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regali 400 mila euro al PCI e non lo sai !

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Manovra, soldi per i 100 anni del Pci. Salvini: "Ma tassano gli italiani"
Un emendamento alla manovra scatena le polemiche: 400mila euro per la festa dei "compagni". Le priorità del governo

Angelo Scarano - Lun, 09/12/2019 - 20:38





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La manovra del governo giallorosso tiene banco. L'esecutivo è ancora a caccia di risorse e per questo motivo si è mosso su due binari: il primo è quello per un inasprimento degli accertamenti fiscali, il secondo invece riguarda un incremento delle tasse che va a colpire direttamente le tasche di milioni di italiani.


Il mantra è sempre lo stesso: "Servono risorse". Eppure mentre l'esecutivo di fatto è impegnato a tartassare le famiglie, la maggioranza trova il tempo e il modo di destinare 400mila euro al Partito Comunista Italiano per i suoi 100 anni. E di fatto a scoperchiare i piani dei giallorossi c'ha pensato Matteo Salvini che ha immediatamente puntato il dito contro la manovra che tassa, ammanetta e regala soldi ai compagni: "Dicono che non ci sono soldi, e allora tassano la plastica, lo zucchero, le cartine per le sigarette, tuttavia spunta un emendamento che riesce a stanziare 400 mila euro per festeggiare il centenario della nascita del Partito comunista italiano. Fatelo coi vostri soldi l’anniversario, non con i soldi degli italiani".
L'emendamento alla manovra prota la firma di Daniele Manca, Francesco Verducci, Vasco Errani, parlamentari dem e della sinistra di governo. Una mossa che ha scaturito non poche polemiche come sottolinea il Secolo d'Italia. Nel dettaglio l'emendamento prevede uno stanziamento per l'organizzazione e "lo svolgimento di iniziative" previste per il centesimo anniversario del Pci, fondato a Livorno il 21 gennaio del 1921. Nell'emendamento viene chiesta una voce di spesa che ammonta a 200mila euro per gli anni 2002 e 2021. E su questa vicenda si è scatenata, come ricorda l'Adnkronos, l'ironia dei leghisti. Claudio Borghi ha infatti sottolineato l'emedamento pro-Pci così su Twitter: "Eh sì, tengono in ostaggio la legge di bilancio per questioni fondamentali". Duro il commento del leghista Calderoli: "Questi vivono non nel secolo scorso ma addirittura nel millennio scorso! Mentre i commissari europei intonano ‘Bella Ciao’, ecco che i nostri senatori Dem, dopo aver massacrato i cittadini con un diluvio di nuove tasse e gabelle, decidono di finanziare, non con i loro soldi ma con quelli dei cittadini italiani, le celebrazioni del centenario del Partito Comunista Italiano con un emendamento ad hoc alla manovra per destinare ben 400mila euro!Ma nessuno, cari ‘kompagni’, vi ha informato che il muro di Berlino è caduto? Ragazzi sveglia, il comunismo è finito da un pezzo ed è finito perché lo ha cancellato la storia, e non tornerà mai più! Intanto gli italiani, quei poveri fessi degli italiani, pagano 400mila euro per festeggiare il defunto Pci...".
Insomma l'emendamento rosso agita e non poco le opposizioni che adesso provano ad inchiodare il governo su una legge di Bilancio che è del tutto disastrosa. E va anche rilevato che gli eredi del Pci, i compagni che adesso sono nella maggioranza, come ad esempio i parlamentari di Leu, stanno cercando di onorare la tradizione rossa proponendo un ritorno della patrimoniale, un evro e proprio "manifesto" tassarolo dei compagni. Fratoianni non ha usato giri di parole: "Si potrebbe procedere con un prelievo dell'1,5 per cento (...) Non ci fermeremo, prima o poi ce la faremo...". Magari intonando "bandiera rossa" alla Festa del Pci pagata con i soldi degli italiani.

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La Maglie asfalta Vauro e lo zittisce in diretta

La giornalista Maria Giovanna Maglie si è schierata dalla parte di Matteo Salvini sempre nel mirino di una sinistra che ha perso lo spirito popolare. La risposta seccata di Vauro

Gabriele Laganà - Lun, 09/12/2019 - 16:47





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“Per i compagni è sempre #colpadiSalvini, sono ossessionati!”. La frase, breve ma significativa, campeggia come titolo ad un video postato dal leader della Lega nei suoi social.


A scatenare la reazione dell’ex ministro dell’Interno è stato l’acceso battibecco tra Vauro Senesi e Maria Giovanna Maglie nel corso del programma di Rete4 ‘’Diritto e rovescio’’ in cui parlava di un ipotetico rischio di ritorno del fascismo.
La saggista e opinionista in maniera educata ma ferma ha subito messo le cose in chiaro prendendo le difese di Salvini attaccato da una sinistra che ''lo odia con il corpo e con l’anima''. Ma lui ''è un leader del popolo'', ha continuato la Maglie che ha aggiunto come dall’altra parte non esista più questo spirito popolare. In studio scroscio di applausi.
La giornalista, poi, ha proseguito nella sua invettiva dicendo che ''questo odio altro non è che lo strumento residuo che ogni giorno agli occhi delle persone è sempre più residuale e sempre più in contraddizione con la realtà. È sconcertante''.
Il pubblico in studio pare aver gradito il pensiero della Maglie. Ma non a tutti sono piaciute le parole della giornalista. A prendere la parola è stato Vauro che, visibilmente nervoso, ha replicato in modo sarcastico alla giornalista ricordando i suoi trascorsi all’Unità.
Il vignettista, sempre più teso, ha affermato in modo seccato che a volte si sente essere anticomunista perché c’è una categoria ''la peggiore dei comunisti: quelli pentiti''. Pronta la replica della Maglie che non negato il suo passato ma ha dichiarato che '
'solo gli imbecilli non cambiano idea''.





E qui gli animi si scaldano, con il discorso che verte su ideologie e coerenza. Vauro sostanzialmente, ha accusato la giornalista di essere sempre allineato al partito che attrae più consensi, ieri il Pci e oggi la Lega. Quest’ultima, senza scomporsi più di tanto, ha ammesso di aver fatto parte di una esperienza politica ma all’epoca ''avevo 20 anni ed avevo letto tanti libri in più dei tuoi che neanche immagini''.
Il vignettista con un sorriso ironico dal quale traspare un grande nervosismo, ha alzato il braccio gridando più volte: “Grazie compagna Maglie. Hasta siempre’’. L’ultimo affondo è della stessa Maglie che non risparmia al suo rivale una battuta velenosa: ''Lo sai Vauro che se tu ti siedi sui libri che hai letto tocchi subito con il culo per terra?”. Il vignettista, ancora con il braccio alzato e il pugno chiuso, sorride. Ma è un sorriso amaro.



 

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