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manfredi con la ricotta. Il piatto nato per onorare il Re

giuseppa

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Il cibo, occupa molti dei momenti delle nostre giornate, basti pensare ai tre pasti principali, come colazione, pranzo e cena, o quelli intermedi i famosi “spuntini”, per renderci conto che il tempo che passiamo a masticare non è certo poco. Mangiare senza assaporare, senza amare la “buona tavola” e tutte le leccornie che ne derivano, non è certo un’arte dei napoletani, che al contrario, sono invece dei veri intenditori e palati sopraffini.
Nel nostro viaggio tra cultura e tradizione dei piatti tipici della Campania e del Sud, sono molte le pietanze che abbiamo conosciuto, imparando ad assaporare ancor prima del gusto, le loro storie e le leggende che ne derivano, e il piatto di cui vogliamo parlare oggi, non è certo da meno: signore e signori, ‘e manfredi cu ‘a ricott (manfredi con la ricotta).


La storia di questa pietanza conserva un’antichissima leggenda, secondo cuiquesto piatto fu inventato nel lontano 1250, per il Re di Sicilia, Manfredi di Svevia. Il Re era in guerra con il Papato per poter ottenere il possesso totale dell’Italia Meridionale, ma quando giunse con tutte le sue truppe nel Sannio, fu accolto dalla popolazione con un delizioso piatto di pasta insaporito con il suo formaggio preferito, la ricotta. Questo gesto non fu solo un cortese benvenuto ma anche un modo per aggiudicarsi la simpatia del Re di Sicilia.
Nacque così da un’idea improvvisa, uno dei piatti che col tempo e l’aggiunta di un ingrediente, il pomodoro, che nel 1250 era completamente sconosciuto, è divenuto un simbolo della cucina napoletana, da molti ritenuto all’epoca e ancora oggi ” ‘o piatt d”e feste”. I manfredi ( formato di pasta che risponde anche a nomi come mafaldine, reginette, tripoline) insaporiti con ricotta e ragù napoletano (di solito), o comunque una salsa corposa come ad esempio quella che siamo soliti fare per le polpette, sono facili e veloci da preparare, ma assicurano la gioia indiscussa di quanti “il giorno della festa”, siederanno a tavola con voi. Ecco la ricetta modificata nel tempo con l’aggiunta del pomodoro.
 

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