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PERCHE' L'ITALIA VA ...MALE.....VA A COCA....

Alien.

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[h=1]"Molti senatori sniffano, li riconosco dalle pupille"[/h]
La clamorosa soffiata sui vizi degli onorevoli arriva dal senatore Lucio Barani: "C’è gente che tira di coca e viene
Droga in Parlamento? Altroché. La clamorosa soffiata sui vizi degli onorevoli arriva da Lucio Barani. Classe 1953, senatore iscritto al gruppo delle Grandi autonomie e libertà, intervistato da Libero, Barani ha detto senza mezze parole che nel parlamento italiano c'è un problema di droga. "C’è gente che soffre di cretinismo politico, poi tira di coca e viene in Aula a blaterare", ha affermato Barani.
Ci sono senatori che pippano cocaina?

"Certo. Ce ne sono tanti. Io sono medico, ho fatto diagnosi per molti anni. Basta che li guardi negli occhi, so riconoscere le pupille di chi sniffa. Poi chiedono la parola e parlano a sproposito".

Secondo il senatore i partiti in cui si sniffa di più sono quelli "di nuova formazione, dove dilaga il cretinismo politico. La colpa non è solo della impreparazione, ma anche dell’assunzione di sostanze stupefacenti"



A TE TI ARRESTANO "SEMPLICE CITTADINO!!"

 
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[TD] L'iniziativa del parlamentare Udc dopo il servizio televisivo delle Iene e la analisi su alcuni deputati. Cesa: noi lo faremo ugualmente
Droga e onorevoli, no al test
proposto da Casini

Bocciatura in commissione. La Mussolini protesta: la casta si è difesa



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[TD] ROMA — I distinguo e i commenti sono stati tanti, dopo. Ma la verità è che a favore della proposta di legge che voleva il test anti-droga per i parlamentari, alla fine c'era soltanto l'Udc nell'opposizione. La maggioranza ha fatto quadrato: un voto contrario pressoché bulgaro. E così ieri l'iniziativa di Pier Ferdinando Casini è stata clamorosamente bocciata alla Camera, in commissione Affari costituzionali. Ma Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc, non ci sta. Dice: «Proporremo ai nostri parlamentari di farlo ugualmente, il test». E gli fa eco Riccardo Pedrizzi, di An: «Proporremo che tutti i parlamentari nostri si sottopongano al test, volontariamente». La verità, però, è che non c'era un solo rappresentante di An in commissione al momento della votazione della proposta. Una proposta che era nata sull'onda emotiva di un programma televisivo: «Le Iene» avevano «rubato» campioni di sudore tra i parlamentari fuori da Montecitorio scoprendo, così, un alto tasso di consumo di stupefacenti fra di loro. Per questo la proposta di legge di Casini aveva raccolto diversi consensi fra i parlamentari: sull'onda dello scandalo l'avevano firmata in parecchi nell'opposizione, ma anche dentro la maggioranza. Ma ieri al momento del voto, dei parlamentari dell'opposizione in commissione Affari Costituzionali non c'era nessuno, se non l'Udc, appunto. «Avevo da fare un intervento in Aula già programmato », taglia corto Gabriele Boscetto di Forza Italia.
Ma la verità è che quando era intervenuto in commissione per commentare la proposta di legge ne aveva dato un giudizio così negativo da coincidere con quello del verde Marco Boato, autore degli emendamenti che ieri hanno affossato definitivamente l'iniziativa. Eppure c'erano molte firme di Forza Italia sotto quella proposta di legge. Così come c'erano svariate firme di An e nessuno a sostenere la proposta in commissione. Un test che la Lega non avrebbe problemi a fare, dice Roberto Maroni. Che spiega. «Per noi è superfluo perché tra i prerequisiti dei candidati della Lega c'è il rifiuto della droga. Ma non abbiamo timori ». Comunque non c'erano nemmeno i rappresentanti del Carroccio in commissione a dar manforte a Gianpiero D'Alia, il relatore dell'Udc. Il voto dell'Unione è stato compatto ieri in commissione Affari Costituzionali. Ma dentro l'Unione ieri c'è stato chi ha voluto far polemica: «Con questa bocciatura il Parlamento non lancia certo un segnale di apertura e trasparenza verso l'esterno: il test non era obbligatorio ma facoltativo», si lamenta infatti Silvana Mura, dell'Italia dei valori, forse senza nemmeno aver indagato sulla modalità di voto di Carlo Costantini, suo compagno di partito e membro della commissione. Che si difende: «Credo di aver votato insieme alla maggioranza, alla fine. Ma non è che l'ho seguita molto questa proposta di legge, non sapevo bene di cosa si trattava... ». Il verde Marco Boato l'ha seguita fin dall'inizio. E fin dall'inizio osteggiata come ha potuto: «È una proposta di legge demagogica e assolutamente anticostituzionale», dice per spiegare i due emendamenti che hanno affossato la proposta. Ma contro le sue parole si scaglia Alessandra Mussolini, europarlamentare di Alternativa sociale: «Con questa bocciatura del test antidroga ancora una volta la casta si difende», decreta senza ammettere appello.

E NOI COME CI DIFENDIAMO ?


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Alessandra Arachi




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