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Processi "lumaca", oltre 7 anni per assolverlo dal furto di 5 cucchiai

L'assurda vicenda che vede protagonista un uomo di 64 anni accusato di aver rubato 5 cucchiai dal carcere "Cavallacci" di Termini Imerese, nel palermitano
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Vincenzo Ganci - Dom, 20/10/2019 - 16:00





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Avrebbe rubato 5 cucchiai dal carcere "Cavallacci" di Termini Imerese e per questo è finito a processo.
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La cosa più assurda della vicenda però, è che ci sono voluti ben sette anni e mezzo per giudicarlo e assolverlo. Protagonista dell'assurda vicenda - raccontata sulle pagine del Giornale di Sicilia - è Antonino Cascino 64enne, che nel 2012 si trovava in carcere per scontare una pena per ricettazione.
"Il mio è stato un gesto di solidarietà", ha detto l'imputato difeso dall'avvocato Domenico Trinceri. Il furto sarebbe avvenuto il 24 marzo del 2012, quando Cascino detenuto, aveva la mansione di occuparsi di rifornire della biancheria e di altri oggetti i detenuti. Avendo accesso al magazzino del carcere, secondo l'accusa, avrebbe approfittato della distribuzione di alcuni accappatoi per rubare le posate. Ad accorgersi del "furto", due agenti del penitenziario. Il sacco che portava Cascino infatti, suonava sotto il metal detector. Cascino con il suo avvocato, aveva fin da subito chiesto di essere ascoltato per chiarire l'accaduto. E il 3 marzo del 2014, spiega ai carabinieri, che doveva consegnare quei cucchiai ai detenuti stranieri, "che ne avevano fatto più volte richiesta ma non li avevano mai ricevuti".
"Qualche giorno prima - racconta ancora Cascino - un assistente in servizio nel magazzino, mi aveva detto 'Quando arrivano provvedi'. É stato proprio quel "quando arrivano provvedi", che ha inguaiato l'uomo, che ammette: "La mia superficialità è dipesa dal fatto che non ho chiesto l'autorizzazione all'assistente di turno quando ho prelevato le posate".
Nonostante le spiegazioni fornite, Cascino finisce a giudizio. Ma nonostante l'assurda accusa e la richiesta del pubblico ministero di condannare l'uomo a un anno, il giudice Fabio Raia non ha ravvisato alcun reato nel comportamento dell'uomo. E così, accogliendo la richiesta dell'avvocato difensore, ha deciso di assolverlo. Peccato però, che ci sono voluti sette anni e mezzo.



Cosa succede se uno in fabbrica per fare un lavoro ci mette 7 anni ?


Succede quando sei un cittadino di serie c2












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Maddalena Corvaglia affonda il governo: "Non fai lo scontrino? Vai in carcere. I clandestini spacciatori? In albergo"

Maddalena Corvaglia sbotta sui social e critica i provvedimenti presi dal governo giallorosso

Anna Rossi - Dom, 20/10/2019 - 10:17

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In questi giorni si parla parecchio del distacco fra Maddalena Corvaglia ed Elisabetta Canalis.
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Le due non si sono mai espresse in merito, ma quello che è certo è che non lavorano più insieme nella palestra negli States. Ma lasciato da parte questo genere di gossip, nelle ultime ore Maddalena Corvaglia ha voluto condividere con i fan un suo pensiero. Il tema? La manovra economica, le scelte (strampalate) di questo governo in termini fiscali.
"Qualcosa non torna - scrive su Instagram -. Manovra: se non fai lo scontrino finisci in carcere. Se arrivi clandestinamente in Italia per spacciare finisci in albergo". La posizione di Maddalena Corvaglia è chiara: una critica nei confronti dei provvedimenti che il governo giallorosso sta prendendo e un attacco alla riapertura dei porti. Tradotto: no alla manovra del BisConte e no all'immigrazione selvaggia.
Ovviamente, nel giro di qualche ora la storia condivisa da Maddalena Corvaglia è diventata virale. Maddalena, infatti, solitamente preferisce non dare adito a polemiche. Ma anche per lei evidentemente questa è tro
ppo.
 
ADDIO
Laura Boldrini, le canzoni durante la manifestazione di Matteo Salvini non sono casuali: cosa hanno intonato
20 Ottobre 2019
Laura Boldrini, le canzoni durante la manifestazione di Matteo Salvini non sono casuali: cosa hanno intonato





Le canzoni intonate in piazza San Giovanni a Roma per la manifestazione di Matteo Salvini e del centrodestra non erano affatto casuali. In attesa dei tre leader sono risuonate dagli altoparlanti alcune hit con chiari riferimenti a Laura Boldrini e compagni. "Laura non c'è", di Filippo Neviani in arte Nek, riporta Il Tempo, "Un'estate italiana", con Gianna Nannini ed Edoardo Bennato che accompagnarono la sfortunata avventura della nazionale azzurra. Eppoi il classici "Nessun dorma" di Puccini, tratto dalla Turandot. Naturalmente tutto il senso è concentrato nel verso finale, quell'"all'alba vincerò". E ancora: "I bambini fanno oh" con chiaro riferimento al caso di Bibbiano.

Leggi anche: Macché "fascisti", in piazza c'è "il vero Bel Paese". Bechis a valanga su Lerner, Augias e compagni
 

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