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Infezioni ospedaliere: un fenomeno in aumento
Di
Giulia Viganò
-
8 Ottobre 2019



Ogni anno in Italia circa 700 mila pazienti contraggono infezioni ospedaliere durante il periodo di degenza, che nel 10% dei casi portano al decesso. Il rischio presenta un’incidenza maggiore in soggetti come neonati e anziani, e in caso di interventi delicati.
Sono proprio le operazioni cardiochirurgiche a causare maggiori infezioni ospedaliere. Una ricerca dell’Università di Oxford ha evidenziato come negli ultimi 15 anni la situazione in questo campo non sia granché cambiata, nonostante i passi avanti fatti dalla medicina. Secondo l’analisi effettuata dai ricercatori, a un anno dal ricovero, in termini assoluti, l’incidenza della mortalità dovuta a infezione è aumentata del 60% circa. In generale, le infezioni sono complessivamente responsabili del 13% dei decessi.
Le infezioni ospedaliere sembrano costituire il principale fattore alla base del progressivo aumento della mortalità riconducibile ai servizi sanitari per cause extra-cardiovascolari, in ambito di trattamento dei disturbi cardiaci.
Molti di questi decessi, dovuti principalmente a influenza e polmonite, potevano essere evitati attraverso l’erogazione di cure migliori e il rispetto di misure adeguate.
“Fermo restando che, quando si parla di infezioni ospedaliere, è impossibile parlare di situazioni a rischio zero, l’incidenza di mortalità che questo genere di complicazioni comporta è da considerare inaccettabile”, commenta l’Avvocato Gabriele Chiarini, esperto di malpractice sanitaria.
“In tema di responsabilità civile della Struttura Sanitaria, poiché la disciplina applicabile è quella contrattuale, le regole di giudizio stabiliscono che il paziente danneggiato da una infezione correlata all’assistenza possa limitarsi ad affermare che il contagio infettivo sia dovuto ad un profilo di colpa della Struttura. Sarà, poi, quest’ultima a dover provare e documentare di avere rispettato ogni norma e prassi di prevenzione. Una ‘probatio diabolica’ che, a dire il vero, il più delle volte l’Ospedale non riesce a dare”.
“Il tasso di incidenza di infezioni contratte in ambito ospedaliero deve spingerci a fare una riflessione più generale sul nostro Sistema Sanitario Nazionale. Nel periodo compreso tra il 2010 e il 2019, al budget destinato a sostenere le spese del SSN sono stati sottratti circa 37 miliardi di euro, mentre il fabbisogno sanitario nazionale è aumentato di 8,8 miliardi di euro. Inoltre, nell’ultimo decennio circa, la spesa sanitaria media degli stati membri dell’Unione Europea è passata dal 6,7% al 7% del P.I.L., con Danimarca (8,4%) e Francia (8%) in testa. In Italia, invece, è avvenuto l’opposto, passando dal 7% al 6,8%.”
 

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Ricerca sul cancro e frode scientifica: in Italia non è reato
Di
Giulia Viganò
-
17 Ottobre 2019



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Un nuovo ciclone travolge la ricerca scientifica. La notizia è di pochi mesi fa: la Procura di Milano indaga numerosi professori e luminari della ricerca per frode scientifica. Nello specifico, l’accusa è di aver manipolato i dati dei loro studi, pubblicati poi sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, per ottenere successo e intascare fondi pubblici, donazioni e raccolta del 5 per mille. Tra i professori indagati, Pier Paolo Di Fiore dell’Ifom, Alberto Mantovani dell’Humanitas, Pier Giuseppe Pelicci dello Ieo, Marco Pierotti, Maria Angela Greco, Elena Tamburini e Silvana Pilotti dell’Istituto nazionale dei tumori.
Dopo tre anni di inchiesta, i Pm concludono che i fatti sono stati accertati e le immagini sono state effettivamente manipolate. E qui subentra un nuovo scandalo, questa volta nel mondo giudiziario. Perché se sul piano etico è tutto molto chiaro e semplice, non è altrettanto per la legge italiana. La nostra legislazione, infatti, non prevede una sanzione per frode scientifica, che non è inquadrata come reato.
Così i Pm milanesi non hanno potuto far altro che chiedere al giudice dell’indagine preliminare l’archiviazione del caso. “Le accertate manipolazioni”, si legge nella richiesta di archiviazione, “sia pure preoccupanti dal punto di vista dell’impatto scientifico, rimangono per l’attuale legislazione prive di rilevanza penale“.
Sul prossimo numero di novembre de L’Altra Medicina, in edicola dal 19 ottobre, spiegheremo nel dettaglio la vicenda, con un lungo commento del dottor Luca Speciani.



CHI FA LEGGI ? CHI SONO I BENIFICIARI ?
QUINDI TUTTO FALSO LA SCIENZA PENSA , TE COSA FARANNO CON I VACCINI-SENZA LEGGE SONO IMMUNI DA TUTTO HANNO LA PATENTE PER MANIPOLARE E FALSARE I DATI-CHE SCHIFO-
 

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