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L'EBETINO FINISCE MALE

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domenica 21 ottobre 2018

RENZI NEI GUAI IL M5S VINCE LA CAUSA CONTRO IL PD PER L'EBETINO SI METTE MALE

“Il Tar di Firenze, con una sentenza articolata, ha dato ragione al Movimento 5 Stelle: il Comune deve consegnare al M5S gli scontrini e le ricevute delle spese di Matteo Renzi risalenti al tempo in cui era sindaco”. La comunicazione è arrivata direttamente dai gruppi parlamentari di Camera e Senato del M5S ed è relativa al periodo in cui Matteo Renzi era sindaco di Firenze. “La sentenza è chiara e inequivocabile: ‘L’accesso dei consiglieri comunali – si può leggere nel corpo del testo riportato dai 5 Stelle – è strumento di controllo e verifica del comportamento dell’amministrazione, in funzione di tutela di interessi non individuali, ma generali, e costituisce espressione del principio democratico dell’autonomia locale e della rappresentanza esponenziale della collettività’”. “Anche per questa ragione – continuano i parlamentari M5S – il Comune di Firenze è stato condannato al pagamento delle spese legali nei confronti di due consiglieri comunali del M5S che hanno fatto richiesta di accesso agli atti. Ora non ci sono proprio più scuse e il sindaco Nardella, piuttosto che difendere il suo capo Renzi, rispetti i cittadini italiani che vogliono sapere come Renzi ha speso i fondi pubblici, cioè i soldi di noi tutti”. I 5 Stelle, dopo la pronuncia del Tar, hanno deciso di recarsi con una folta delegazione di parlamentari lunedì prossimo a Palazzo Vecchio, per chiedere che le spese vengano rese note e tentare di risollevare il polverone sulla vicenda.



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Ultima modifica:
[h=2]domenica 9 settembre 2018[/h] [h=3]Fabio Fazio rischia grosso: Anac boccia il contratto con la Rai. Viene anche indagato dalla Corte dei Conti...[/h]

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Nel contratto di Fabio Fazio si “ravvisano elementi di criticità” e “perplessità sulla giustezza dei costi/ricavi preventivati”. Con questo atto d’accusa l’Anac ha deciso di ‘denunciare’ il caso dello stipendio del conduttore Rai alla Corte dei Conti. La decisione è arrivata al termine di un’istruttoria lunga e complessa riguardo al compenso, alla durata dell’accordo tra il volto di Che tempo che fa e i rapporti con la società di produzione dello stesso Fazio che è anche autore del programma.
L’Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, come anticipato da La Repubblica, si è concentrata sull’aumento dello stipendio di Fazio e i quattro anni di durata del contratto nonché sull’affidamento a una società costituita appositamente dal conduttore. Tre elementi che contestati subito da diversi fronti e giustificati dalla Rai con un sicuro ritorno economico per la tv di Stato grazie allo spostamento del programma da Rai Tre a Rai Uno.

Ma proprio su questo, si legge nella delibera dell’Anticorruzione, “evidenziamo perplessità sulla giustezza dei costi/ricavi preventivati”. La prossima settimana la delibera firmata dal capo dell’Anac sarà con ogni probabilità pubblicata sul sito dell’Autorità e potrebbe contenere tutti i dettagli dell’accordo. A giugno, quando scoppiò il caso,
si parlò di un compenso attorno ai 3 milioni di euro annui per Fazio, in netta controtendenza rispetto a una contrazione dei cachet elargiti dalla Rai. E in deciso aumento rispetto al precedente compenso di 1,8 milioni.
Di segno opposto la lettura della Rai. Secondo l’azienda di Stato, è da “escludere” che “Anac abbia censurato il compenso”. Anzi, “l’Autorità ha invece riconosciuto, con riferimento al complesso dei rapporti tra Rai, Fazio e la società di produzione, che non sussistealcun danno attuale cagionato all’erario”. La delibera “ha assunto le forme di una indicazione non vincolante” ed è stata trasmessa alla Corte dei Conti “in quanto organo istituzionalmente competente per il monitoraggio a consuntivo dell’andamento effettivo dei costi e dei ricavi del programma”.
L’esposto da cui è nato il dossier dell’Anac che ora finirà all’attenzione dei giudici contabili venne firmato dal deputato del Pd Michele Anzaldi e “condiviso” dai parlamentari del M5s
che evidenziarono come Fazio fosse, a loro avviso, “il classico comunista con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra”. Ora Anzaldi, chiede alla Corte dei Conti “di pronunciarsi prima possibile, in modo da evitare il perdurare di eventuali danni erariali” e al presidente della Vigilanza Rai, Roberto Fico, “che il dossier venga messo a disposizione del Parlamento, che della vicenda si è occupato più volte nei mesi scorsi con audizioni e interrogazioni“.
Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/20...ti-ricavi-carte-alla-corte-dei-conti/4243550/
a 11:08:00
 

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