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lo smartphone può ascoltare quello che diciamo

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Ebbene sì, lo smartphone può ascoltare quello che diciamo​



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C’è una domanda che, se un minimo ti occupi di tecnologia e digitale, ti viene fatta sempre. “Ma è vero che lo smartphone ci ascolta? Perché l’altra volta parlavo di un paio di scarpe e poi ho visto comparire le pubblicità proprio di quel modello”.

Di solito, a questa osservazione si può rispondere in toni anche un po’ filosofici. Io generalmente dico che abbiamo un rapporto talmente intimo con il nostro dispositivo che magari quella cosa l’abbiamo cercata su Google o abbiamo interagito con un post a tema su Instagram e non ce lo ricordiamo. E che no, ad oggi non abbiamo prove che i nostri smartphone ci ascoltino.

Come lo smartphone ci ascolta: Active Listening di CMG

Da qualche tempo però un giornale americano che si chiama 404 Media sta conducendo una serie di inchieste su un’azienda, Cox Media Group. Una compagnia che, come prima attività, produce programmi di approfondimento giornalistico su varie televisioni degli Stati Uniti. Ma che ha anche una divisione marketing, il cui prodotto di punta, stando ai documenti ottenuti da 404, si chiama Active Listening.

Nella prima inchiesta, pubblicata lo scorso dicembre, la testata specializzata statunitense ha raccolto una serie di informazioni (tra cui pagine del sito di CMG, oggi non disponibili), che raccontano il funzionamento di questa tecnologia. Alla base, c’è la raccolta, tramite il microfono di dispositivi connessi alla rete come smartphone o smart tv, di informazioni da quello che le persone dicono nelle loro conversazioni quotidiane. Il cliente, l’azienda interessata a fare pubblicità, può indicare una zona specifica dove vuole che questo ascolto attivo avvenga, solitamente entro un raggio piuttosto circoscritto.


A quel punto, il sistema sfrutta dispositivi come smartphone e smart TV per captare frasi che le persone pronunciano nella vita di tutti i giorni. Non si tratta di ascoltare tutto, ma di isolare quelle espressioni che indicano una necessità o un desiderio. Per esempio, se qualcuno dice: "Il nostro condizionatore sta per rompersi", questo diventa un segnale per il sistema. A questo punto entra in gioco l'intelligenza artificiale. Le frasi catturate vengono analizzate per individuare i temi principali: problemi con l'auto, esigenze per la casa, necessità finanziarie. Ogni parola viene trasformata in un dato che aiuta a delineare un profilo del potenziale cliente.

Una volta che CMG ha identificato questo pubblico, inizia a inviare pubblicità mirate. Gli annunci possono apparire in diversi formati: video su YouTube, risultati su Google e Bing, pubblicità durante lo streaming audio o video. Queste pubblicità sono pensate per rispondere direttamente ai bisogni espressi dalle persone nelle loro conversazioni, il che le rende particolarmente rilevanti.

Questo agosto, 404 Media è entrata in possesso di un set di slide con cui CMG presenta il servizio alle aziende. E che conferma quanto emerso: Cox Media Group vende e propone questa tecnologia, rivendicando una partnership con Google (che ha rimosso l’azienda dal suo Partner Program), Amazon e Meta.
 

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