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O...MI FACCIO UNA PIZZA......ACC.....

[h=1]Carne di Maiale? No grazie… ecco perché evitarla[/h]
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marzo 19, 2018 By dietagrupposanguigno
Nella speciale classifica degli alimenti dannosi per la salute, oltre al glutine e ai latticini, la dieta del gruppo sanguigno annovera anche la carne di maiale e più in generale la carne di suino, che comprende anche i cugini selvatici del cinghiale e del facocero.

E come ha più volte sottolineato il dottor Mozzi, nel corso di diversi convegni e interviste non è un caso se molte religioni proibiscono il consumo di questo tipo di carne.

Infatti le leggi Bibliche, come del resto in parte anche il Corano, dispongono che si possa mangiare soltanto carne di ruminanti, volatili e non animali con unghie bipartite (cioè suini).

Questo precetto non è assolutamente frutto di stupide e vecchie superstizioni, ma è un principio di igiene alimentare legata all’impurità della carne suina.

Vediamo dunque perché la carne di maiale è da sempre considerata “impura”, ovvero tossica per il nostro organismo.
[h=2]Il Maiale, una carne satura di tossine[/h]
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I maiali sono spazzini per natura, il che significa che mangiano davvero di tutto, anche ciò che non dovrebbero. Ciò include immondizia, qualsiasi residuo e scarto trovato in giro, le loro stesse feci, così come le carcasse di animali malati, compresa la loro stessa prole.

E sfortunatamente per loro e per noi che li mangiamo, sono dotati di un sistema digestivo e di organi emuntori poco efficienti, per cui non sono in grado di smaltire tutte le tossine che accumulano attraverso il cibo.

Questo perché il maiale:
    1. digerisce ciò che mangia troppo velocemente, in sole quattro ore. Per fare un confronto, una mucca impiega ben 24 ore per digerire ciò che ha mangiato. Durante il processo digestivo, gli animali (incluso l'uomo) si liberano delle tossine in eccesso e di altri componenti residui del cibo mangiato che potrebbero essere pericolosi per la salute. Dal momento che l’apparato digerente del maiale funziona in modo così veloce e superficiale, molte di queste tossine restano nel suo organismo e vengono immagazzinate nelle cellule adipose.
    2. non possiede ghiandole sudoripare, il che significa che non possono eliminare le tossine in eccesso con la sudorazione, come facciamo noi.
    3. i sui reni sono malfunzionanti, tant'è che solamente il 4-5% dell'urina prodotta viene eliminata dal suo organismo, il rimanente permane nel corpo dell'animale, continuando ad intossicarlo.
E inutile a dirlo, tutte queste tossine le ritroviamo nella carne che andremo a mangiare. [h=2]Ricettacolo di virus, batteri e parassiti[/h]
I maiali portano con sé molti virus, batteri e parassiti e il consumo della loro carne ci prendispone a un alto rischio di infezione.

La carne di maiale risulta infatti essere facile preda di:

  • tenia (verme solitaro);
  • trichina;
  • balantidium coli;
  • salmonella;
  • oxoplasma;
  • yersinia enteroclitica;
  • trichinella;
  • epatite e virus (HEV);
  • nipah virus;
  • menangle virus;
  • virus della famiglia Paramyxoviridae.
Va detto che alcuni di questi parassiti sono difficili da uccidere anche con la cottura, anche se il rischio di contagio rimane certamente più alto nel consumo di carne cruda e lo è ancora di più durante la stagione calda, quando la carne di maiale è più soggetta a guastarsi e ad andare a male.

Milioni di persone convivono del tutto ignari con questi patogeni, in quanto l'infezione può manifestarsi in modi molti diversi e molti subdoli, a volte del tutto differenti tra una persona e l'altra.

Per questo si tratta anche di infezioni molto difficili da diagnosticare.
[h=3]Influenza suina[/h]
Nei polmoni del maiale alberga spesso il virus dell'influenza, in particolare il ceppo H1N1, denominato proprio virus dell'influenza suina.

Motivo per cui i grandi mangiatori di maiale e specialmente di salsicce (che contengono polmone di maiale), sono più facilmente soggetti al contrarre questo tipo di malattia. [h=2]Provoca infiammazione[/h]
L’ormone della crescita e l’istamina presenti in grandi quantità nella carne del maiale, sono responsabili della tendenza alle infiammazioni che possono manifestarsi in vari modi, come ad esempio: foruncoli, carbonchi, spurgo, fistole, suppurazioni, e nel peggiore dei casi anche patologie infiammatorie croniche.

In un certo senso, il maiale non può essere “fisiologicamente” bruciato dal metabolismo dell’uomo; esso viene o immagazzinato o bruciato nella meccanica delle fasi di reazione, cioè con l’infiammazione.

Per questo motivo il dottor Mozzi consiglia a chi soffre di patologie infiammatorie croniche, o anche solo a piccole infiammazioni (come herspes e ascessi) una rigida astensione dal consumo di carne di maiale.

Si parla dunque di eliminare prosciutto, pancetta, braciole, qualsiasi tipo di salsiccia, poiché tutte le normali salsicce contengono maiale.
[h=2]Potrebbe favorire la comparsa di malattie degenerative[/h]
Secondo il dott. Cosimo Bagnulo il consumo di carne di maiale potrebbe favorire la formazione e lo sviluppo di alcune patologie degenerative.

Infatti, secondo i suoi dati, il 60% delle persone colpite da patologie come Alzheimer, cancro e sclerosi multipla, vive in Paesi sviluppati dove è consuetudine consumare questo tipo di carne.

Mentre in chi vive nel Terzo Mondo, e in particolar modo in Paesi di religione islamica, queste malattie sono assenti.

Non un caso, secondo Bagnulo, anche perchè nell'industria alimentare si fa oggi largo uso di nitriti e nitrati in numerose pietanze, specialmente in salumi e insaccati di maiale che necessitano di conservanti, che non fanno che accentuare i rischi per la salute.
[h=2]Una carne troppo simile alla nostra[/h]
Come ci spiega il dott. Dario Polisano nel suo libro “Dieta Reset“, un altro grosso problema del mangiare il maiale, è che la sua carne è troppo simile alla nostra.

Non a caso nel Medioevo il maiale era usato nelle lezioni di anatomia, proprio per la somiglianza biologica all'uomo.

E che il maiale sia simile all'uomo ce lo dice anche il suo DNA e uno studio del 2013 pubblicato su Nature, durante il quale i ricercatori hanno eseguito il più imponente studio sul genoma del maiale sequenziandolo completamente, e aprendo le porte allo xenotrapianto (trapianti di organi dal maiale all’uomo).

Come afferma anche il dot. Bruce Lipton, noto biologo cellulare, il problema nel consumare la carne di un animale molto simile alla nostra, come appunto il maiale, è data dal principio dell'epigenetica. Secondo questo principio, i geni del maiale, una volta ingeriti e assimilati dall'intestino umano, possono andare a modificare le risposte del nostro DNA, provocando le stesse malattie presenti nell'animale.

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Dieta Reset, di Da
 

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