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Savona, 5mila euro di multa per due pezzi di pizza

Nel Savonese una pizzeria al taglio rischia di chiudere per aver servito due tranci di pizza ai clienti seduti al tavolo. E intanto altri 250mila posti di lavoro vanno in fumo
Chiara Sarra - Mar, 23/07/2013 - 13:36
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Entrare in una pizzeria al taglio, chiedere una margherita e sedersi mentre viene scaldata, ringraziare il gestore che - con un gesto gentile - ci porta il nostro trancio fumante al tavolo, senza farci alzare.

Una scena ordinaria in molti locali, ma che rischia di costare cara. Come è successo ad Albisola Superiore (Savona), dove la pizzeria "Benvenuti al Sud" si è vista comminare una multa da 5mila euro solo perché il proprietario ha portato due pezzi di pizza ai clienti seduti al tavolino esterno.

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Una sanzione severa imposta dalle normative che vietano l'esercizio di servizi non previsti dalle licenze e sulle quali gli agenti che in questi giorni stanno battendo a tappeto il litorale savonese non possono fare molto.

Come racconta Il Secolo XIX, a rimetterci è la pizzeria, una delle tante imprese costrette a chiudere a causa della burocrazia. "Abbiamo fatto un consistente investimento per affittare il locale, rimetterlo a posto e avviare l’attività", spiega il titolare Massimo Abategiovanni, "Ora non siamo in condizione di pagare, rischiamo di finire in ginocchio. Parleremo con il commercialista per valutare cosa si può fare. Abbiamo sbagliato, perché la nostra licenza non permette di servire al tavolo. Il cliente può sedersi, ma deve prendersi la pizza dal banco. Il nostro errore è stato di aver fatto una gentilezza agli unici due clienti di quel pomeriggio. Mai avremmo pensato di incorrere in una sanzione del genere. Tra l’altro la crisi si sente, il flusso di persone che speravamo di trovare non c’è affatto".

Dal canto loro i vigili difendono il proprio lavoro e sottolineano come i controlli erano stati annunciati: "Abbiamo fatto il giro delle attività e fatto presente che devono ottemperare a tutte le prescrizioni, dall’esposizione del cartello degli orari al loro rispetto, fino alle disposizioni a seconda del tipo di attività".

A rimetterci è anche il Paese, che vede l'ennesima azienda chiudere i battenti e sfumare la possibilità di occupazione. I posti di lavoro, peraltro, sono sempre meno. Come rivela Unioncamere solo nel 2013 ne perdereme 250mila, con un calo di contratti attivati di 112mila rispetto a quelli preventivati. Una dinamica negativa nell'occupazione che "tenderà a colpire soprattutto quegli ambiti (territoriali, settoriali, di dimensione d’impresa) più strettamente dipendenti dal mercato interno: il Mezzogiorno (da cui è atteso il 35% del saldo negativo complessivo), le imprese con meno di 10 dipendenti (che prevedono di ridurre la forza lavoro di 142.600 unità), le costruzioni (-59mila), il commercio al dettaglio (-24.500), il comparto turistico (-25.100)". E lo Stato se la prende con chi serve due pezzi di pizza.


ed i migliaia di vu cumprà senza licenza.occupazione del suolo pubblico ecc....cosa gli fanno nulla,perchè,perchè han venduto l'Italia a loro saranno i nuovi proprietari.
 

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