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LA GRECIA SEMPRE PIU CINESE

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[h=1]La Grecia sempre più cinese: la Bank of China sfonda ad Atene[/h] ECONOMIA /

Federico Giuliani
22 AGOSTO 2019
L’abbraccio della Cina si è stretto attorno al corpo esanime della Grecia, soprattutto nel periodo in cui Atene è andata a un passo dal default. Siamo nel 2010, un anno dopo l’inizio ufficiale della crisi economica che ha colpito il paese ellenico, spingendolo in una spirale di lotta e sangue dal quale il governo fatica ancora oggi a uscire del tutto. Le casse dello Stato sono vuote, i debiti alle stelle e non c’è nessuno a cui rivolgersi, eccezion fatta per la Troika. L’unica alternativa è la Cina che, entrando in Grecia dalla porta principale e con un’ingente disponibilità economica, ha trovato di fronte a sé una prateria da percorrere senza ostacoli di alcun tipo. È così che Pechino ha iniziato a fare shopping, acquistando quello che le serviva per estendere i propri tentacoli verso l’Europa. Il primo passo è stato quello di acquistare letteralmente il porto più importante della Grecia, il Pireo, hub strategico per collegare la Cina al mar Mediterraneo attraverso i canali della Nuova Via della Seta. [h=2]Il piano cinese[/h]
Oltre al controllo strategico delle infrastrutture, la Cina punta a penetrare nel sistema economico della Grecia e sta programmando l’apertura della prima filiale di Bank of China nel paese. L’istituto di credito cinese avrà molto presto la sua sede in terra greca; ad annunciare la futura fumata bianca sarà una nota del ministero degli Esteri. La dichiarazione è arrivata (non si sa quanto casualmente) dopo l’incontro tra il ministro degli Esteri greco, Nikos Denidias, e il direttore per l’Europa di Bank of China, Zhou Li Hong. Che cosa ci fa una delle banche più importanti della Cina in Grecia? Offre sostegno alle aziende statali che stanno investendo (o sono pronte a farlo) in loco; al tempo stesso, l’appoggio di una filiale contribuisce a far allungare ancora di più i tentacoli. Il Pireo, come detto, è finito nelle mani cinesi, e con lui molte altre infrastrutture. È il caso, ad esempio, del centro commerciale che il Dragone si è proposto di innalzare nella zona ovest di Atene. Ma anche degli hotel, dei parchi, delle ferrovie e via dicendo. [h=3]Chi è Bank of China[/h]
Bank of China è una grande banca cinese controllata direttamente dello Stato mediante l’agenzia State Administration of Foreign. Fondato nel 1912 a Pechino, con questo istituto la Cina può penetrare nei vari paesi in modo indiretto e indolore. Secondo alcuni esperti le varie banche non sarebbero altro che centrali per monitorare la situazione nei singoli governi, ma altri sostengono invece l’opposto. In ogni caso, per capire cosa potrebbe diventare la Grecia e quali saranno alcuni tra i possibili effetti della mano cinese sull’Africa, è utile meditare. Nell’immagine di un quotidiano si vedono due reporter con tanto di telecamera e microfono aggirarsi nei pressi di antiche rovine greche. Uno dei due uomini si gira e si ritrova davanti una Grande Muraglia in miniatura innalzata a tempo record in Grecia. Il messaggio è chiaro: la Cina ha messo forti radici in Grecia e intende capitalizzare al meglio qualora dovesse entrare ulteriormente in contrasto con Trump e l’Europa.
 

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