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LE TV NON LO DICONO MA....

Alien.

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FATTO DAGLI AMERICANI ADESSO TOCCA A NOI ?
 
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SONO VIVE ?



Si chiama una pianta sensibile. La Mimosa pudica è una pianta rampicante annuale o perenne della famiglia delle leguminose Fabaceae e Magnoliopsida, spesso cresciuta per il suo valore di curiosità: le foglie composte si piegano verso l'interno e si piegano quando vengono toccate
 
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PAZIENZA FINITA [h=1]Immigrazione e Diciotti, così i vescovi stanno aiutando l'invasione[/h]
8 Settembre 2018
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Mentre la procura di Palermo mette sotto indagine il ministro degli Interni Matteo Salvini, sale a 75 su 143 il bilancio dei migranti che una volta fatti sbarcare dalla nave Diciotti per essere trasferiti nel centro d'accoglienza romano di Rocca di Papa, e in parte in quello di Messina, hanno fatto perdere le proprie tracce.

Questi ragazzoni di colore hanno rifiutato vitto e alloggio gratuiti, e dunque è evidente che non versavano proprio in condizioni disperate come aveva provato a far credere agli italiani la Sinistra. Ma tant'è. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni. Di questi 143 immigrati 125 sono eritrei, 8 bengalesi, 9 provengono dalle isole Comore - tra Zanzibar e il Madagascar - e un altro è egiziano. Alla struttura siciliana ne erano stati destinati 43: 4 sono stati arrestati in quanto scafisti e 10 si sono dileguati. Attualmente il centro ne ospita 25. A Rocca di Papa, struttura gestita dalla Caritas, ne erano stati destinati 100 (ora sono 35): 45 di questi se la sono data subito a gambe, e tra i rimanenti 55 destinati ad altre diocesi ne è scappato un altro bel gruppetto.

Leggi anche: Toni Capuozzo, la lezione sugli immigrati della Diciotti in fuga

E dire che erano stati i vescovi ad assicurare che si sarebbero presi cura dei migranti recuperati in mare dal pattugliatore della Guardia Costiera. E invece, dati alla mano, non si può far altro che dire che erano tutte chiacchiere, che annunciato il gesto misericordioso poi se ne sono lavati le mani. Non hanno vigilato affatto sulle anime che avevano detto di volere accogliere col cuore gonfio d'amore. D'altronde la legge è dalla loro parte: come ha ricordato il direttore della Caritas, don Francesco Soddu, i migranti non hanno alcun obbligo di restare nel centro a cui sono stati assegnati ma vi possono tornare quando lo desiderano, facendo così ricominciare daccapo le pratiche per la richiesta d'asilo.

DIRITTI E DOVERI
Insomma, è la stessa Chiesa a ricordare che i profughi - veri o presunti il discorso non cambia - hanno il sacrosanto diritto di apparire e sparire quando vogliono. È evidente che di fronte a dichiarazioni simili tutti si sentano legittimati a fare come gli pare. Ieri a Roma, nel campo d'accoglienza informale di Baobab Experience, in zona Tiburtina, la polizia ha prelevato e portato in questura 16 migranti eritrei per accertamenti. «Agenti in tenuta antisommossa hanno caricato di forza i ragazzi sul bus mentre questi erano in fila per essere visitati dallo staff sanitario di Medici Senza Frontiere» ha su Facebook Baobab. Il cui responsabile, Andrea Costa, poco dopo ha aggiunto sprezzante: «Tutti e 16 sono migranti eritrei provenienti dalla Diciotti e dopo essere stati nuovamente fotosegnalati sono stati rilasciati dalle forze dell'ordine e stanno facendo rientro al campo. Questa è la conferma che si è trattato di un'operazione spot».

Salvini però, come va dicendo nelle ultime settimane, non arretra di un millimetro. Anzi ha rilanciato: «Alcuni immigrati che erano sulla Diciotti sono stati rintracciati a Roma: rifiutano l’aiuto e pretendono di circolare senza documenti e senza rendere conta di nulla. Così abbiamo la conferma che la storia degli “scheletrini che scappano dalla guerra” è una farsa. Mentre è pura fantasia l’ipotesi che io li abbia sequestrati».

LA POLEMICA
Pronta la risposta del Centro Astalli, la sede italiana dei gesuiti per i rifugiati: «Ci pare importante ribadire che i diritti umani e civili ineriscono la persona e non il cittadino e che in quanto tali non sono soggetti a deroghe o violazioni, anche se disposte da chi ha responsabilità di governo» ha dichiarato in una nota. «La detenzione in Italia è regolata da norme chiare. In nessun caso si possono discrezionalmente stabilire misure restrittive per i migranti per il solo fatto di trovarsi sul territorio italiano» va avanti il comunicato. Che si è chiuso così: «Reputiamo ancor più grave che rappresentanti istituzionali possano abbandonarsi a dichiarazioni ad effetto, che possono lasciare intendere una messa in discussione dei principi costituzionali e delle convenzioni internazionali alla base del nostro sistema democratico». Insomma, anche da parte dei gesuiti il più classico del “dagli a Salvini”. Anziché occuparsi delle anime e dell’accoglienza, come promesso, c'è una buona parte di Chiesa che gioca a fare la Boldrini.

di Alessandro Gonzato
 

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