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♥ ♥ INTER 2015-2016 ♥ ♥

SIGNORE & SIGNORI
ECCEZZIONALMENTE ANDREMO IN CAMPO LUNEDI' 30-11-2015

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La sfiga ci ha meso lo zampino nei minuti di recupero.....in ogni caso onore al Napoli

[h=1]Napoli-Inter 2-1, Higuain segna 2 gol: Sarri sorpassa Mancini e va in vetta[/h] [h=2]Il Pipita sblocca subito, poi raddoppia nella ripresa con i nerazzurri già in dieci per l'espulsione di Nagatomo: Ljajic riapre la partita, in pieno recupero due pali di Jovetic e Miranda[/h] Bisogna inchinarsi al Re Pipita. Undicesimo sigillo, poi il dodicesimo: l'Inter sfiora il pareggio con due pali in pieno recupero e in dieci uomini, ma il Napoli vola in testa e per l'Inter resta la faccia stravolta di chi perde la cima, prende un gol dopo nemmeno due battiti di orologio e si deve dannare per un tempo intero in dieci uomini (riuscendo a infilare il 2-1) per l'espulsione di Nagatomo. Per il Napoli è il diciottesimo risultato utile di fila, per l'Inter un rientro nei ranghi ben sapendo che perdere in casa di Higuain ci sta ma che i meccanismi di gioco vanno migliorati, e di molto. Anche se poi l'Inter ha avuto una grande reazione ed è stata più pericolosa in dieci, come già successo in passato.

INTER ANNICHILITA — Sarri mette la formazione-tipo ma in panchina non ha né Mertens né Gabbiadini; Mancini mette la stessa formazione che ha battuto la Roma in casa con la differenza di Icardi al centro dell'attacco al posto di Jovetic. In mezzo al campo, dove pulsa l'emozione, Sarri mette Jorginho spalleggiato da Hamsik e Allan a fronteggiare il trio nerazzurro Brozovic-Medel-Guarin. L'Inter si presenta qui da prima in classifica ma senza il timbro della bellezza addosso; il Napoli - che può vantarsi di una striscia di 24 gare con almeno un gol al San Paolo - ha la serata nelle mani e la prospettiva di poter vivere una settimana da capoclassifica. Il pronti-via è roba fatta così: da una parte l'Inter non sfrutta un retropassaggio di Ghoulam, mentre dall'altra Murillo svirgola, palla a Higuain che dopo nemmeno due minuti giocati infila una rete spettacolare con torsione a Nagatomo steso, Handanovic impietrito e difesa nerazzurra basita. Subito uno a zero, Inter annichilita. E la miglior difesa del campionato che prende subito una lezione.
SOLO NAPOLI, INTER IN 10 — L'Inter è davvero stordita: il Napoli arriva al tiro, Mancini si scaglia verbalmente contro i suoi che guadagnano un solo calcio d'angolo e non riescono a far salire la squadra perché Guarin e Brozovic non tengono le furbe sfuriate di Hamsik e Allan. Soprattutto il colombiano viene preso spesso in mezzo, e l'Inter paga il fraseggio dei partenopei. La sostanza, anche visiva, è che il Napoli copre il campo in maniera armoniosa, perfetta, con spostamenti che non lasciano mai vuoti pericolosi; l'Inter, invece, non riesce ad avere la stessa scioltezza di movimenti della squadra di Sarri, e per questo sono più i lanci lunghi per respirare. Un'eccezione c'è: Guarin, minuto 29, rientra sul sinistro e il suo tiro a incrociare finisce alto con Reina che guarda sereno sereno. Il Lato A del match, insomma, si chiude con altre avanzate del Napoli (Murillo chiude su Pipita) e l'Inter che ha un sussulto con Ljajic (dinamico) e Perisic che manda di poco a lato da centro area. La frittatona la fa Nagatomo: ammonito da poco, entra su Allan in scivolata. Rosso al minuto 45 con due di recupero, Mancini sbraita, la severità di Orsato non fa sconti.


