Novità

RADIO RADIO TV

Negli ultimi 15 anni in Italia sono stati condannati per pedofilia 164 sacerdoti


3 FEBBRAIO 2023 - 15:30
Quello degli abusi sessuali all’interno della Chiesa Cattolica è un tema su cui in Italia non si è finora mai indagato per davvero e sul quale non si è nemmeno mai tenuto un serio dibattito pubblico e politico. Eppure ci sarebbe molto da parlare, eccome. Basta guardare gli ultimi numeri.
Sono 164 i sacerdoti condannati definitivamente per pedofilia negli ultimi 15 anni.
Altri 166 sono attualmente denunciati, indagati, in attesa di giudizio o non più condannabili per prescrizione. Invece sono 88 i casi “segnalati da vittime che per improcedibilità spesso legata alla prescrizione non sono noti alle autorità civili”. Per un totale di 418 preti coinvolti – molti dei quali in Lombardia, al primo posto per presunti abusi sessuali su minorenni commessi da sacerdoti – e 29.260 potenziali vittime.
Lo dice il censimento realizzato dall’Osservatorio Permanente della Rete L’Abuso – che ha raccolto segnalazioni di casi di abusi sessuali negli ultimi 13 anni direttamente dalle vittime – e dall’associazione internazionale Eca Global (Ending ClergyAbuse), secondo cui il numero complessivo di casi potrebbe comunque essere sottostimato.
L’obiettivo non è tanto quello di «fornire dei numeri, ma insieme a questi fornire in assenza di dati governativi un quadro di consapevolezza più ampio, spiegando perché il problema endemico dei sacerdoti pedofili, in Italia sia particolarmente allarmante rispetto agli altri paesi, non solo nell’area dell’Unione Europea», commentano le associazioni. Il documento, inviato alle autorità italiane per spronare l’avvio di un’indagine indipendente, fa in realtà l’eco a quanto chiesto già nel 2019 dalle Nazioni Unite: investigare in maniera imparziale sugli abusi sessuali da parte del clero.
Al momento, infatti, l’Associazione Rete L’Abuso, guidata tra l’altro da chi quegli abusi li ha subiti sulla propria pelle, Francesco Zanardi, è l’unica che in assenza di dati ufficiali cerca di tenere traccia del fenomeno, comunque «da considerarsi in difetto rispetto alla reale portata degli abusi».
Nel corso degli anni è stato chiesto più volte anche al Vaticano di muoversi nella direzione giusta. Nel 2014, ad esempio, è stata creata una Commissione speciale che però ha portato a casa scarsissimi risultati perché contrastata da poteri politici ed ecclesiastici forti.
Il problema, a quanto pare, è intrinseco e per questo difficilmente estirpabile.
Un timido tentativo di fare chiarezza sulla questione è arrivato lo scorso novembre dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che ha pubblicato i dati raccolti nel corso dei due anni precedenti presso i centri di ascolto delle diocesi. Si è trattato del primo rapporto su abusi sessuali e pedofilia nella Chiesa italiana, pubblicato dalla stessa – e lungo appena 40 pagine scritte dagli esperti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, non di certo imparziali – e che si è rivelato una totale presa in giro (seppur i dati siano comunque sconcertanti).
Il rapporto infatti considera solo alcuni casi denunciati alla Chiesa stessa – invece la vittima può denunciare anche alla magistratura, per esempio -, avvenuti tra il 2020 e il 2021. Questo è un problema per diversi motivi: spesso la vittima realizza di aver subito abusi dopo anni di terapia (e quindi denuncia anni dopo) e la CEI aveva promesso di analizzare gli ultimi vent’anni (non solo gli ultimi due, tra l’altro trascorsi in lockdown).
In generale, poi, le righe dedicate alla questione degli abusi sono veramente poche, seppur spiazzanti. Al loro interno si legge che nell’arco di tempo considerato si sono rivolte ai Centri di ascolto per segnalare un abuso 86 persone. Numeri enormi, se valutiamo il contesto, anche se parziali e incompleti.
Considerando che i sacerdoti presenti in Italia sono fra i 35 e i 38mila, e che secondo padre Hans Zollner, uno dei maggiori esperti mondiali sugli abusi sessuali nella Chiesa, il 3-5% di questi è un abusatore, ci rendiamo conto che i dati della CEI – per quanto preoccupanti – sono un insulto alle vittime.
Il problema è che il nostro Paese è profondamento legato a certe tradizioni, tra cui quella religiosa. Per questo è difficile che se ne parli “male” apertamente, ed è più facile, invece, insabbiare tutto e far finta che il problema non esiste. Ma c’è, ed è enorme.
[di Gloria Ferrari]


ed è più facile, invece, insabbiare tutto e far finta che il problema non esiste Giusto , finchè capita agli altri ma gli altri siamo noi.


 

Ultima estrazione Lotto

  • Estrazione del lotto
    giovedì 06 agosto 2026
    Bari
    22
    44
    50
    62
    58
    Cagliari
    53
    16
    74
    65
    70
    Firenze
    01
    59
    82
    13
    88
    Genova
    52
    63
    02
    41
    33
    Milano
    22
    21
    05
    50
    66
    Napoli
    22
    58
    30
    50
    70
    Palermo
    61
    69
    09
    08
    50
    Roma
    07
    65
    52
    38
    84
    Torino
    18
    04
    70
    34
    40
    Venezia
    46
    08
    77
    83
    58
    Nazionale
    71
    53
    61
    21
    59
    Estrazione Simbolotto
    Nazionale
    19
    31
    01
    05
    16
Indietro
Alto