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* Calendario 2020 ...

giuseppa

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La felicità è un obiettivo inutile. Non confrontare te stesso con le altre persone, confrontati con chi eri ieri. Nessuno riesce a cavarsela con niente, mai, quindi prenditi la responsabilità della tua vita...
Sii chi sei e dì ciò che senti, perché coloro che ti giudicheranno per questo non contano, e coloro che contano non ti giudicheranno per questo.
Non sprecare le tue energie cercando di cambiare le opinioni altrui. Cosa te ne importa? Fai ciò che senti essere giusto e non preoccuparti se agli altri non piace.
 

giuseppa

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Se vuoi capire una persona, non ascoltare le sue parole, osserva il suo comportamento.
Saranno sempre le sue azioni a far capire chi è, non le parole. Le azioni dicono chi è, le parole chi crede di essere.
 

Sasa

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Come detto sopra è proprio vero ed importante che se vuoi capire una persona non devi ascoltare le sue parole ma osservare il suo comportamento.
Ma questo vale nella vita reale, mentre nel mondo virtuale, come questo, non puoi farlo e allora occorre essere ancora più prudenti e accorti nel cercare di capire con chi stai dialogando. Nel mondo virtuale si tende spesso a dire cose che magari non rispecchiamo quello che tu sei veramente e quindi le parole dicono chi credi di essere senza possibilità di smentita.
 

Sasa

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Dopo un sabato vuoto.... almeno una domenica sera con almeno due parole per ricordarci di questo Calendario a tutti una BUONA NOTTE
 

giuseppa

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„C'è chi cerca di risolvere i problemi per apportare miglioramenti, con soluzioni ancora peggiori dei problemi... , peggiorano e facendo rimpiangere la vecchia strada...“
 

giuseppa

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Questo non è un articolo di cronaca. E’ un racconto inventato, di autore ignoto, pubblicato su Facebook che fortunatamente ogni tanto, smette di essere luogo di esibizionismo sfacciato che alimenta le apparenze e da credito ai falsari dei sentimenti e ci propone invece momenti di riflessione che non possono che fare bene all’anima. Buona lettura e buona Domenica.

Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale.
A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo.
Il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza.
L’altro uomo doveva restare sempre sdraiato.
Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore.
Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto.
Ogni pomeriggio l’uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori alla finestra.
L’uomo nell’altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno.
La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto.
Le anatre e i cigni giocavano nell’acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo.
Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c’era una bella vista della città in lontananza.
Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l’uomo dall’altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena.
In un caldo pomeriggio l’uomo della finestra descrisse una parata che stava passando.
Sebbene l’altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla.
Con gli occhi della sua mente così come l’uomo dalla finestra gliela descriveva.
Passarono i giorni e le settimane.
Un mattino l’infermiera del turno di giorno portò loro l’acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell’uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno.
L’infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo.
Non appena gli sembrò appropriato, l’altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra.
L’infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo.
Lentamente, dolorosamente, l’uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno.
Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto.
Essa si affacciava su un muro bianco.
L’uomo chiese all’infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella finestra.
L’infermiera rispose che l’uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro.
“Forse, voleva farle coraggio.”
disse.
Epilogo: vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione.
Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata.
Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare.
 

Sasa

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Bellissimo il racconto che ha inserito Giuseppa.
Un racconto che fa molto pensare........a occhi chiusi come purtroppo doveva fare forzatamente l'uomo della finestra ma che faceva volentieri per dare un po di serenità al compagno di stanza.
Bisognerebbe fare anche una bella riflessione su quanto scritto nel prologo e nell'epilogo del racconto.
I sentimenti non devono essere falsi e la ricchezza non sta nel denaro ma nel possedere realmente tali sentimenti.
 

Ultima estrazione Lotto

  • Estrazione del lotto
    martedì 21 gennaio 2020
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