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[h=6]VATICANO[/h] [h=1]Papa:«I migranti non sono numeri, basta considerarli una minaccia»[/h] [h=2]Il Pontefice: «Queste persone, che sono nostri fratelli e sorelle, hanno bisogno di una protezione continua. Dobbiamo avere il coraggio di abbattere ogni muro»[/h] di Redazione Roma
(Ap) shadow 7
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Nella questione della migrazione «non sono in gioco solo numeri, bensì persone, con la loro storia, la loro cultura, i loro sentimenti e le loro aspirazioni. Queste persone, che sono nostri fratelli e sorelle, hanno bisogno di una protezione continua, indipendentemente dal loro status migratorio». Lo ha detto il Papa chiedendo maggiore attenzione per i bambini e le famiglie. «Tutti costoro sperano che abbiamo il coraggio di abbattere il muro di quella complicità comoda e muta che aggrava la loro situazione di abbandono».
[h=5]«Cambiamento di mentalità»[/h] «Occorre un cambiamento di mentalità: passare dal considerare l’altro come una minaccia alla nostra comodità allo stimarlo come qualcuno che con la sua esperienza di vita e i suoi valori può apportare molto e contribuire alla ricchezza della nostra società. Perciò, l’atteggiamento fondamentale è quello di `andare incontro all’altro, per accoglierlo, conoscerlo e riconoscerlo´» ha aggiunto il Pontefice in un messaggio ai partecipanti al «Colloquio Santa Sede - Messico sulla migrazione internazionale».
14 giugno 2018 | 09:42
è GLI ITALIANI NON SONO NOSTRI FRATELLI E SORELLE ?
è NO GLI DANNO L'8X1000 COME DANNO 35 € HAI MIGRANTI .?
è UNA VECCHIA ABITUDINE SPUTARE SUL PIATTO IN CUI MANGI ?
LA NOSTRA FINE COME NELL'IMPERO ROMANO
MARTIRI BEATI..........MA QUELLI IN ALTO STANNO SEMPRE IN ALTO E QUELLI IN BASSO SEMPRE IN BASSO CIAO BASSO.
[h=1]Don Giorgio contro Salvini: "Buttiamo fuori i leghisti dalle chiese"[/h] [h=2][/h] Don Giorgio De Capitani ha detto che i leghisti andrebbero sbattuti fuori dalle Chiese. L'audio, trasmesso da La Zanzara, sta facendo discutere sul web
I leghisti andrebbero sbattuti fuori dalle chiese. Questa posizione è stata espressa da don Giorgio De Capitani attraverso un audio mandato in onda da La Zanzara, la trasmissione di Radio24 condotta da Cruciani e Parenzo, qualche giorno fa.
Screenshot da Youtube
Il sacerdote, che risiede nel Maratese, ha attaccato Matteo Salvini. Affermazioni che potrebbero essere state proferite anche in relazione alla vicenda della nave Aquarius. In generale, però, il sacerdote pare contestare tutta la linea promossa dalla formazione leghista oggi al governo del Belpaese. "Buttiamo fuori i leghisti dalle chiese, dai consigli pastorali, dagli oratori", ha dichiarato il parroco.
Poi la parte più dura del suo intervento:"Salvini si dice cristiano, ma è un blasfemo. Bisogna scatenare una guerra civile, bisogna mandare via i barbari dall’Italia, i razzisti. Fuori. Che vadano dove vogliono andare. Ma non in Italia. Una nazione che è sempre stata civile. Oggi abbiamo la disumanità, il Male. Certo tutti diciamo che esiste solo una razza, la razza umana. Tranne alcuni che non appartengono a questa razza umana, che sono i leghisti, che sono barbari. Salvini in primis". Certo, la Chiesa cattolica si è espressa a favore dell'accoglienza, ma virgolettati di questo genere non sono certo all'ordine del giorno. Da chiarire, comunque, se don Giorgio si riferisse alla mancata apertura dei porti oppure no.
Stando a quanto riportato da Il Giornale di Lecco, le parole di don Capitani hanno suscitato parecchie reazioni contrariate. Il parroco, che ha spesso detto la sua sulla politica e sui politici italiani (qui è possibile leggere di un processo in cui il ministro Matteo Salvini e la Lega sarebbero parte civile, mentre don Giorgio sarebbe accusato di diffamazione), ha fatto sì che molti utenti si esprimessero riguardo alle sue dichiarazioni. Anche in questa circostanza, insomma, il cosiddetto web si è schierato dalla parte del leader leghista.
Il sacerdote, in ogni caso, non è nuovo a commenti di questo tipo. Nell'auttuno dell'anno scorso aveva attaccato anche il presidente Donald Trump,
E QUESTO è IL REGALO PER ESSERE DEI BRAVI CRISTIANI CHE PORGONO SEMPRE L'ALTRA GUANCIA
[h=1]Milizie libiche avvisano Salvini: "Vi mandiamo 52mila migranti"[/h] [h=2][/h] In Libia pronti oltre 52mila migranti. Il viaggio di Salvini a Tripoli dovrebbe scongiurare il boom di partenze previsto per la stagione estiva
L'estate arriva e i migranti pronti a salpare dalla Libia alla volta dell'Italia sarebbero almeno 52mila.
Un'onda di persone che, per ora, sono preda dei trafficanti di uomini che agiscono sulle coste settentrionali dell'Africa e che, se Roma non farà qualcosa, potrebbero presto riversarsi in mare.
Il fatto è che, cambiato il governo centrale, le milizie libiche sembrano voler avre conferme degli accordi fatti con Minniti. Tradotto: l'Italia deve confermare il sostegno economico (e non solo) per fermare l'afflusso di profughi.(ricatto o paghi o ti invio un pacco nero.............)
Non è un caso se Salvini nei giorni scorsi ha annunciato che sta facendo di tutto per portare a termine i preparativi che nelle prossime settimane dovranno portarlo a Tripoli. Il ministro dell'Interno dovrebbe incontrare sia Haftar che Al Serraj per confermare, o migliorare se richiesto, gli accordi presi a suo tempo dall'ex capo del Viminale. "Come voi sapete - ha riferito, secondo quanto riporta il Quotidiano Nazionale, un intermediario libico ai nostri - nei campi della Libia ci sono 52.031 potenziali richiedenti asilo provenienti da Siria, Sudan, Palestina ed Eritrea. Se partono, dovreste prenderveli e tenerveli tutti. Meglio che non partano".
Sulla chiusura dei porti all'Aquarius, intanto, Salvini ha incassato il sostegno della Marina libica. "Grazie a Dio l'Italia s'é finalmente risvegliata. Siamo molto contenti di questa decisione - ha detto ieri all'Ansa il portavoce della Marina libica, Ayob Amr Ghasem - Alla fine l'Italia ha preso una decisione, alla fine si è svegliata dopo essere stata a lungo un centro di sversamento di migranti da parte del mondo".
Ecco perché nei giorni scorsi la nostra ambasciata a Tripoli ha incontrato il ministro degli Esteri, Mohammed Siyala. L'ambasciatore, Giuseppe Perrone, ha fatto sapere che il motivo della visita era quello di "sottolineare l' importanza del dossier libico per il nuovo governo italiano" e " fare il punto sul comune desiderio di rilanciare la cooperazione bilaterale a tutti i livelli compresa la lotta ai traffici illeciti". E domenica, sempre Perrone, si era visto anche con Al Serraj per parlare, tra le altre cose, anche di come fermare il flusso di immigrati "attesi per la stagione estiva".