Novità

over70

Alien.

Advanced Premium Member

Regioni, coprifuoco e over70 Braccio di ferro col governo​

Conte punta a stabilire 'zone rosse' in base alla diffusione del virus​



Covid: Halloween, nelle case piu' 15% di zucche italiane



Pause
Mute

Current Time 0:50
/
Duration 1:14
Loaded: 100.00%



Fullscreenhiudi
4
Braccio di ferro governo-Regioni sulle misure del nuovo Dpcm. I governatori hanno chiesto regole nazionali, mentre Conte punta a stabilire ‘zone rosse’ in base alla diffusione territoriale del virus indicata dall’indice Rt. Anticipo alle 18 del coprifuoco, limitazioni per gli over 70, interruzione della mobilità tra Regioni (salvo ragioni di lavoro) e chiusura dei centri commerciali nei weekend le misure sul tavolo. Domani nuovo incontro. Il premier farà comunicazioni alla camera alle 12 e al Senato alle 18, a cui seguiranno voti sulle risoluzioni. In serata è prevista la firma del nuovo Dpcm.
Conte sarebbe d’accordo con le Regioni sulla richiesta di misure più restrittive ma, in base a quanto si apprende da fonti della maggioranza, a differenza di quanto vogliono i governatori, sarebbe orientato a modularle in base alla diffusione territoriale del Covid, più che a varare provvedimenti di carattere nazionale. Fra le restrizioni sul tavolo della riunione in corso a palazzo Chigi tra il premier e le forze che sostengono il governo c’ è l’interruzione della mobilità interregionale, fatto salvo ragioni di lavoro, la chiusura dei centri commerciali nei weekend, la chiusura alle 18 di tutte le attività.
Proseguirà, intanto, in mattinata alle 9 il confronto tra governo e Regioni, Comuni e Province sulle misure del prossimo Dpcm-anti Covid. Le Regioni in particolare avrebbero chiesto misure uniformi per tutta Italia. “In queste 48 ore – avrebbe detto durante la riunione il ministro Speranza – costruiamo insieme il Dpcm su due orizzonti: misure nazionali e misure territoriali. Sul primo punto è vigente l’ultimo Dpcm, possiamo anche alzare l’asticella nazionale su alcuni punti condivisi e su alcuni territori alziamo i livelli di intervento”.
“La curva epidemiologica è ancora molto alta. Mi preoccupa il dato assoluto, che mostra una curva terrificante. O la pieghiamo, o andiamo in difficoltà”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza in un colloquio con il Corriere della Sera. “Abbiamo 48 ore per provare a dare una stretta ulteriore”, evidenzia Speranza, secondo il quale c’è ancora troppa gente in giro. Il ministro poi rassicura sulla tenuta delle terapie intensive, e sulla scuola spiega che va difesa il più possibile, ma in un contesto di epidemia “non è intangibile”.
Il lockdown generalizzato non è sostenibile e non serve, in Veneto la maggior parte sono asintomatici e la sanità è assolutamente sotto controllo: lo avrebbe detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, nel corso dell’incontro tra Regioni e Governo. Zaia si sarebbe detto favorevole a misure nazionali, “decidiamole insieme e chi ritiene può aggiungere misure territoriali restrittive. Dobbiamo fare squadra ed essere uniti tra noi e il governo”, ma avrebbe sottolineato che l’ RT non sempre è paragonabile tra Regioni perché il numero dei tamponi e del contact tracing sono diversi; vanno irrobustite le cure domiciliari.
“Il lockdown è l’unica misura che si è dimostrata efficace: se possiamo andare avanti con altre misure non determinanti, procediamo. Ma se i tecnici ci dicono che l’unica alternativa è il lockdown, facciamolo a livello nazionale”: è questa, secondo quanto si apprende, la posizione espressa dal governatore della Lombardia Attilio Fontana nel corso dell’incontro Regioni-Governo sul dpcm. Fontana ha ribadito che “è necessario che i provvedimenti vengano presi a livello nazionale” e quindi si è detto contrario a un lockdown territoriale, perchè “se fermiamo Milano, si ferma la Lombardia” e “il virus oggi è diffuso su tutto il territorio nazionale, non è come a marzo”.
