R
Roby
Guest
Ruota di Milano
Ambata 87
87-71
87-11
87-72
87-12
Ambi a tutte cinquina sulla ruota di Milano
Ciaoooo
---------------
Tratto da: L'Umana Commedia di Aronne Angelo
La competizione per essere i primi
Gli scienziati l’han chiamata spietato darwinismo,
quarcun’artro ha usato ‘r nom d’Evoluzione,
io userei più volentieri un po’ meno d’eufemismo,
per spiegare a cosa serve sempre far competizione.
E’ purtroppo un fatto, per davvero sconcertante,
che ogni uomo e ogni donna, e pur ogni bambino,
è spinto e costretto ad essere egoista, e pur anche scostante,
con lo scopo d’arrivare sempre primo: che cretino!
Primo in casa, primo a scuola, primo in tutto,
non è ammesso ed è vergogna esse’ secondo,
primo sempre, pur nell’esse’ un farabutto,
è la legge principale in quasi tutto ‘r Mondo.
E’ un fatto strano e misterioso da capire,
nessuno può sottrarsi ar competere fra tutti;
ma come funziona, per davvero può servire,
o è un errore, che non porta buoni frutti?
Una vorta, quando tutti s’era ancora nelle grotte,
campava sortanto chi coll’artri andava a caccia,
è ver che tante vòrte si finiva pure a bòtte,
ma il gruppo stava unito, pure insieme faccia a faccia.
Poi è passato tanto tempo, direi proprio de’ millenni,
e sempre le genti si sono pur aiutate per campare,
di fronte a tanto male siamo passati pure indenni,
ma da armeno cinquant’anni, s’è fatto un brutt’affare.
Dopo l’urtima di Guerra, feroce e pur mondiale,
dopo avere sotterrato milioni a sfa’ di morti,
abbiamo pure sotterrato e già fatto il funerale,
ai sentimenti dell’aiuto e ar perdon di tutti i torti.
E’ cominciata la rincorsa per arrivare i primi,
per aggiudicassi a tutti i costi, sempre i primi posti,
nella roba, nel lavoro, ner trovare i meglio climi,
macchine nòve e gran vacanze, dall’artri ben discosti.
Come mai? Cos’è successo all’aiuto e alla bontà?
Credetemi, è così strano che credo ancora certo di sognare,
datemi un pizzicotto che mi voglio anch’io sveglia’,
voglio essermi sbagliato, l’aiuto umano può tornare.
Io credo che la Scienza, cià messo l’opera ch’è sua,
coi suoi successi pur scientifici e strumenti materiali,
ha fatto disprezzare qualunque ideologia,
che, foss’anche pur sbagliata, facea sopportare i mali.
Così di fronte al male più temuto e pur più nero,
che mette fine ar nostro tempo passato sulla Terra
cioè la morte che spietata che ci porta tutti ar cimitero,
la Scienza cià levato la speranza, e ci lascia sottoterra.
Perché la Scienza non guarda all’=io=ma solo la materia,
ci da’ le medicine per campar vent’anni in più,
ma di fronte all’uomo com’è fatto, la Scienza non è seria,
non lo aiuta negando ogni speranza, di Dio o di Gesù,
pur fosse un’illusione, non sempre è deleteria.
Lo so, lo so, potrebbe un’esse’ vero niente o nulla,
ogni Religione pol’essere un racconto der conforto,
ma le genti cercan speranza, magari pur fasulla,
e invece, la Scienza t’abbandona, e ti lascia, appena tu sei morto.
Ormai la Scienza è entrata a dirigerci ‘r cervello,
e ci porta a sfruttare un paradiso sol terreno,
ci spinge a sfruttare alla sverta ‘r bono e ‘r bello,
che troviamo dentro ‘r Mondo nei settanta d’anni o meno.
“Con la morte già finisce tutto e un troveremo nulla”
per la Scienza dopo morte ci sarà sol fredda materia,
ogni Speranza d’Aldilà per la Scienza è già fasulla,
e condanna ogni persona a sparir nella miseria!!!!
Pòr darsi che ha ragione per davver proprio la Scienza,
che nessun di noi, povera gente, mai sopravviverà,
ma ‘r come e ‘r perché, se dopo morti, resteremo o meno nell’essenza,
alla Scienza materiale un gli deve riguardà.
