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Francesca Mancuso INFORMARSI AMBIENTE 15-10-2018 [h=1]Quel segreto 'nascosto' nel decreto Genova che avvelena i campi (e noi)[/h]
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Era passato inosservato, ma un articolo del Decreto Genova sta per mettere a rischio i campi autorizzando fanghi pieni di idrocarburi, fino a 20 volte di più

Il cosiddetto decreto Genova, varato dal governo all'indomani del crollo del Ponte Morandi, ospita un articolo che poco o nulla ha a che vedere con l'enorme tragedia che ha colpito la città ligure. È stata infatti inserita una norma che aumenterà i limiti di idrocarburi pesanti C10-C40 di 20 volte per quanto riguarda i fanghi di depurazione sia civili che industriali, che vengono sparsi sui suoli agricoli.



Un articolo passato quasi inosservato, se non fosse arrivato l'allarme del segretario dei Verdi, Angelo Bonelli: il decreto "riempirà di idrocarburi e inquinanti i suoli agricoli d’Italia", senza contare che "si rischierebbero tante nuove terre dei fuochi".

La norma incriminata (articolo 41) è già in Gazzetta Ufficiale del 28 settembre 2018, all'interno del Decreto Legge 28 settembre 2018, n. 109 recante "Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze".
[h=2]Ma qual è il segreto oscuro dell'articolo 41?[/h]
Ve lo riportiamo qui di seguito:
"Al fine di superare situazioni di criticità nella gestione dei fanghi di depurazione, nelle more di una revisione organica della normativa di settore, continuano a valere, ai fini dell'utilizzo in agricoltura dei fanghi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99, i limiti dell'Allegato IB del predetto decreto, fatta eccezione per gli idrocarburi (C10-C40), per i quali il limite e': ≤ 1.000 (mg/kg tal quale). Ai fini della presente disposizione, per il parametro idrocarburi C10-C40, il limite di 1000 mg/kg tal quale si intende comunque rispettato se la ricerca dei marker di cancerogenicità fornisce valori inferiori a quelli definiti ai sensi della nota L, contenuta nell'allegato VI del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, richiamata nella decisione 955/2014/UE della Commissione del 16 dicembre 2008."

Secondo Bonelli, questo è
"un attacco senza precedenti all’ambiente, alla sicurezza della catena alimentare del nostro paese, perché con questi valori aumentati si determinerà una contaminazione delle falde e delle matrici alimentari".
Insomma, in concreto il limite degli idrocarburi derivanti dai processi di depurazione viene portato da 50 mg per Kg a ben 1000 mg per Kg, cioè 20 volte di più. [h=2]Cos'è la nota L?[/h]
In base a quanto previsto dalla suddetta nota, “la classificazione come cancerogeno non è necessaria se si può dimostrare che la sostanza contiene meno del 3 % di estratto di Dmso secondo la misurazione IP 346 «Determinazione dei policiclici aromatici negli oli di base inutilizzati lubrificanti e nelle frazioni di petrolio senza asfaltene — estrazione di dimetile sulfosside», Institute of Petroleum, Londra. La presente nota si applica soltanto a talune sostanze composte derivate dal petrolio contenute nella parte 3”.

Ciò significa che il limite 1000 mg per Kg può essere superato purché il campionamento sia dentro i valori della nota.

Precisa però Bonelli che a effettuare controlli e campionamenti non sono enti terzi ma gli stessi fanghisti.
"Questa norma è un regalo ai cosiddetti fanghisti che producono e trattano le acque reflue di depurazione"
Questi fanghi non vanno confusi con quelli di origine vegetale. Secondo i detrattori del decreto, di fatto si autorizza a "spargere veleni sui suoli agricoli del nostro paese, una vergogna senza precedenti".

Per questo, verrà presentato un esposto alla Commissione europea per violazione della direttiva.

Intanto il decreto è già in Gazzetta Ufficiale.

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