PIPITA DEVASTANTE — Nella ripresa, Mancini sostituisce Icardi con Telles mantenendo la difesa a 4: a Nagatomo ammonito, il tecnico nerazzurro voleva già infilare il brasiliano per il giapponese, ma evidentemente non aveva trovato il tempismo giusto per operare il cambio. Il Napoli non cambia, e nemmeno lo spartito del match: l'Inter ha dieci uomini e il 4-4-1 con Ljajic unica punta, Sarri comanda con la solita compattezza e la calma di quelli che al momento sono i più forti. Guarin e Allan si sbraitano addosso e prendono il giallo, Mancini infila Biabiany per un Guarin insufficiente. Poi, ecco il raddoppio del Napoli, immediato: Albiol, di testa, allunga la palla in profondità, Miranda e Murillo non colgono l'attimo e ingenuamente restano basiti davanti allo scatto di Higuain. Botta precisa e 2-0 Napoli. I nerazzurri hanno un moto d'orgoglio: Ghoulam non fa la cosa giusta e Ljajic infila il 2-1 al minuto 22'. C'è ancora partita? Una bella azione di Ljajic fa tremare il Napoli, poi Mancini infila Jovetic ed è lui a prendere il primo palo nel recupero col secondo smanacciato da Reina su colpo di Miranda. San Paolo primo in classifica. Con merito e un attaccante devastante che sta piallando la Serie A.
 
Dopo il risultato del Napoli (finita poco fa) eccoci tornati capolisti
[h=1]Inter-Genoa 1-0: decide Ljajic su punizione, Mancini va in testa[/h] [h=2]La seconda rete consecutiva del serbo regala ai nerazzurri tre punti d'oro: scavalcato momentaneamente il Napoli al primo posto della classifica[/h] Sostanzialmente torna l’Inter pratica, quella che vince 1-0. Questa volta casca il Genoa, battuto da una punizione beffarda di Ljajic. Scavando, è un’Inter più aggressiva del solito e con solite saltuarie vecchie ruggini offensive.

ICARDI IN PANCA — Questa volta il gagliardetto al capitano avversario lo porta Rodrigo Palacio. Mauro Icardi finisce in panchina contro il Genoa. E dopo la mezza bocciatura di Napoli, una completa contro la squadra di Gian Piero Gasperini. Nel reparto offensivo, oltre a Stevan Jovetic, trovano infatti spazio corridori che si sacrificano come Jonathan Biabiany e Palacio e il più in forma di tutti, Adem Ljajic. Gasperini non cambia, avanti con il 3-4-3 con il recuperato Perotti a illuminare la manovra.

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AVVIO SPRINT — L’avvio dell’Inter è una novità, nel senso che il primo quarto d’ora è fatto di pressione alta su chiunque porti palla nel Genoa. Baricentro altissimo, sensazione di voler cambiare subito il risultato. All’inizio però tutto ciò produce solo un paio di conclusioni, una di Melo servito da Palacio all’interno dell’area (ottima occasione, altissima) e una di Ljajic dopo scambio nello stretto con Jovetic (esterno della rete). La trama non cambia, con Medel e Melo che in mezzo piantano l’accampamento e sugli esterni con Ljajic e Biabiany sviluppano il villaggio. Tutto bene, con Miranda che dietro sembra non avere pecche nel Dna. Davanti, invece, non funziona tutto alla perfezione visto che né Jovetic né Palacio hanno tirato in porta dopo 30’. Il finale del primo tempo si sveglia e inizia a raccontare il problema alla testa di Melo che si era scontrato all’inizio con Medel. Il brasiliano si fa controllare un paio di volte, poi rimane in campo. Prima dell’intervallo, ecco uno dei cross più belli degli ultimi anni della storia nerazzurra. Telles scende a sinistra, disegna un arcobaleno per Ljajic che si prepara a festeggiare se non fosse per il riflesso di Perin che attutisce la conclusione. C’è tempo anche per un ultimo tentativo di Ljajic che in velocità arriva al limite e scarica un destro largo di poco con lo specchio della porta di Perin aperto per buona parte.

ECCO ADEM — Melo rimane nello spogliatoio dopo l’intervallo: dentro Brozovic. Il brasiliano è stato subito accompagnato all’Humanitas di Rozzano per una Tac di controllo visto che ha avuto qualche problema, pare, di memoria. Il Genoa approfitta dell’inizio sonnolento dell’Inter per verificare la propria consistenza offensiva. Ne esce un tiro di Figueiras (libero in area, diagonale sbagliata interista) che Handanovic sposta in corner. Al 12’, ecco che Jovetic timbra il cartellino come dovrebbe fare un attaccante. Non segna, ci si accontenta del tiro. Telles in verticale per Palacio, cross arretrato e il montenegrino al volo spara fuori. Prove tecniche che però servono poco. L’Inter passa sì in vantaggio al 14’, ma lo fa con una punizione di Ljajic che dall’esterno finisce nell’angolo lungo senza che nessuno la tocchi. Una beffa per il Genoa che fino a qui ha fatto poco per meritarsi quantomeno il pareggio. Per Ljajic è il secondo gol consecutivo dopo Napoli.

