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Juve, se ricomincia la caccia al capro espiatorio

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Esattamente come dieci anni fa. Come allora c’è una squadra che domina sul campo, che vince sul campo e che è proiettata verso un’affascinante disfida con il Barcellona. Come allora questa squadra diventa uno sgabello mediatico, un bersaglio da colpire, vistoso, eclatante, di sicuro effetto. Come allora c’è una macchina linguistica che dalla politica trasferisce i suoi meccanismi alla giustizia sportiva. Una macchina linguistica che intreccia la realtà con la rappresentazione della realtà attraverso un procedimento consolidato: si isola un elemento della realtà, lo si proietta in uno scenario dove diventa difficile da confrontare con i fatti, e se ne ricava un capo di accusa sommario, modellato sul senso comune e sugli stereotipi più ovvi.


Allora fu così per quanto riguarda il rapporto tra le società e gli arbitri. Anni dopo si scoprì che quei rapporti erano generalizzati e riguardavano non solo la Juve. Anni dopo si riconobbe che assegnare uno scudetto all’Inter fu un atto di puro arbitrio. Anni dopo si scoprì che la Juve era incolpevole o al massimo colpevole come tutti gli altri. Ma si era scelto di colpire solo la Juve, la squadra più forte condannata in partenza solo per questo.



Oggi la realtà è quella di curve calcistiche diventate delle vere zone franche, sottratte alla legalità, territori dove la sovranità dello Stato spesso si rivela impotente nei confronti dei poteri criminali. Di questa realtà si isola un elemento che riguarda la Juve, lo si proietta in una dimensione in cui conta soltanto il bisogno mediatico della ricerca del capro espiatorio e si confeziona il luogo comune perfetto: Juve ladra di scudetti e collusa con la malavita organizzata. Bene. La giustizia farà il suo corso. Il nulla che ci sarà da verificare sarà verificato.

Nell’attesa, diciamolo da tifoso: questa volta quello che si è costruito sul campo sarà molto più difficile da demolire. Alla macchina linguistica che sostituisce la realtà alla rappresentazione della realtà si oppone quello che il campo ha detto negli ultimi cinque anni: la Juve vince perché è la squadra migliore che (per ora) c’è in Italia.

AMEN
 

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