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"Siamo governati da cretini"

Alien.

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L'accusa del prete dal pulpito: "Siamo governati da cretini"

Don Emilio Lingiardi, parroco del Duomo di Crema, attacca il governo Renzi: "Abbiamo situazioni di sofferenza, gravi crisi umanitarie da affrontare, e il governo che fa? Pensa alle unioni civili"



Giuseppe De Lorenzo - Lun, 11/01/2016 - 12:15









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"Siamo governati da cretini.
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Abbiamo situazioni di sofferenza, gravi crisi umanitarie da affrontare, e il governo che fa? Pensa alle unioni civili". Chiara e senza mezzi termini, l'omelia di Don Emilio Lingiardi. Come succedeva una volta, durante la prima Repubblica, quando dai pulpiti di tutta Italia i parroci chiedevano ai fedeli di andare a votare Democrazia Crisitana: "Dio ti vede, Stalin no", si diceva. Ma allora c'erano il Partito Comunista e Andreaotti, la guerra fredda e le battaglie su divorzio.
Oggi cambia tutto, e mentre al governo c'è un signorotto che da giovane ha fatto gli scout, che ha militato nei giovani Dc, saremmo propensi a pensare che dalle chiese dovrebbero levarsi solo canti di giubilo e Gloria al Primo ministro. Ma non è così. Ieri, infatti, don Emilio Lingiardi ha messo da parte il riserbo che da qualche anno frena i preti dal trattare argomenti politici a Messa e si è scagliato violentemente contro Matteo Renzi. Non gliele ha mandate a dire. Anzi. Ha fatto molto rumore.
Come racconta L'inviato quotidiano, giornale di Cremona e Crema, il parroco ha preso ispirazione dal Vangelo domenicale sul battesimo di Gesù nel Giordano.
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Secondo don Emilio, l'immagine del fiume sporco sarebbe una metafora delle sofferenze dell'uomo e dell'umanità. Ferite che però il governo non si preoccupa di curare. "Siamo governati da cretini - ripete più volte - Cretini che pensano che la priorità siano le unioni civili, mentre lasciano che ci sia gente costretta a mangiare l'erba per sopravvivere".
Inoltre, il battesimo del Nazareno ricorda anche la bellezza della famiglia naturale fondata sull'unione da un uomo e una donna. Unità messa sotto attacco dal governo dell'ex sindaco di Firenze, che sta per portare in Aula il ddl Cirinnà sulle unioni civili. "La bellezza di questa realtà famigliare va difesa - ha sentenziano don Emilio Lingiardi - Non come una cosa astratta. Le famiglie, fondate su un legame duraturo, sono l'ambiente concreto e quotidiano dentro cui fiorisce la nostra umanità». Un altro motivo per ricordare che la discussione sulle unioni civili, quando ancora così poco si fa in Italia per sostenere la famiglia, sia del tutto fuori luogo".

http://www.ilgiornale.it/news/politica/laccusa-prete-pulpito-siamo-governati-cretini-1212057.html
 
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grazie Alien x tutte le informazioni ke ci dai......ERA ORA KE QUALCUNO SI SCAGLIASSE CONTRO QUESTI (CRETINI)
 
Il decreto


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Il governo cancella il reato di clandestinità, Maroni: “Cose da matti, sarà invasione.”

Il governo ha pronto il decreto che cancellerebbe il reato di clandestinità introdotto nel 2009 dall'allora ministro dell'Interno Roberto Maroni che su Twitter non nasconde la propria perplessità: “Prepariamoci all'invasione”.
di Redazione - 08 gennaio 2016 - 10:27

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FOTO D' ARCHIVIO

“Renzi cancella per decreto il reato di immigrazione clandestina: prepariamoci all’invasione #cosedamatti”: sta tutta in un tweet la perplessità del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni sul provvedimento, pronto ad entrare in vigore, che abrogherà le norme introdotte dal governo Berlusconi in materia di clandestinità.
Nel mirino è finito l’articolo 10bis della cosiddetta “Bossi-Fini”, oggetto di emendamento con il decreto sicurezza nel 2009 quando ministro dell’Interno era proprio l’attuale governatore della Lombardia mentre Angelino Alfano era ministro della Giustizia, oggi affidato ad Andrea Orlando che ha voluto fortemente il provvedimento.
Provvedimento sul quale si sono espressi in modo favorevole, con la sola esclusione degli alfaniani, la Commissione Giustizia della Camera e il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti ma che ha trovato la forte opposizione di Angelino Alfano e del suo Nuovo Centrodestra. Un ostacolo non da poco visto che si tratta del parere del titolare del Viminale.
Il decreto sulla depenalizzazione, quindi, è slittato alla prossima settimana: abrogando l’articolo 10bis verrebbe eliminata la multa da 5 a 10mila euro ma non l’espulsione dal territorio italiano, che resterà invece in vigore.
Molto critico anche il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli: “Siamo alla pazzia. Questo Governo frutto delle maggioranze variabili con i voti del Pd e dei Cinque Stelle aveva già approvato una legge delega per abolire il reato di clandestinità e ora vuole passare dalle parole ai fatti, con un decreto del Governo per abrogare questo reato e aprire all’invasione. Il mondo qui in Italia va proprio alla rovescia: mentre in tutta Europa tutti gli Stati stanno irrigidendo le norme sull’immigrazione, arrivando persino a sospendere Schengen, mentre la Francia studia strumenti per revocare la cittadinanza e la Germania accelera le espulsioni dei migranti economici, qui a casa nostra si fa l’esatto opposto favorendo l’immigrazione con lo ius soli e lo ius culturae e ora persino volendo abrogare il reato di clandestinità. Siamo davvero alla pazzia”.
 
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Mps crolla a Piazza Affari sotto la soglia di 1 euro per azione



Alla riapertura dei mercati borsistici dopo la scorsa settimana di profondo rosso, l'atteso rimbalzo delle borse mondiali non si è verificato. In negativo hanno chiuso le maggiori borse asiatiche, comprese quelle cinesi. E allo stesso modo hanno chiuso anche le principali europee: già Francoforte, Parigi, Londra e Madrid. E giù pure Piazza Affari a Milano, dove il calo è stato dell0 0,57%. Male gli assicurativi (generali) e i bancari, con il titolo di Monte Paschi di Siena che è sceso sotto la soglia di un euro per azione su nuovi minimi storici (ha chiuso in calo dell’11% a 0,925). Dopo l'asta di volatilità che l'aveva fermata per la prima volta sotto la soglia psicologica di un euro, Monte dei Paschi è rientrata agli scambi normali di Borsa ma non è riuscita a risalire. Sempre fortissime vendite anche su Carige, che è entrata ed uscita dall'asta di volatilità e ha chiuso in calo del 13% a 0,89 euro. Da inizio anno Carige ha perso in Borsa il 28 per cento.
 
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