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IL PILOTA








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L'alluminio nemico e amico del cervello​

Se assunto ad alte dosi, l’alluminio è tossico e provoca paralisi, convulsioni e sintomi paragonabili alla demenza senile, ma se usato in oligoelemento, regola le principali funzioni cerebrali e il sistema nervoso ed è utile in caso di difficoltà e lentezza intellettuale, nell’atonia cerebrale, nella lentezza e nell’elaborazione delle idee​

di ALESSANDRA ROMEO
L'alluminio nemico e amico del cervello

L’oligoeterapia catalitica utilizza l’alluminio per il cervello e le sue funzioni. La maggior parte dei rimedi utilizzati in oligoterapia catalitica sono metalli e metalloidi presenti in natura, e in piccole dosi anche nel corpo umano, indispensabili a un buon funzionamento del nostro organismo e la cui carenza induce alterazioni fisiologiche e strutturali anche gravi.
L’alluminio è un elemento chimico assai diffuso nella crosta terrestre sotto forma di composti (argilla, bauxite, caolino) e viene utilizzato in oligoterapia catalitica a scopo terapeutico, pur non facendo parte degli oligoelementi essenziali. Si trova in tracce negli alimenti (alghe, mele e lievito di birra) e nel nostro organismo le maggiori concentrazioni hanno sede nei polmoni, nel fegato, nella tiroide e nel cervello.
Allo stato naturale è bene evitarlo, in quanto, tendenzialmente tossico. Si sono osservate encefalopatie mortali, in persone affette da insufficienza renale, e anche cardiomiopatie e decalcificazioni ossee con fratture spontanee. Anche i neuroni subiscono alterazioni, quando la concentrazione di alluminio supera i quattro microgrammi per grammo di sostanza cerebrale. Alcuni studi hanno dimostrato che una grave intossicazione di alluminio provoca sintomi simili a quelli della demenza senile. Nel cervello delle persone colpite dal morbo di Alzheimer sono stati trovati livelli di alluminio da 10 a 30 volte superiori alla norma. La relazione tra l’alluminio e il morbo di Alzheimer dovrebbe consigliare di evitare l’uso di sostanze ricoperte di alluminio per cucinare.
Piccole quantità di sali solubili di alluminio presenti nel sangue causano una forma di avvelenamento lenta, caratterizzata da paralisi motoria e intorpidimento di alcune parti del corpo, con degenerazione grassa dei reni e del fegato. Possono presentarsi anche cambiamenti anatomici nei centri nervosi e sintomi di infiammazione gastrointestinale. Questi sintomi sono il risultato dello sforzo del corpo per eliminare il veleno.

Alluminio in oligoterapia catalitica

Tuttavia nella forma oligoelementare l’alluminio è un regolatore delle funzioni cerebrali: agisce sul sistema nervoso centrale, sull'encefalo, sul tronco cerebrale e sul midollo spinale. Gli oligoelementi, infatti, sono dei biocatalizzatori capaci di attivare le reazioni chimiche e metaboliche, indispensabili alla vita e la loro carenza induce alterazioni strutturali e fisiologiche. Quando vengono somministrati alle giuste dosi prevengono e guariscono diversi disturbi. Essi sono presenti in quantità infinitesimali in tutti gli organismi viventi (nelle piante, negli animali e nell'uomo) e solo in questo modo sono assimilati facilmente, in quanto possiedono una forma molecolare che non provoca accumuli nell’organismo, né intossicazioni.
Assunto come rimedio oligoterapico catalitico, l’alluminio per il cervello è ottimo: favorisce il recupero delle facoltà cognitive; è utile nel trattamento dell'insonnia provocata da stress; stimola un normale sviluppo o un recupero delle facoltà cognitive nei bambini ipoteattivi ed una risposta ottimale di adattamento nell'adulto in condizioni di stress. Viene solitamente indicato per chi ha difficoltà di concentrazione e scarsa memoria da 'surmenage' intellettivo e per persone iperattive per le quali i problemi della giornata affiorano al momento di addormentarsi. Anche se ad alte dosi è un metallo tossico, nella forma di oligoelemento, l’alluminio sembra che abbia una azione inibitrice su certi enzimi ed è utile nella difficoltà, lentezza e deficienza intellettuale, nel mongolismo, nel sovraffaticamento e nell'astenia cerebrale. Inoltre l'alluminio ha un effetto benefico sulle cartilagini di ossificazione del feto e del bambino piccolo, e sulle cartilagini delle superfici articolari di frizione.

Alluminio per il cervello: assunzione e controindicazioni

L’alluminio per il cervello è amico e nemico e per questo è un oligoelemento che va prescritto con prudenza. L’alluminio è presente nei nostri tessuti con un tasso medio di 1 mg per Kg e un'alimentazione sana e equilibrata copre il fabbisogno quotidiano di questo oligoelemento.
Nell’ambito domestico infatti è bene non usare pentole di alluminio, per la preparazione di alimenti acidi (per esempio per insalate condite con aceto o limone evitare i contenitori in alluminio) i fogli di alluminio nella cottura delle carni e dei pesci. Una contaminazione da alluminio durante la cottura degli alimenti sarebbe responsabile di malattie del tubo digerente e persino del cancro. Il tasso normale è di 1 mcg per 100 millilitri.

