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ALL'ONESTO CITTADINO LO STATO NON FA SCONTI AGLI -........ALTRI SI...........

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Versa due centesimi in meno di Imu e il comune lo multa di 60 euro

Accade ad Altofonte in provincia di Palermo. Un contribuente si è visto recapitare a casa una multa per differenza di Imu da 60 euro: ma non aveva versato due centesimi

Giorgio Vaiana - Ven, 22/11/2019 - 19:30





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Due centesimi in meno versati di Imu, tra acconto e saldo e il comune invia una maxi-multa da 60 euro.


Accade ad Altofonte in provincia di Palermo. Un signore si è visto recapitare dal postino una busta che conteneva un accertamento per "omessa denuncia e omesso versamento" relativo all'imposta Imu del 2014. Ma occorrono alcune precisazioni. La prima è che non è più obbligatoria la denuncia da parte di chi possiede un immobile per quanto riguarda l'Imu. La seconda è che in realtà, sia in acconto che a saldo, il residente di Altofonte aveva versato la quota di 37,98 euro suddivisa in due rate da 18,99 euro. Secondo alcuni accertamenti fatti dal comune, però, la quota corretta era di 19 euro per l'acconto e 19 euro per il saldo. Quindi mancano due centesimi.
Da qui la contestazione al contribuente che si è visto recapitare a casa una dettagliata multa: due centesimi di differenza d'imposta da pagare, 25,50 euro di sanzioni amministrative (una per l'acconto, una per il saldo, per un totale di 51 euro), 8,75 euro di spese di notifica ed emissione atto, 0,23 euro di arrotondamento, per un totale di euro 60. Che se pagata entro 60 giorni dal ricevimento, verrà ridotta a 26 euro. Sembra un chiaro errore del sistema di controllo del comune, a quanto ci hanno detto alcuni esperti sentiti. In primis perché si parla di omessa denuncia. E la denuncia non è più obbligatoria da una decina di anni, visto l'archivio informatico di cui dispongono i comuni. L'Imu, poi, viene fatta in autoliquidazione, ossia il comune non invia nessun bollettino da pagare. Deve essere il contribuente, magari seguito da un professionista, a compilare tutto e versare la quota, suddivisa in due rate: acconto, appunto, e saldo.
Le sanzioni per differenza di imposta versata, possono essere fatte dai comuni dopo un accertamento. Ma la normativa, di solito, prevede il 30 per cento in più della differenza di imposta non versata. Per comprendere meglio, in questo caso il comune di Altofonte avrebbe dovuto chiedere al contribuente, il 30 per cento in più di due centesimi. Impossibile anche da calcolare. E rimane comunque il fatto che, sempre a sentire gli esperti, le multe sugli arrotondamenti di importo, come sembra in questo caso, non si fanno in nessun caso. Stupore, dunque, per il contribuente che si è visto arrivare questo accertamento. Multa che è arrivata anche a dei suoi parenti con cui ha diviso l'immobile e che si sono visti appioppare la stessa sanzione. Abbiamo contattato il sindaco di Altofonte, Angela De Luca, che ci ha chiesto del tempo per fare delle verifiche. Lunedì dovrebbe arrivare la risposta dell'ufficio tributi.



Cassazione: 'bastardo' talvolta si può dire
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'Bastardo' talvolta si può dire senza incorrere in sanzioni penali. La persona che rivolge l'espressione a qualcuno, però, deve essere stata prima provocata. Lo sottolinea la Corte di Cassazione, dichiarando 'inammissibile' il ricorso di un bellunese, Giuliano M. sentitosi insultato da Lorena B. che si era rivolta a lui dandogli del 'bastardo, ebete, cretino' e via di questo passo. Per la Suprema Corte, ha fatto bene il Giudice di pacedi Belluno, nel marzo 2005, ad assolvere la donna "in presenza di una causa di giustificazione", dal momento che questa era stata provocata.


Davanti a "reciproche offese", infatti, osservano gli 'ermellini', non ci può essere condanna. Per effetto dell'inammissibilità del ricorso, l'uomo dovrà sborsare 500 euro alla cassa delle ammende.

TUTTO FA "CASSA"


 

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MA LO STATO è O CI FA' ?



Record di multe per autovelox: "Penalizzati i terremotati"


Il 50% dovrebbe essere destinato al miglioramento della viabilità, ma si ritiene che i terremotati aquilani siano penalizzati

Luca Sablone - Ven, 22/11/2019 - 17:25





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Sono ben 1400 le multe totalizzate in soli 4 mesi sulla statale 153 nei paraggi di Bussi, in provincia di Pescara.


Da luglio a ottobre sono davvero pochi gli automobilisti che sono riusciti a non incappare nell'occhio elettronico. Il macchinario è posizionato a pochi metri di distanza dai resti della chiesa di Santa Maria di Cartignano: il suo funzionamento è attivo anche di notte e punisce coloro che superano i 70 chilometri all'ora in entrambi i sensi di marcia. C'è chi addirittura si è visto recapitare dieci buste verdi: una brutta notizia per gli autisti coinvolti.
Sui social non è mancata la pioggia di proteste per mettere in evidenzia come l'apparecchio spesso sia visto come strumento attraverso cui riempire le casse comunali. Ma le polemiche si sono presto spostate negli uffici dove ora risiede una pila infinita di fotocopie. Al Comune dovrebbero arrivare ora circa 2 milioni di euro: stando a quanto stabilito dalla legge, il 50% dovrebbe essere destinato al miglioramento della viabilità; il restante invece dovrebbe essere dedito alle spese correnti.
Le polemiche
Ma a destare rabbia è il fatto che si ritiene che i terremotati aquilani siano inevitabilmente penalizzati, costretti al pendolarismo dalla costa. Una valanga di lamentele è giunta al sindaco di Bussi sul Tirino Salvatore Lagatta: la richiesta è quella di poter usufruire delle Svolte di Popoli o del traforo per raggiungere la costa al fine di evitare i micidiali autovelox presenti.
Il primo cittadino nel corso del consiglio comunale ha però ribadito: "L’autovelox ha lo scopo di diminuire la velocità su una strada pericolosa che presenta ben 10 incroci con strade secondarie". E ha sottolineato come la segnaletica sia piuttosto evidente: "L’autovelox è ben segnalato con 5 pannelli che abbiamo voluto di dimensioni superiori a quelli standard". Cogliendo l'occasione per precisare: "E, inoltre, abbiamo annullato le multe della fase iniziale, dal 3 al 23 giugno".
Come riportato da Il Messaggero, grazie alla proposta da parte del gruppo di minoranza "Progetto Bussi" parte degli incassi ora sarà destinata dal Comune a corsi di educazione stradale all'interno delle scuole. E pensare che già nel 1925 il genio popolese Corradino D'Ascanio scrisse nella relazione sul brevetto del segnalatore di eccesso di velocità - un congegno meccanico che, una volta superato il limite di velocità, avrebbe costretto l'automobilista a scendere dalla per disinnestarlo - da applicare ai veicoli: "Nella maggior parte dei casi la causa degli incidenti è dovuta all’eccesso di velocità".

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