoli con una frase alquanto infelice

Francesco Curridori - Ven, 04/11/2016 - 10:02
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Il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha visitato il campo di Cascia, tra i terremotati del sisma l'Umbria domenica scorsa.
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Qui, a soffrire di questa drammatica situazione, ci sono anche numerosi bambini. "Adesso è come se siete in vacanza...", ha detto ai piccoli la Boldrini.

Per rendere la permanenza dei bambini la più serena possibile, come racconta il quotidiano Libero, una madre ha organizzato un momento di svago e animazione durante il quale una bimba ha disegnato una casa senza i muri. La Boldrini li ha voluti incontrare di persona e vedendo i loro disegni, ha commentato: "Adesso siete in vacanza", tra il gelo dei presenti. La presidente della Camera ha, poi, ripreso a parlare più strettamente del problema della ricostruzione e ha fatto un appello alle forze politiche, per"sostenere lo sforzo di rilanciare il territorio contro il rischio spopolamento". Una frase di circostanza per cercare di far dimenticare la gaffe iniziale.
 
[h=1]Il Papa: "L'Ue non riceva più migranti di quanti riesca ad integrarne"[/h] [h=2][/h]
Il Papa: "È disumano respingere i migranti" Ma avverte: "Imprudente nei calcoli se si riceve più di quanto si possa integrare"

Sergio Rame - Mar, 01/11/2016 - 18:00
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"Non è umano chiudere le porte e il cuore ai migranti".
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Sull'aereo che lo riporta a Roma da Malmo, papa Francesco torna criticare le sempre maggiori restrizioni dei Paesi europei all'arrivo dei migranti. "Alla lunga questo si paga politicamente - avverte - come anche si paga quando si sbagliano i calcoli pensando di poterne ricevere di più di quanti se ne possano integrare. Quando chi arriva non è integrato si ghettizza, entra in un ghetto e da qui nascono molti problemi".

Secondo papa Francesco, erigere mura"è pericoloso". E in tema di frontiere e accoglienza "la più cattiva consigliera è la paura, la migliore è la prudenza". "Non dobbiamo spaventarci - spiega Bergoglio - per le ondate di migranti: l'Europa è stata fatta con una continua integrazione di culture: una cultura che non si sviluppa in rapporto con l'altra cultura si chiude - continua il Pontefice - non voglio offendere nessuno ma l'esempio è quello dell'Islanda dove possono leggere i loro classici di mille anni fa senza difficoltà perchè non hanno avuto le ondate migratorie come le ha avute l'Europa".

Reduce dai colloqui con il premier svedese Stefan Lofven, papa Francesco si sofferma poi sulla situazione della Svezia rinvitando a distinguere tra migranti e rifugiati. "Il migrante deve essere trattato con certe regole: ha diritto a migrare, ma questo diritto è molto regolato - puntualizza - il rifugiato fugge da situazioni di guerra vivendo in una terribile angoscia e ha bisogno di più cura, di più lavoro". Berglio è convinto che non si possa "chiudere il cuore a un rifugiato", ma invita al tempo stesso a comprendere "la prudenza dei governanti". "Si deve essere molto aperti e insieme fare il calcolo di come poterli sistemare - spiega - un rifugiato non si deve solo riceverlo ma anche integrarlo, cioè cercare subito come offrirgli casa, scuola, lavoro: questo è integrare un popolo".

Da argentino e sudamericano Bergoglio ringrazia la Svezia per la grande accoglienza che ha dato durante le dittature militari a quanti fuggivano dall'Argentina, dal Cile e dall'Uruguay e in generale dall'America Latina. "Un funzionario svedese - conclude il Santo Padre - mi ha spiegato che in questo momento arrivano così tanti che non si fa in tempo a sistemarli. La prudenza deve fare questo calcolo, se diminuisce il numero dei possibili accolti non lo fa per egoismo, la prudenza è quella di avere il tempo necessario per integrarli".



ADESSO SI PENTE? TROPPO TARDI A PORGERE L'ALTRA GUANCIA POI TI TAGLIANO IL COLLO.
 

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