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[h=1]I 10 cibi di importazione più contaminati e pericolosi per la salute[/h]
  • Aprile 20, 2016
  • Scritto da Francesca Biagioli
cibi_importati_contaminati.jpg
Fate sempre attenzione a quello che acquistate. La Coldiretti ha stilato la classifica dei dieci cibi di importazione più contaminati da sostanze potenzialmente pericolose per la salute.

Si tratta in particolare di alimenti in cui sono stati trovati, grazie alle analisi condotte dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa), residui chimici, micotossine, additivi e coloranti in quantitativi che superano i livelli di legge. Leggi anche: I 10 CIBI PIÙ INQUINANTI IMPORTATI DALL'ESTERO

Al primo posto, come era avvenuto l’anno scorso, si trovano gli alimenti che provengono dalla Cina (il 15% sul totale). Attenzione in particolare al concentrato di pomodoro sempre più presente sul mercato.
cibi_contaminati_coldiretti.jpg
Ma sveliamo la top 10 dei cibi più contaminati con tanto di percentuale di irregolarità riscontrata in Italia sui campioni analizzati per ogni singolo prodotto. 1. Broccoli dalla Cina (irregolarità 92%)
2. Prezzemolo dal Vietnam (irregolarità 78%) 3. Basilico dall'India (irregolarità 60%) 4. Melagrane dall'Egitto (irregolarità 33%) 5. Peperoncino dalla Thailandia (irregolarità 21%) 6. Menta dal Marocco (irregolarità 15%) 7. Meloni e cocomeri dalla Repubblica Dominicana (irregolarità 14%) 8. Fragole dall'Egitto (irregolarità 11%) 9. Piselli dal Kenya (irregolarità 10%) 10. Arance dall'Egitto (irregolarità 5%) Molto di discute, giustamente, delle importazioni dal Marocco. L’accordo che è stato stilato con la nazione africana è infatti particolarmente contestato dai produttori agricoli nostrani in quanto in questo paese è permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa. La domanda che sorge spontanea è: perché dovremmo acquistare questi prodotti? Broccoli dalla Cina, fragole e arance dall’Egitto, peperoncino dalla Thailandia o verdura marocchina? ne abbiamo bisogno? La risposta è no, il problema è che spesso veniamo allettati dai prezzi più bassi che sono tali grazie alla concorrenza sleale di chi usa sostanze dannose pur di aumentare la produzione. Come sempre anche oggi vi suggeriamo di non risparmiare sulla vostra salute e sull’ambiente (i cibi importati fanno tanti chilometri per arrivare sulle nostre tavole). Come ricorda la Coldiretti:
“L’agricoltura italiana è la più green d’Europa con 281 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%) e di quasi 20 volte quella dei prodotti extracomunitari (7,5%)”.
Riscopriamo allora il valore dei cibi locali, di stagione e biologici e se impariamo ad acquistare, ad esempio tramite Gas o dal contadino di fiducia, potremmo anche contenere i costi. C’è poi sempre la possibilità di coltivare un piccolo orto in giardino o sul balcone.
Francesca Biagioli
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