Novità

MA DOVE VIVE ?

Alien.

Advanced Premium Member
[h=1]Modena, la gaffe di Beatrice Lorenzin davanti al sindaco: “Quello è Gino Paoli?”. Ma nella foto c’è Enzo Ferrari[/h]
lorenzin-675.jpg
Eletta all'uninominale per il centrosinistra, ha scambiato l'icona dei motori per il cantautore genovese. Imbarazzo anche da parte del primo cittadino Muzzarelli che prova a rompere il gelo il sala dicendo: "Però la moglie di Gino Paoli è di Modena"di F. Q. | 17 marzo 2018



[video=youtube_share;-OW7LdsN27A]https://youtu.be/-OW7LdsN27A[/video]



 
[h=1]IL PD TI FRUGA IN TASCA E NON TE NE ACCORGI ?


Il costo dell'accoglienza: nel 2018 può arrivare a sfiorare i
sei miliardi[/h] [h=2][/h]
Sbarchi in calo, eppure crescono gli esborsi per hotspot e Sprar: coop e onlus a gonfie vele

Antonella Aldrighetti - Dom, 18/03/2018 - 15:25
commenta


Roma - Progressione aritmetica. Si può riassumere con questa precisa definizione la crescita pressoché costante, anno dopo anno, della spesa messa in campo per sostenere e sostentare gli immigrati che albergano nelle strutture d'accoglienza.
1510993202-newpress-20171117154829-25016055.jpg

Foto d'archivio

Malgrado negli ultimi sei mesi sia stata evidente la diminuzione degli sbarchi non si è ridotta invece la spesa che potrebbe sfiorare quest'anno addirittura i 6 miliardi di euro. Già, perché la disamina dei documenti che attestano le risorse impegnate per mantenere in piedi gli hotspot - ossia i centri di accoglienza straordinari dove gli stranieri dovrebbero soggiornare per brevi periodi e non essere stanziali fa presagire alla possibilità che con la bella stagione gli arrivi possano essere di nuovo copiosi con l'incremento dei cosiddetti costi vivi. Al contempo è cresciuta a dismisura anche la spesa per il mantenimento dello Sprar, quel sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati che accoglie gli stranieri nelle piccole realtà locali, tra comuni e hinterland. Le cifre per il triennio sono state divulgate in questi giorni: per l'anno corrente il ministero dell'Economia ha stanziato quasi 2,5 miliardi (precisamente 2.449.742.651) mentre, per il biennio successivo altri 4,7. Queste cifre sono riferite al programma di sviluppo dei flussi migratori: in pratica l'ordinaria amministrazione degli Sprar. Ordinaria si fa per dire vista l'entità dell'ammontare che tuttavia servirebbe oltre che al mantenimento degli standard abitativi anche per i progetti di inserimento e inclusione degli immigrati nonché per l'assistenza psicologica di chi ne ha bisogno. Doveroso a questo punto fare i cosiddetti semplici due conti: gli stranieri che a oggi usufruiscono dello Sprar sono circa 32 mila (centinaio più o meno), per cui ripartendo i 4,5 miliardi tra tutti si ottiene che per ciascuno di loro si spende poco più di 13 mila euro l'anno. Ecco perché a conti fatti si supereranno di netto i 5 miliardi già spesi nel 2017. Infatti si devono aggiungere altri 2,7 miliardi per l'accoglienza standard nei Cas, nei Cara e nei Cpr prima del rimpatrio e altri 243 milioni di euro, appena erogati, per la pronta accoglienza nei luoghi di sbarco.

A questi soldi si dovrà sommare dell'altro: sacchetti pasto (circa 5 euro più iva ciascuno), interpretariato tra autorità e immigrato (27,50 euro l'ora), eventuali cure mediche. Le prefetture del Sud, prossime ai luoghi d'approdo, sono all'opera per preparare gestione e operazioni di supporto agli arrivi. Identificazione, pronto sostentamento, sistemazione, alloggio e infine trasporto dagli hub dove, in tempi di 2 o 3 mesi, gli stranieri verranno dirottati nei diversi centri. Ed è qui infatti il piatto più sostanzioso: i primi soldi sono pronti per andare dritti nelle tasche di quelle onlus e quelle coop che ogni anno diventano più ricche a spese dello stato. I 2.400 posti del Cara di Mineo costeranno 50 milioni che verranno spartiti in lotti tra la cooperativa La Cascina di Roma, il Cns di Bologna e il Gus marchigiano per vitto, servizi di pulizia e assistenza in genere. Altri 1.170 posti sono stati già reperiti ad Agrigento per 30 milioni. L'hotspot di Milo in provincia di Trapani ospiterà 400 migranti per 15 milioni annui, quello di Palermo 500 (15,5 milioni) mentre a Pozzallo, in provincia di Ragusa, 1.350 posti costeranno 17,2 milioni. A Enna altri 550 posti (23 milioni), a Messina 250 (11 milioni). In Calabria la parte del leone la recita il Cara di Crotone con 1.216 posti (60 milioni) gestito dalla Miser.Icr di Capo Rizzuto, in Puglia sarà Taranto a fare il pieno di arrivi: 1.812 posti per 21 milioni e mezzo. E siamo solo ai preventivi, non si esclude che da qui a fine anno il modello standard possa essere sottoposto a modifiche.
 

Ultima estrazione Lotto

  • Estrazione del lotto
    martedì 14 luglio 2026
    Bari
    48
    66
    09
    78
    35
    Cagliari
    51
    52
    15
    38
    72
    Firenze
    08
    60
    78
    20
    25
    Genova
    46
    02
    05
    22
    81
    Milano
    29
    68
    75
    53
    24
    Napoli
    84
    12
    13
    81
    69
    Palermo
    28
    18
    02
    54
    38
    Roma
    36
    07
    72
    45
    16
    Torino
    76
    31
    73
    55
    20
    Venezia
    54
    51
    42
    26
    49
    Nazionale
    03
    75
    64
    09
    07
    Estrazione Simbolotto
    Nazionale
    14
    41
    29
    07
    24
Indietro
Alto