ANCORA ROSSO — Dopo succede solo che l’Inter rimane ancora in dieci, come a Napoli, per il doppio giallo di D’Ambrosio. Finisce così comunque, con l’Inter che torna momentaneamente in testa da sola in attesa del Napoli. Il Genoa torna a casa senza grossi rimpianti. Se l’idea di Gasperini era fare 0-0, ci è andato vicino. Per i liguri, una sola vittoria nelle ultime 7 di campionato. Andamento lento, proiezione preoccupante.
 
Icardi, paura nella notte Rapinato davanti a casa


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L’attaccante dell’Inter Mauro Icardi è stato rapinato, a Milano, da due uomini. Dopo avergli rubato il costoso orologio di marca Hublot, i due sono fuggiti in moto. E’ accaduto poco dopo mezzanotte in viale Elvezia, di fronte all’Arena civica: Icardi stava parcheggiando la sua automobile quando è stato avvicinato da due persone che gli hanno chiesto di farsi consegnare tutto il denaro che aveva con sé. Il giocatore dell’Inter ha desistito, i due hanno preso il suo orologio e sono fuggiti. Il fatto è al vaglio della polizia di Stato.
 
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STASERA E' ANDATA!!!!!
[h=1]Coppa Italia, Inter-Cagliari 3-0: Palacio, Brozovic e Perisic regalano i quarti[/h] [h=2]L'argentino si sblocca, poi arriva un'altra prodezza del centrocampista, che propizia anche il tris dell'ex Wolfsburg: Mancini troverà la vincente di Napoli-Verona[/h] Sette gol in quattro giorni: come media non c’è male. L’Inter elimina il Cagliari in Coppa Italia 3-0 (Palacio, Brozovic e Perisic) e dopo i quattro schiaffoni all’Udinese vola al prossimo turno.

PALACIO SI SBLOCCA — Sperimentare va bene, ma la Coppa Italia è un trofeo vero. E a Roberto Mancini cambia poco visto che tanto ormai ha deciso di ruotare tutti gli elementi. Capita così la serata di Manaj titolare per la prima volta in un match ufficiale al fianco di Palacio, capitano. Il Cagliari di Massimo Rastelli non vuole fare brutta figura e inizia bene con un’occasione limpida per Benedetti (prodotto del settore giovanile nerazzurro) che calcia male dall’interno dell’area. La risposta interista è un tentativo di Biabiany che apre e chiude un tentativo personale: Cragno in uscita lo mura. Più bella ancora l’azione successiva. Biabiany accarezza un cross per Palacio che di testa obbliga Cragno a un altro intervento decisivo. Il climax ascendente porta al gol. In uscita da un calcio di punizione, Juan Jesus rimasto in attacco crossa; Manaj non ci arriva, Palacio sì. L’argentino, tutto solo per l’errata sistemazione dei centrali del Cagliari, deposita in rete il primo pallone stagionale. Tra il 24’ e la reazione sarda trascorrono 8 minuti, ma quando Giannetti si presenta dalle parti di Carrizo il portiere deve stendersi bene per dire no all’avversario. La squadra di Rastelli esiste e lotta. Come Cerri che si porta a spasso Juan Jesus prima di scaraventare un destro che Carrizo annulla in due tempi. La prima frazione termina qui.

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EPIC BROZIO, CI RISIAMO — Il risveglio dopo l’intervallo è frizzante per il Cagliari che con la nuca di Pisacane colpisce il palo dopo 5’. Cinque minuti e Medel partecipa al gioco delle zucche mandando di poco fuori un cross di Brozovic. Il quale, per chi non l’avesse visto sabato sera, ri-disegna la stessa parabola del Friuli: destro a giro sul palo lungo e gol. Inter avanti 2-0. Dieci minuti ed entra anche Perisic nel tabellino (era subentrato a Palacio 9 minuti prima) con un sinistro che ribadisce in rete un palo preso da Brozovic. Finisce 3-0, i nerazzurri attendono la vincente di Napoli-Verona.
 

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