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Oggi ci vorrebbe Mussolini". Ma la sinistra non perdona le parole della nonna di Fedez
Bufera su Fedez e su sua nonna dopo che la signora ha espressio le sue simpatie verso il Ventennio. Tanti i commenti negativi da parte di utenti di sinistra che non hanno gradito le esternazioni

Francesca Galici - Ven, 17/01/2020 - 11:50





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Il nuovo progetto di Fedez, in collaborazione con lo youtuber Luis Sal, ha già creato scalpore. La partecipazione di sua nonna Luciana insieme al rapper Bello Figo Gu ha scatenato la rabbia di moltissimi fan di sinistra del marito di Chiara Ferragni, che hanno trovato inopportune le parole dell'anziana signora sul fascismo.




Luciana Violini è una delle presenze più importanti nella vita di Fedez, che da qualche mese ha deciso di introdurla nel mondo dei social. Spesso la coinvolge nelle sue storie ma la signora ha anche un suo profilo Instagram che conta oltre 230mila seguaci. Non male per un'ottantenne, che come tanti altri suoi coetanei pare non avere remore a dire tutto quello che pensa. Durante la prima puntata di Muschio Selvaggio, il podcast di Fedez nato da pochi giorni, la signora Luciana ha candidamente espresso il desiderio di una nuova Marcia su Roma.
La discussione tra i due ospiti e i conduttori, infatti, si è improvvisamente spostata sul Ventennio e la signora Luciana, che lo ha vissuto in prima persona, non ha esitato a esaltarne i pregi. “Io sono pro, ci vuole qua oggi (Mussolini, ndr). Ci vuole qua quello che era prima e non quello che è stato dopo. Io l’ho conosciuto, ho preso un premio da lui. Avevo sei anni”, ha detto la nonna di Fedez, che ha voluto specificare che quello che lei rimpiange è il primo periodo di Mussolini, quello della Marcia su Roma, appunto. Apriti cielo.
Il rapper conosce perfettamente le ideologie politiche di sua nonna e per questo motivo l'ha probabilmente stuzzicata sul tema. Se quello che voleva era creare polemica per lanciare il suo podcast c'è riuscito, perché le parole di nonna Luciana hanno indispettito moltissimi fan di Fedez e non solo. Nonostante il marito di Chiara Ferragni abbia preso le distanze da sua nonna, anche quando si è parlato di immigrazione, sono stati tanti quelli che non hanno gradito l'esaltazione del Ventennio. Più il nipote la contraddiceva, più la nonna insisteva sulle sue teorie, comprese quelle sui porti chiusi e sul rimpatrio: "Prendono gli aerei e li riportano a casa." Parole scomode a una certa sinistra, che si è impegnata a offendere e denigrare una nonna per le sue opinioni. Ma Luciana Violini è irremovibile sul suo pensiero, costruito in una lunga vita di esperienze, anche personali.
"Qualcuno venga a prendere la nonna e la metta dentro casa perché sta facendo davvero troppo.Vaffanculo Fedez per aver postato questo video spacciandolo per tenero e che appoggi la tua nonna razzista del cavolo. Con la frase ‘Sei bello per la tua razza’ lei voleva intendere che solitamente la sua/mia razza è brutta? Ma che cazzo di problemi hai?", ha scritto in una storia il blogger di colore Louis Pisano. La bufera contro Fedez per le parole di sua nonna è stata grande e sono stati tantissimi i commenti piovuti sul rapper e sulla sua simpatica nonnina. La sua colpa? Esprimere la sua opinione, attualmente contrastante con quella della maggior parte dell'opinione pubblica radical chic e, soprattutto, del movimento musicale rap/trap italiano.
Da molti anni i temi portanti di tantissimi cantanti di successo tra i giovani sono le sostanze stupefacenti, i dissing contro lo Stato e contro i politici, l'esaltazione della criminalità. Raramente questi temi innescano una polemica pari a quella sorta dalle parole della nonna di Fedez, che ha parlato con cognizione di causa. Ha vissuto quello di cui ha raccontato e ha espresso una sua personale opinione, rievocando alcuni suoi ricordi positivi.

Si parla di omologazione come piaga della società ma se qualcuno esce dal coro ed esprime un'idea contrastante con quella comune, soprattutto se è contraria a quella di sinistra, è il delirio. I politicanti radical chic non hanno perso l'occasione per attaccare una donna di una certa età nell'esercizio della sua libertà di parola e di opinione, utilizzando e strumentalizzando le sue parole per la propaganda politica rossa.



SIAMO IN DITTATURA COMUNISTA CAMUFFATA DA DEMOCRAZIA.


 

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