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GRAZIE A TUTTI !!
...Siete troppo buoni !!...
Ora devo aggiustare un po'la mira che ultimamente non e' delle migliori, ma va bene cosi'...L'importante, come dicono in tanti, e' avere la salute... Ed Io ultimamente, ne ho riacquistata parecchia...
Un abbraccio a Tutti
MARCO </center>
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Vi regalo una splendida poesia di JRR TOLKIEN, che compare nel "SIGNORE DEGLI ANELLI - LA COMPAGNIA DELL'ANELLO", a parer mio uno dei piu' intensi e profondi di tutto l'intero libro.
La canzone di Beren e Lùthien fa parte di quelle canzoni elfiche che narrano dei Tempi Remoti trattati approfonditamente da Tolkien nel Silmarillion.
Lúthien Tinuviel era la figlia del Re Thingol, il Re degli Elfi della Terra di Mezzo, mentre Beren, uomo mortale figlio di Barahir, uno dei primi Amici degli Elfi. Beren tolse dalla corona ferrea di Morgoth uno dei Silmaril, costruiti da Feanor in ere remote, ed appartenenti ai suoi discendenti, che tante tragedie causarono nei tempi antichi. La sorte sempre tramò contro Beren e Lúthien, ed essi poterono vivere uniti soltanto dopo la morte di Beren e la decisione di non essere più immortale di Lútien. Per questo si narra che Lútien sia stata l'unica fra gli Elfi (seguita solo da Arwen Stella del Vespro, sposa dello stesso Aragorn) a morire davvero.
...Cosi' canta Re Aragorn...
Lunghe eran le foglie e l'erba era fresca,
E le cicute ondeggiavano fiorite e belle.
Una luce brillava nella foresta,
Era tra le ombre un luccicar di stelle.
Tinúviel ballava nella radura,
Di un flauto nascosto alla musica pura;
Una luce di stelle le inondava i capelli
E la splendida veste, oh Tinúviel !
Lì giunse Beren dal monte imponente
E tra le fronde e gli alberi vagabondò disperso,
E dove il fiume elfico scorre turbolento
Camminò solitario ed in pensieri immerso.
Guardando tra le verdi foglie delle foreste,
Vide con meraviglia dalie dorate
Ricoprir il manto e la lunga veste
E la capigliatura bionda come cascate.
Per incanto i piedi guariti e riposati,
Che condannati erano ad errare lontano,
Ripresero il cammino, senza paura né rimpianto,
E tra i raggi di luna ei giocava con la mano.
Tinúviel tra i boschi elfici
Fuggiva con piedi alati
Lasciandolo senza amici
Nelle foreste e sui prati.
Beren sentì un suono puro, sublime e celeste,
Come di passi e danze pari a petali leggeri;
E musica vibrava sotto le foreste,
Cullando il suo cuore triste ed i suoi pensieri.
Giunse l'inverno e cupi gli alberi e le piante
Sospiravano tristi, per il tormento
Cadevano le foglie con la luna calante,
La campagna era fredda e gelido tirava il vento.
La cercò sempre, lei ch'era bella,
Tra i rami e le foglie e le fronde delle piante,
Al lume della luna, al raggio della stella,
Sotto un cielo pallido, ghiacciato e tremante.
La sua veste fulgeva al bagliore lunare
Mentre in lontananza sul colle danzava
Ed ai suoi piedi agili si vedeva brillare
Una nebbia d'argento ch'ella emanava.
Passato l'inverno ella tornò a ballare
E col suo canto giunse la primavera,
Come una felice allodola o una rondine leggera,
Ed un fiume che scorre dolce verso il mare;
E quando ai suoi piedi spuntarono i fiori,
Ei non desiderò altro che starle accanto,
Poterla accompagnare nel balle e nel canto
Sull'erba fresca dai mille colori.
Inseguita, di nuovo ella fuggì via.
Tinúviel ! Tinúviel !
Il suo nome elfico era poesia,
Ed ella si fermò un attimo ad ascoltare
Come incantata la voce di Beren
Che svelto la raggiunse e come per magia
La vide fra le sue braccia splendere e brillare
Fanciulla elfica ed immortale.
Ma dal destino amaro furono separati,
E vagarono a lungo per monti e pendici
Tra cancelli di ferro e castelli spietati
E boschi cupi e tetri e luoghi abbandonati,
Mentre tra loro eran