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"Dacci 162 mld per l'occupazione nazista"

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Boomerang ellenico

[h=1]La Grecia ora inchioda la Merkel: "Dacci 162 mld per l'occupazione nazista" Atene pronta a tutto contro la Germania[/h] [h=2]Berlino dovrebbe svenarsi per risarcire gli ellenici per i danni dovuti all'aggressione della Wehrmacht. Il premier Samaras: "Abbiamo un rapporto top secret"[/h]
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Atene è pronta a prendersi la rivincita con Berlino. Quando il conto si fa salato, i greci cominciano a giocare duro. La Grecia iperindebitata e strozzata dal suo maggior creditore, la Germania passa al contrattacco con un rapporto top secret che fa tremare la cancelleria tedesca. Il governo ellenico pretende un maxirisarcimento di 162 miliardi di euro per l'occupazione nazista durante la seconda guerra mondiale.

Una bomba per Berlino - Una cifra così alta è il frutto di uno studio approfondito di una commissione di "saggi" (ce li hanno pure ad Atene) che dopo la lettura di trattati internazionale e soprattutto di diverse sentenze ha stilato il conto salatissimo. I 162 miliardi di euro equivalgono all'80 per cento del pil greco. Una somma del genere potrebbe mettere in sesto le casse del partenone e con le spalle al muro l'esattore tedesco. La Germania infatti di questi problemi non ne ha mai avuti, pur essendo una nazione perdente al tavolo della pace post-bellico. Per la sua posizione strategica sullo scacchiere europeo in piena guerra fredda, la Germania ha goduto di un condonno del 60 per cento del debito di guerra.

Conto salatissimo - La stessa sorte non è toccata alla Grecia. Il premier greco, Antonis Samaras, che con i ministri degli Esteri e delle Finanze ha letto ed esaminato del rapporto frena. C'è la paura di indispettire di teutonici che tengono per la gola Atene essendo appunto Berlino il maggior creditore dello Stato ellenico. "La decisione se pubblicarlo sarà presa al massimo livello, e non è questo il momento di aprire un nuovo scontro con Berlino", ha detto, citato da Spiegel online, un alto esponente greco. Nel conto rientrano le ingenti distruzioni che l'esercito tedesco seminò in tutta la penisola greca e anche gli orrendi crimini contro l'umanità cosumati durante l'occupazione. La Germania dovrebbe alla Repubblica ellenica, al valore attuale, circa 108 miliardi di euro per la ricostruzione postbellica imposta dai gravissimi danni dell'aggressione nazista e dell'occupazione. Più altri 54 per i prestiti coatti che dal 1942 al 1944 il paese occupato dovette versare all'occupante, senza mai ricevere nulla indietro,

Ribaltare il tavolo - Il silenzio che ha applicato il governo greco non gode di favori tra l'opinione pubblica greca. E i giornali spingono per ribaltare il tavolo con Berlino: "Il governo di coalizione attuale ha una responsabilità storica, dovrebbe rendere pubblici tutti i risultati dell'inchiesta e trovare una posizione su questo tema scottante che, nel momento in cui siamo sottoposti all'estremo pressing dei nostri creditori, può esplodere come una bomba". Insomma ora la Merkel potrebbe prendersi in testa un bel boomerang a ritmo di sirtaki. La storia prima o poi estingue il suo debito. (I.S.)

 
[h=1]In Germania nasce il partito anti-Merkel (e anti-euro)[/h] [h=2]Il programma: uscita dalla moneta unica, no al salvataggio delle banche e revisione dei trattati. Il 7% dei tedeschi lo voterà[/h]
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La rivolta anti-Merkel inizia a montare anche in Germania. La cancelliera, stavolta, è stata scavalcata a destra proprio sui temi a lei più cari: euro, europa e banche. Si sta infatti diffondendo a macchia d'olio una nuova formazione politica di destra anti-euro denominata AfD, Alternativa per la Germania, che ha tra le sue priorità l'uscita dall'euro, il ritono alle valute nazionale e, quindi il ripristino del tanto amato Marco. L'alternativa per la Germania chiede inoltre la revisione dei trattati europei, poiché "Ogni popolo deve poter decidere in modo democratico sulla propria valuta”. L'altro cavallo di battaglia del movimento è quello dell'avversione alle politiche di salvataggio delle banche, che "non devono essere salvate a spese dei contribuenti".

Un bacino potenziale del 24% dei voti - L'AfD non sembra essere il classico fenomeno politico destinato ben presto a sgonfiarsi. Secondo un sondaggio realizzato dall'edizione domenicale del Die Welt, il 7% è già intenzionato a votarlo mentre un altro 17% lo sta prendendo seriamente in considerazione. Un bacino potenziale del 25%, insomma, molto al consenso rastrellato dal M5s alle ultime elezioni. E non è l'unica somiglianza. La Merkel e la sua politica del rigore è avvertita.


PER NATALE UN BEL CAPPOTTO DI LEGNO........
 

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