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Così il Fisco punisce chi aiuta i propri figli

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Così il Fisco punisce chi aiuta i propri figli

Quando un genitore aiuta economicamente il proprio figlio, spesso avviene "donando" denaro in contanti. In questo caso entra in campo il redditometro e conviene porre attenzione alle mosse che facciamo soprattutto sul conto corrente



Mario Valenza - Dom, 27/12/2015 - 10:04









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Quando un genitore aiuta economicamente il proprio figlio, spesso avviene "donando" denaro in contanti.
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In questo caso entra in campo il redditometro e conviene porre attenzione alle mosse che facciamo soprattutto sul conto corrente. Come spiega Raffaele Petrarulo, commercialista ed esperto in materia fiscale, "ad un contribuente, l'Agenzia delle entrate ha chiesto accertamenti sostenendo che le somme in uscita per il pagamento di finanziamenti e altro, erano indici "di scostamenti di reddito" non giustificati dalle normali entrate di cui lui era titolare".

La vicenda non finisce qui: "In un successivo ricorso - spiega Petrarulo - avanti una Commissione Tributaria Provinciale, attivato a seguito del ricevimento di una cartella dall'Agente di riscossione esattoriale con gli importi rettificati e le relative sanzioni applicate, il contribuente eccepiva che buona parte delle somme ricevute, oggetto di contestazione, erano solo un aiuto economico ricevuto da suo padre". Prendendo ad esempio questo ennesimo caso di contestazione di "somme non giustificate" il consiglio è di ricevere le somme da un genitore solo sul proprio conto corrente con una tracciabilità completa dell'operazione finanziaria, non utilizzando mai il contante per non incorrere nella facile azione di accertamento che l'Agenzia delle Entrate può intraprendere". Infine, fate attenzione alle contestazioni: "Con il "redditometro", infatti, vige la presunzione che le somme in contanti o accrediti di stessa natura sui conti bancari/postali siano indizio di presumibile "evasione" se non supportati da idonea documentazione probatoria che solo la tracciabilità dell'origine da cui perviene detta somma ( ndr bonifici, assegni, ecc.) può "facilmente" confutare".









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Ultima modifica:
[h=1]Scatta il nuovo redditometro Al setaccio gli ultimi tre anni[/h] [h=2][/h] Si parte con le dichiarazioni del 2009, l'Erario sarà più dialogante: ammessi i contraddittori sulle spese che non tornano con le entrate



Fabrizio Ravoni - Gio, 01/08/2013 - 08:30









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Roma - Il nuovo Fisco è più dialogante con i contribuenti: sono previsti due contraddittori per giustificare le dichiarazioni dei redditi.
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Ma inflessibile: bisognerà spiegare anche chi mette benzina alla macchina.
È il nuovo redditometro. D'ora in avanti si baserà esclusivamente su spese certe, e non rivalutate con gli indici Istat. Si concentrerà su quanto si guadagna e quanto si spende. E se i due valori non coincidono - viene concesso uno scarto del 20% - scatta l'accertamento.
Lo prevede una circolare dell'Agenzia delle Entrate che ha diffuso le istruzioni operative sul sistema di calcolo del reddito. Verranno messi sotto esame le dichiarazioni a partire dal 2009 ed il tenore di vita dei contribuenti.
I primi a sentire il fiato sul collo saranno quei contribuenti (o i loro familiari a carico) che hanno fatto registrare scostamenti considerevoli tra il reddito dichiarato e le spese indicate nelle dichiarazioni dei redditi. Vale a dire, abitazioni, auto, barche. Nel computo dei valori presi in esame dal nuovo redditometro c'è anche la quota di risparmio formatasi nell'anno preso in considerazione; e gli incrementi patrimoniali.
Se il contribuente in questione non offre spiegazioni convincenti, l'amministrazione finanziaria passa all'esame anche delle spese correnti.
Fin dal primo incontro con l'Amministrazione il contribuente può fornire chiarimenti sugli elementi di spesa individuati e sul proprio reddito. Può provare, cioè, che le spese sostenute sono state comunque finanziate legalmente (con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta oppure con redditi esclusi dalla formazione della base imponibile). In più, può fornire elementi per rettificare e per integrare le informazioni note a suo carico dall'Anagrafe tributaria. Avrà anche la possibilità di dimostrare con prove dirette che le spese che gli sono state attribuite hanno un diverso ammontare o che sono state sostenute da terzi.
Se tutte queste indicazioni verranno giudicate soddisfacenti, l'attività di controllo si chiude in questa prima fase. In caso contrario, il contribuente riceverà un nuovo invito al contraddittorio. Nella comunicazione verrà quantificato il maggior reddito accertabile; in tal caso, anche le maggiori imposte e la proposta di adesione ai contenuti dell'invito. Solo se Amministrazione e contribuente non riescono a trovare l'accordo, dopo questo secondo contraddittorio, l'ufficio emetterà l'avviso di accertamento.
Il momento del contraddittorio diventa fondamentale, in quanto il contribuente potrà spiegare - anche con soluzioni logiche - le spese in relazione al reddito. Per esempio, nel caso di spese di utilizzo e manutenzione per un'automobile di proprietà, può provare il sequestro temporaneo del mezzo di trasporto. E, quindi, il suo mancato utilizzo per indisponibilità.
Per tipologie di spesa di questo tipo, il contribuente - oltre a dimostrare l'eventuale inesattezza delle informazioni contenute nell'invito - potrà fornire evidenza di fatti, situazioni e circostanze, da cui si possa riscontrare l'inesattezza relativa alla ricostruzione della spesa, o la diversa imputazione della stessa.
L'amministrazione finanziaria avrà infine qualche problema nell'applicazione del redditometro verso determinate categorie di persone che mantengono elevati livelli di spesa, ma che difficilmente possono giustificare adeguati livelli di reddito. Come le prostitute.



MA QUI è FACILE BASTA DIRE CHE SEI PROSTITUTA O GAY CHETTEFREGA.........




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