 
Insetti commestibili e valutazione scientifica dei nuovi alimenti
Published:
13 Gennaio 2021

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L’EFSA pubblica quest'oggi un insieme di pareri scientifici in esito a richieste di valutazione di nuovi alimenti. Tra i pareri compare la prima valutazione completa di un prodotto proposto come alimento derivato da insetti. Le valutazioni EFSA in termini di sicurezza sono una tappa necessaria per la regolamentazione dei nuovi alimenti in quanto la sua consulenza scientifica affianca il lavoro degli enti europei e nazionali che autorizzano tali prodotti per il mercato europeo.

Dall'entrata in vigore del regolamento sui nuovi alimenti il 1° gennaio 2018 l'EFSA ha ricevuto un gran numero di richieste di valutazione in merito a un'ampia varietà di fonti di alimenti sia tradizionali che inedite. Le richieste di valutazione includono prodotti erboristici derivati da piante, alimenti a base di alghe e frutti non autoctoni, oltre a diverse varietà di insetti commestibili.

La dott.ssa Helle Knutsen, biologa molecolare e tossicologa, è membro del gruppo di esperti dell'EFSA sulla nutrizione umana e presidente del gruppo di lavoro sui nuovi alimenti. Dichiara: "Le richieste di valutazione di nuovi alimenti sono talmente varie che abbiamo bisogno di competenze scientifiche diversificate per valutarle. Tanto per citarne alcune: nutrizione umana, tossicologia, chimica e microbiologia. La composizione del gruppo di lavoro le riflette e, insieme, i nostri scienziati formano un gruppo multidisciplinare di grande esperienza".

Insetti commestibili

Ermolaos Ververis, chimico ed esperto EFSA in scienza degli alimenti che ha coordinato l’elaborazione del primo parere adottato su insetti usati come nuovi alimenti, ha dichiarato: "Gli insetti sono organismi complessi, e ciò rende problematica la caratterizzazione della composizione dei prodotti alimentari da essi derivati. Comprenderne la microbiologia è di fondamentale importanza, considerato anche che si consuma l'insetto intero.

Vari cibi derivati da insetti vengono spesso dichiarati fonte di proteine per l’alimentazione.

“Le formule a base di insetti possono essere ad elevato contenuto proteico, benché i livelli proteici utili possono risultare sovrastimati quando sia presente la chitina, una delle principali sostanze che compongono l'esoscheletro degli insetti. Un nodo fondamentale della valutazione è che molte allergie alimentari sono connesse alle proteine, per cui dobbiamo valutare anche se il consumo di insetti possa scatenare reazioni allergiche. Tali reazioni possono essere provocate dalla sensibilità individuale alle proteine di insetti, dalla reazione crociata con altri allergeni o da allergeni residuati da mangimi per insetti, ad esempio il glutine.

È un lavoro impegnativo perché la qualità e la disponibilità dei dati varia, e c'è molta diversità tra una specie di insetti e l’altra".

Ci sono anche ragioni non di natura scientifica che rendono impegnativo lo studio dei nuovi alimenti.

"La marea di richieste di valutazione comporta una notevole mole di lavoro e i termini di scadenza delle valutazioni sono talvolta troppo ravvicinati, soprattutto se le richieste mancano di dati scientifici essenziali", ha aggiunto la dott.ssa Helle.

"Ma la collaborazione tra esperti è stimolante, ed è gratificante sapere di contribuire a salvaguardare la sicurezza dei nostri cibi".

Al di là della valutazione dei rischi scientifici

La novità di usare insetti nei cibi ha suscitato grande interesse da parte del pubblico e dei media, per cui le valutazioni scientifiche dell'EFSA sono cruciali per i responsabili politici che debbono decidere se autorizzare o meno tali prodotti prima della loro immissione sul mercato dell'UE.

Giovanni Sogari, ricercatore in ambito sociale e consumeristico all'Università di Parma, ha commentato: "Ci sono ragioni derivanti dalle nostre esperienze sociali e culturali, il cosiddetto 'fattore disgusto', che rendono il pensiero di mangiare insetti repellente per molti Europei. Con il tempo e l'esposizione tali atteggiamenti potranno mutare".

Mario Mazzocchi, esperto di statistica economica e docente presso l'Università di Bologna, ha affermato: "Ci sono chiari vantaggi ambientali ed economici nel sostituire le fonti tradizionali di proteine animali con quelle che richiedono meno mangime, producono meno rifiuti e provocano meno emissioni di gas serra. L'abbassamento di costi e prezzi potrebbe migliorare la disponibilità di alimenti, mentre la nuova domanda creerà nuove opportunità economiche, che potrebbero però interferire con i settori esistenti".

Gli scienziati EFSA continueranno a inserire le numerose richieste di valutazione di nuovi alimenti nella loro agenda, mentre i responsabili delle decisioni a Bruxelles e nelle capitali nazionali decideranno se tali alimenti debbano essere autorizzati per finire nei piatti europei. In definitiva i consumatori potranno scegliere con fiducia ciò che mangiano, ben sapendo che la relativa sicurezza è stata accuratamente verificata.

Scientific opinion on dried mealworms (Tenebrio molitor) as a novel food
 

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