Il ministro Boccia ha però chiarito anche perché le restrizioni scatterebbero in automatico: “Il documento dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e il sistema di monitoraggio che abbiamo condiviso con scienziati e Regioni ha una serie di ipotesi che devono scattare automaticamente. Se un Rt (indice di contagiosità, ndr) supera un certo livello .- oggi ci sono 11 Regioni oltre 1,5 e 2 regioni oltre 2 -, allora alcune misure già previste dal piano che abbiamo condiviso e aggiornato insieme devono scattare in automatico”. E sulla scuola “non si deve prendere una decisione univoca ma deve dipendere dal grado di Rt (indice di contagiosità, ndr) in ogni regione”, avrebbe detto il ministro degli Affari regionali.
Lo spostamento tra Regioni. “Il governo nazionale – avrebbe detto Boccia agli enti locali – è al vostro fianco per eventuali ulteriori restrizioni condivise a partire dalla mobilità regionale e possiamo decidere di adottare ulteriori misure, ma ogni presidente di regione può intervenire in base alle esigenze e criticità del proprio territorio”. “Le regioni che singolarmente chiudono alcune attività o riducono gli orari in base all’attuazione del piano condiviso sull’andamento epidemiologico devono sapere che saremo al loro fianco con ogni forma di sostegno”.
Una delle ipotesi prospettata dalle Regioni è quella di limitare gli spostamenti degli over 70 per cercare di ridurre la diffusione del coronavirus: in particolare lo avrebbero chiesto Lombardia, Piemonte e Liguria.
“Il Paese non può permettersi un nuovo lockdown”, dice il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti il quale in una nota sui social suggerisce che bisogna intervenire sulla categoria più fragile, gli anziani definiti dal governatore “non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese”. Un tweet che ha fatto immediatamente scoppiare la bufera sui social.
“Se dopo le 18 abbiamo detto che si chiudono le attività non necessarie, allora dopo le 18 non bisogna più stare in giro o fare cene con non conviventi”, avrebbe detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
I sindaci, d’altro canto, avrebbero chiesto la chiusura dei centri commerciali nei weekend, “perché è in quei giorni che si concentra l’affluenza e chiusura degli sportelli scommesse nelle tabaccherie e nei bar perché è lì che si sposta il flusso di chi trova chiuse le sale scommesse”, ha detto il presidente dell’Anci, Antonio Decaro.
I sindaci avrebbero chiesto che le chiusure siano pianificate in maniera chiara sulla base del rischio, così come era previsto nel documento del Comitato tecnico scientifico condiviso da Governo e Regioni. In questo modo – avrebbe spiegato il presidente dell’Anci Antonio Decaro – i cittadini sono coinvolti in un percorso trasparente e rispettano le restrizioni: indice Rt sale, scattano le limitazioni, indice Rt scende, si allentano.
 

Ultima estrazione Lotto

  • Estrazione del lotto
    giovedì 27 agosto 2026
    Bari
    29
    61
    70
    47
    10
    Cagliari
    46
    18
    58
    17
    81
    Firenze
    72
    11
    38
    28
    53
    Genova
    86
    79
    87
    55
    08
    Milano
    63
    31
    37
    45
    52
    Napoli
    01
    88
    30
    81
    60
    Palermo
    69
    36
    59
    75
    86
    Roma
    51
    12
    65
    66
    37
    Torino
    76
    62
    88
    75
    57
    Venezia
    02
    19
    69
    59
    14
    Nazionale
    46
    64
    58
    06
    36
    Estrazione Simbolotto
    Nazionale
    04
    09
    15
    10
    02
Indietro
Alto