Novità

OCCHIO A COSA MANGI I PRODOTTI TOSSICI

Alien.

Advanced Premium Member
Messaggi
20.145
Punti reazione
100
Punti
63
Cibo estero, importiamo prodotti tossici: dal pollo al tonno, quello che dovremmo evitare
13 Ottobre 2019
Cibo estero, importiamo prodotti tossici: dal pollo al tonno, quello che dovremmo evitare





Il tonno spagnolo ricco di mercurio, lo sgombro francese infestato dai vermi, le confezioni dei cibi cinesi che rilasciano cromo, nichel e manganese. E poi ancora le aflatossine dei pistacchi turchi, delle mandorle americane e delle arachidi egiziane, la salmonella dei polli polacchi e ungheresi... L' elenco dei cibi pericolosi finiti nei nostri piatti in questo 2019 è lunghissimo. Nei primi nove mesi dell' anno la Coldiretti ha contato 281 notifiche di alimenti nocivi inviate all' Unione europea: nell' 83% dei casi i prodotti interessati sono stati importati dall' estero, in 124 casi da altri Paesi dell' Ue (il 44% del totale) e in 108 casi da Paesi extracomunitari (39%).

Leggi anche: Uova fresche ritirate, il rischio-salmonella
I rischi arrivano soprattutto dalla Spagna: 54 notifiche relative soprattutto a pesci contaminati da mercurio (tonno e pescespada) e a cozze con l' Escherichia Coli. Segue la Cina, con 28 notifiche: in questo caso il problema è il contatto degli alimenti con materiali che rilasciano metalli come cromo, nichel, manganese, formaldeide.
Della Turchia (22 notifiche) preoccupano le aflatossine cancerogene contenute nella frutta in guscio come i pistacchi. La classifica dei Paesi più "pericolosi" continua quindi con la Francia (21 segnalazioni, soprattutto di pesci, in particolare sgombri, contaminati da un parassita) e prosegue con Stati Uniti (13 notifiche, nel mirino pistacchi e mandorle), Polonia (11), Egitto (9), Argentina (7), Brasile (6) e Ungheria (6).
QUALITA' NON UNIFORME
Se l' alta percentuale di cibi nocivi cinesi e turchi è significativa per via delle proporzioni (da Pechino e Ankara arriva soltanto, rispettivamente, il 2% e l' 1% del valore delle importazioni agroalimentari), la presenza nelle posizioni alte della classifica di Paesi come Spagna e Francia mette in evidenza come la legislazione europea su questo tema non garantisce condizioni di qualità uniformi. «Un singolo Stato può avere interesse a mantenere bassi standard qualitativi, per esempio per sostenere l' industria o l' agricoltura nazionale», spiegava tempo fa sul Sole 24 Ore Antonino Vaccaro, professore alla Iese Business School, presentando una ricerca sulla sicurezza alimentare nella Ue. «Una parte del problema spagnolo», continuava, «potrebbe essere legato alle importazioni di derrate alimentari dal Nord Africa che poi vengono rivendute come prodotti iberici nel resto d' Europa».
A rimetterci, sul piano della concorrenzialità dei prezzi, rischiano di essere proprio Paesi come il nostro, che sulla sicurezza alimentare offrono maggiori garanzie. Proprio pochi giorni fa, il ministero della Salute certificava che il piano nazionale di controllo dei prodotti alimentari di origine animale aveva riscontrato la presenza di residui farmacologici solo nello 0,1% dei casi. Mentre gli ortaggi stranieri che circolano nel nostro Paese presentano tracce di prodotti fitosanitari quasi cinque volte superiori rispetto a quelle nei prodotti italiani.
Il binomio liberalizzazione dei commerci mondiali-controlli poco accurati (soprattutto presso i grandi porti dei Paesi importatori del Nord Europa) comporta per l' Italia un altro pericolo. Ad attraversare la nostra frontiera non sono soltanto cibi poco salubri ma pure insetti in grado di devastare i nostri raccolti: insetti il cui aumento viene poi magari messo in conto al cambiamento climatico. Il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, ha puntato spesso il dito contro «il sistema di controllo dell' Unione europea con frontiere colabrodo come quella del porto di Rotterdam».
INVASI DAGLI INSETTI
«La Ue» - è la denuncia - «consente l' ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici senza che siano applicate le stesse cautele e quarantene che devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati, dopo estenuanti negoziati e dossier che durano anni».
Ecco pertanto che, nascosti nelle cassette della frutta o nelle tasche delle giacche o dei pantaloni dei viaggiatori, viaggiano "invasori" come la cimice asiatica, che ha devastato le pere e le pesche del Nord Italia con danni fino a 350 milioni di euro, il calabrone asiatico e il coleottero africano che mandano alla malora il miele, il moscerino dagli occhi rossi (cinese) che scempia lamponi ciliegie e uva, la vespa del castagno (cinese anche lei) che flagella i marroni.
di Alessandro Giorgiutti

 

Ultima estrazione Lotto

  • Estrazione del lotto
    sabato 16 novembre 2019
    Bari
    24
    73
    16
    32
    17
    Cagliari
    14
    17
    55
    39
    70
    Firenze
    45
    02
    07
    90
    08
    Genova
    77
    14
    61
    05
    57
    Milano
    36
    51
    04
    33
    76
    Napoli
    14
    56
    22
    06
    80
    Palermo
    42
    18
    34
    52
    38
    Roma
    73
    61
    63
    21
    15
    Torino
    74
    10
    72
    60
    32
    Venezia
    27
    50
    42
    38
    41
    Nazionale
    60
    71
    78
    84
    02

Ultimi Messaggi

Alto