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[h=1]Questa ricercatrice messicana ha creato plastica biodegradabile dal succo dei cactus
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La ricercatrice messicana Sandra Pascoe Ortiz ha scoperto come creare plastica biodegradabile utilizzando il succo estratto dalle foglie del cactus, pianta che cresce spontaneamente in Messico.

Lo scopo della ricercatrice era quello di realizzare un materiale simile alla plastica ma completamente naturale che potesse sostituire la plastica nella fabbricazione degli oggetti di uso quotidiano, compresi quelli monouso come posate e sacchetti di plastica.

La ricercatrice è riuscita nel suo scopo creando una plastica a partire dal succo delle foglie del cactus. Il procedimento per realizzare questa plastica sembra abbastanza semplice: dopo aver eliminato la buccia delle foglie, si centrifuga la polpa per ottenere il succo, che andrà poi refrigerato.

A questo punto avviene la magia: al liquido ottenuto dal cactus viene aggiunta una sostanza non tossica che consente al succo di trasformarsi in un materiale del tutto simile alla plastica. Il liquido viene poi versato in uno strato sottile, pressato e lasciato asciugare. Il processo produttivo richiede circa dieci giorni, ma la ricercatrice è convinta che potrebbe essere velocizzato a livello industriale. Una volta terminata la prima fase di lavorazione, questo materiale del tutto naturale può essere modellato in varie forme creando oggetti di diverse grandezze, vari colori e differenti gradi di resistenza. Si possono quindi realizzare manufatti con spessori e consistenze diverse.

La plastica è completamente biodegradabile e non inquina l’ambiente: si decompone nell’arco di un mese nel terreno e nel giro di pochi giorni in acqua.

Si tratta di un materiale privo di tossicità, tanto che potrebbe essere addirittura ingerito senza causare nessun problema di salute sia nell’uomo sia negli animali.

Se questa plastica naturale venisse adottata per realizzare gli oggetti monouso che utilizziamo, potremmo risolvere il problema dell’inquinamento causato dalla plastica che sta soffocando i nostri mari e minacciando la salute della fauna marina, nonché la nostra.

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