La Scienza s’interessa sortanto alla materia,
e dei fatti che succedano solo dentro ‘r Mondo,
non crede all’Ardilà, ma allora sia più seria,
non se n’interessi, cor su’ sapere freddo e immondo,
perché è proprio immonda la sua presunzione,
di sputar sentenze sull’artrui sopravvivenza,
se proprio non c’è, l’Ardilà, ed è solo un’illusione,
non
Ambata 87
87-71
87-11
87-72
87-12
Ambi a tutte cinquina sulla ruota di Milano
Ciaoooo
---------------
Tratto da: L'Umana Commedia di Aronne Angelo
La competizione per essere i primi
Gli scienziati l’han chiamata spietato darwinismo,
quarcun’artro ha usato ‘r nom d’Evoluzione,
io userei più volentieri un po’ meno d’eufemismo,
per spiegare a cosa serve sempre far competizione.
E’ purtroppo un fatto, per davvero sconcertante,
che ogni uomo e ogni donna, e pur ogni bambino,
è spinto e costretto ad essere egoista, e pur anche scostante,
con lo scopo d’arrivare sempre primo: che cretino!
Primo in casa, primo a scuola, primo in tutto,
non è ammesso ed è vergogna esse’ secondo,
primo sempre, pur nell’esse’ un farabutto,
è la legge principale in quasi tutto ‘r Mondo.
E’ un fatto strano e misterioso da capire,
nessuno può sottrarsi ar competere fra tutti;
ma come funziona, per davvero può servire,
o è un errore, che non porta buoni frutti?
Una vorta, quando tutti s’era ancora nelle grotte,
campava sortanto chi coll’artri andava a caccia,
è ver che tante vòrte si finiva pure a bòtte,
ma il gruppo stava unito, pure insieme faccia a faccia.
Poi è passato tanto tempo, direi proprio de’ millenni,
e sempre le genti si sono pur aiutate per campare,
di fronte a tanto male siamo passati pure indenni,
ma da armeno cinquant’anni, s’è fatto un brutt’affare.
Dopo l’urtima di Guerra, feroce e pur mondiale,
dopo avere sotterrato milioni a sfa’ di morti,
abbiamo pure sotterrato e già fatto il funerale,
ai sentimenti dell’aiuto e ar perdon di tutti i torti.
E’ cominciata la rincorsa per arrivare i primi,
per aggiudicassi a tutti i costi, sempre i primi posti,
nella roba, nel lavoro, ner trovare i meglio climi,
macchine nòve e gran vacanze, dall’artri ben discosti.
Come mai? Cos’è successo all’aiuto e alla bontà?
Credetemi, è così strano che credo ancora certo di sognare,
datemi un pizzicotto che mi voglio anch’io sveglia’,
voglio essermi sbagliato, l’aiuto umano può tornare.
Io credo che la Scienza, cià messo l’opera ch’è sua,
coi suoi successi pur scientifici e strumenti materiali,
ha fatto disprezzare qualunque ideologia,
che, foss’anche pur sbagliata, facea sopportare i mali.
Così di fronte al male più temuto e pur più nero,
che mette fine ar nostro tempo passato sulla Terra
cioè la morte che spietata che ci porta tutti ar cimitero,
la Scienza cià levato la speranza, e ci lascia sottoterra.
Perché la Scienza non guarda all’=io=ma solo la materia,
ci da’ le medicine per campar vent’anni in più,
ma di fronte all’uomo com’è fatto, la Scienza non è seria,
non lo aiuta negando ogni speranza, di Dio o di Gesù,
pur fosse un’illusione, non sempre è deleteria.
Lo so, lo so, potrebbe un’esse’ vero niente o nulla,
ogni Religione pol’essere un racconto der conforto,
ma le genti cercan speranza, magari pur fasulla,
e invece, la Scienza t’abbandona, e ti lascia, appena tu sei morto.
Ormai la Scienza è entrata a dirigerci ‘r cervello,
e ci porta a sfruttare un paradiso sol terreno,
ci spinge a sfruttare alla sverta ‘r bono e ‘r bello,
che troviamo dentro ‘r Mondo nei settanta d’anni o meno.
“Con la morte già finisce tutto e un troveremo nulla”
per la Scienza dopo morte ci sarà sol fredda materia,
ogni Speranza d’Aldilà per la Scienza è già fasulla,
e condanna ogni persona a sparir nella miseria!!!!
Pòr darsi che ha ragione per davver proprio la Scienza,
che nessun di noi, povera gente, mai sopravviverà,
ma ‘r come e ‘r perché, se dopo morti, resteremo o meno nell’essenza,
alla Scienza materiale un gli deve riguardà.
La Scienza s’interessa sortanto alla materia,
e dei fatti che succedano solo dentro ‘r Mondo,
non crede all’Ardilà, ma allora sia più seria,
non se n’interessi, cor su’ sapere freddo e immondo,
perché è proprio immonda la sua presunzione,
di sputar sentenze sull’artrui sopravvivenza,
se proprio non c’è, l’Ardilà, ed è solo un’illusione,
non