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Frate Indovino

SAN GREGORIO I MAGNO Papa e dottore della Chiesa
Gregorio nacque a Roma nel VI secolo da nobile famiglia. Da giovane subito ricevette l’importante incarico di Prefetto, ma una grande attrazione verso le cose dello Spirito lo spinse a entrare nella famiglia dei benedettini. Una terribile pestilenza colpì Roma e uccise molti, tra cui Papa Pelagio II. Gregorio, aveva già ricevuto incarichi importanti nella Chiesa e, poiché in questa circostanza si distinse per l’aiuto portato, per volontà unanime fu eletto Papa. Dovette affrontare eventi difficili, catastrofi naturali, la fame, le invasioni dei barbari, ma fu veramente grande: alleviò le pene dei poveri, superò la crisi economica, fronteggiò i barbari; fu umile nella Chiesa, caritatevole, impareggiabile con i poveri, mandò missionari in quell’Europa devastata dai barbari. Risollevò, insomma, il prestigio della Chiesa. Compose opere di natura teologica e morale di alto valore e per questo ha ricevuto il titolo di Dottore della Chiesa1000015018.jpg.
 
SANTA ROSA da VITERBO vergine francescana
Rosa nacque a Viterbo, intorno al 1233, in una famiglia di modeste origini, da genitori semplici contadini di nome Giovanni e Caterina. Rosa aveva modi gentili. Già in tenera età la grazia del Signore si manifestò in lei. Infatti, le vengono attribuiti alcuni eventi prodigiosi: sembra che la sua santità cominciò a notarsi quando fece tornare in vita una zia appena morta. Oppure quando, avendo la famiglia poco cibo, ella bambina si privava della sua porzione per donarla ai poveri. Era di costituzione delicata e quando si ammalò gravemente, sembrava non avesse speranza di riprendersi. Ma grazie alle preghiere e dopo un’apparizione della Madonna, ella guarì improvvisamente. Un giorno, si prostrò nuda in forma di croce sul pavimento, poi alla madre annunciò di rinunciare a tutte le cose del mondo e la pregò che le fossero tagliati i capelli, fosse vestita con l’abito della penitenza e il cingolo ai fianchi, come le aveva comandato la Vergine Maria. Così fu fatto. Da questo momento iniziò la vita pubblica di Rosa: percorreva le vie della città con la croce in mano, pregando e cantando le lodi dell’Altissimo e della Vergine Maria e invitava i suoi concittadini alla conversione. La sua opera infastidì i seguaci dell’imperatore che, considerandola un pericolo, riuscirono a farla esiliare dalla città. In una notte del 1250, nonostante la neve, Rosa e i suoi genitori si misero in cammino. Ritornò a Viterbo l’anno seguente e desiderava entrare nel monastero delle Damianite in Santa Maria in Poggio. Non fu possibile, il numero delle religiose era completo e lei non aveva dote, si ritirò allora nella sua casa, vigilante e penitente, in attesa del suo transito in cielo, che avvenne probabilmente in quello stesso anno. Rosa venne sepolta nella nuda terra del cimitero di quella stessa chiesa che non l’aveva accolta1000015047.jpg.
 
SANTA TERESA DI CALCUTTA vergine fondatrice
Agnes Gonxha Bojaxiu.
Gonxha era il suo nome di battesimo, nacque nel 1910 e ricevette una forte educazione religiosa. Sin da bambina l’amore per le anime era entrato nel suo cuore. All’età di diciotto anni, mossa dal desiderio di diventare missionaria, Gonxha lasciò la sua casa. In convento ricevette la formazione per prendere gli abiti religiosi, così nel 1937, fece la Professione dei voti perpetui col nome di suor Teresa e divenne: “la sposa di Gesù per tutta l’eternità”. Un giorno, l’ispirazione: Gesù le rivelò il desiderio del suo Cuore per le “vittime d’amore”, la sua sete per l’amore e per le anime. Chiese a Madre Teresa di fondare una comunità religiosa, le Missionarie della Carità, dedite al servizio dei più poveri tra i poveri. E, nel 1948, Madre Teresa indossò per la prima volta il sari bianco bordato d’azzurro per entrare nel mondo dei poveri. Andava nei sobborghi per cercare e servire Gesù in coloro che sono “non voluti, non amati, non curati”. Presto si unirono a lei altre ragazze: la Congregazione delle Missionarie della Carità, ufficialmente riconosciuta, cominciò a fiorire e ad aprire case in altri Paesi. Grande fu l’attenzione del mondo sulle sue opere e la sua attività, quanto grande fu la sua testimonianza di amore ed umiltà nel compierle. Era un’anima piena della luce di Cristo, infiammata di amore per Lui, a cui fu affidata la missione di proclamare la dignità e la grandezza di ogni essere umano ed essere attenta alle necessità dell’umanità, specialmente dei più poveri tra i poveri1000015075.jpg.
 

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