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STANNO AMMAZZANDO L'ITALIA LA BESTIA STATALE

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La grande bugia sull'evasione



Nicola Porro - Mar, 10/12/2019 - 17:00





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Ieri il presidente della Repubblica Mattarella è tornato su un tema a lui evidentemente caro, e cioè la lotta all'evasione fiscale.


Tra le altre cose ha detto: «L'evasione fiscale è calcolata, nell'ultimo documento ufficiale dell'anno passato, circa 119 miliardi di euro: una somma enorme. Se scomparisse, le possibilità di aumentare pensioni, di aumentare stipendi, di abbassare le tasse per chi le paga, e così via, sarebbero di molto aumentate». Ci permettiamo di dissentire almeno su un punto. L'idea che contrastare l'evasione fiscale permetta di «abbassare le tasse» è una buona intenzione che spesso i giuristi hanno in testa, ma che, nella pratica, non avviene mai.
Le maggiori imposte recuperate dal contrasto all'evasione sono sempre e solo state utilizzate per finanziarie nuovi programmi di spesa: mai per ridurre (a scelta) l'Irpef, l'Iva o l'Ires. Al contrario, dopo aver denunciato l'elevato tasso di illegalità tributaria, si inventano marchingegni per rendere la vita più difficile ai contribuenti, si alzano le aliquote e si mettono le manette. Il fine ottimo sarebbe quello di «abbassare le tasse», come dice Mattarella, ma la realizzazione pratica invece è quella di aumentarle per chi già le paga.
Lasciamo da parte per un attimo le questioni di principio e andiamo a quelle pratiche. Così da essere più concreti. L'anno scorso l'Agenzia delle entrate ha riscosso (cioè portato a casa) la bellezza di 16 miliardi di euro «occultati o non versati». Circa il 10 per cento in più rispetto all'anno precedente, e, dunque, aveva già fatto il suo sporco risultato. A questa montagna di quattrini si devono poi sommare tre miliardi derivanti da misure straordinarie, e cioè più o meno condoni. Il totalone è di quasi venti miliardi di evasione recuperata.
Allora, se dovessimo prendere alla lettera ciò che dice Mattarella si dovrebbe ritenere che negli ultimi due anni la pressione fiscale sia diminuita almeno di una trentina di miliardi di euro. Quest'anno, se andrà bene, ci sarà una mini riduzione del cuneo fiscale da tre miliardi. E imposte aggiuntive doppie. Dunque la pressione fiscale di fatto aumenterà.

Smettiamola di raccontare favole, anche in buonissima fede. Da sempre il mantra del recupero dell'evasione fiscale è utilizzato solo per alimentare nuovi programmi di spesa da parte dell'ingorda bestia statale, sempre alla ricerca di nuove pietanze. Si provi a legare ogni euro recuperato dall'evasione fiscale ad un euro scontato nella dichiarazione fiscale e vedreste quale altro atteggiamento i contribuenti avrebbero verso queste dichiarazioni di principio.
 

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Fazio ci costa due milioni. E i giudici lo graziano (a metà)
La Corte dei Conti ha archiviato l'inchiesta per danno erariale sul maxi-stipendio di Fazio: "Le prestazioni artistiche non sono soggette al tetto retributivo di 240mila euro annui previsto invece per i dirigenti". Forza Italia: "Finale salomonico"

Gianni Carotenuto - Mar, 10/12/2019 - 14:00





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Il maxi-stipendio di Fabio Fazio non costituisce danno erariale. A dirlo è la Corte dei Conti, che ha archiviato la relativa istruttoria aperta nel 2017 dalla Procura Regionale per il Lazio della magistratura contabile.


Come scrive Il Messaggero, nelle motivazioni dell'archiviazione viene sottolineato infatti che il costo-puntata del programma di Fazio (il cui compenso è pari a 2.240.000 euro all'anno) è meno della metà della media dei programmi di intrattenimento del servizio pubblico. Inoltre, gli incassi pubblicitari legati al programma e gli ascolti sono stati adeguati. Infine, viene citato un parere dell'Avvocatura dello Stato, dove si legge che in Rai le prestazioni artistiche non sono soggette al tetto retributivo di 240mila euro annui, previsto invece per i dirigenti.
Fazio: "Linciaggio durato anni"
Insomma, il contratto di Fazio con la Rai era regolare. Soddisfatto - e polemico - il presentatore savonese: "E dopo un linciaggio durato anni, questo è l'ovvio finale: Che tempo che fa ha un costo puntata inferiore del '50% della media dei programmi di intrattenimento Rai'. Nel frattempo Che tempo che fa è su Raidue, il mio contratto è stato rivisto e il danno di immagine subito è ormai subito", ha scritto su Twitter l'ex conduttore di Quelli che... il calcio.


Fabio Fazio

@fabfazio

https://twitter.com/fabfazio/status/1204304983530917888

...e dopo un linciaggio durato anni, questo è l’ovvio finale:#ctcf ha un costo puntata inferiore del “50% della media dei programmi di intrattenimento Rai”. Nel frattempo #ctcf è su raidue, il mio contratto è stato rivisto e il danno di immagine subito è ormai subito.
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8:40 AM - Dec 10, 2019
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A sollecitare l'intervento della Corte dei Conti, tra gli altri, era stato l'esponente del Pd Michele Anzaldi che, nel maggio 2019, aveva presentato un esposto sul caso del maxi-stipendio. L'inchiesta, come precisato in quella occasione dall'ufficio stampa della Corte dei Conti, era finita nelle mani del vice procuratore generale dell'organo contabile, Massimiliano Minerva, il quale aveva raccolto in Rai tutta la documentazione relativa al contratto firmato tra Fazio e viale Mazzini, fino all'archiviazione di queste ore.
Giro (Forza Italia): "Fazio esulta sul nulla"
Non si è fatta attendere la replica delle opposizioni. Per il senatore di Forza Italia, Francesco Giro, "Fazio esulta sul nulla. Nel leggere bene le conclusioni della Corte dei Conti qualche dubbio e qualche sospetto resta, perché il giudice contabile menziona nelle sue conclusioni un parere dell'Avvocatura dello Stato secondo il quale in Rai le prestazioni artistiche non sono soggette a tetti retributivi. Mi pare un finale come dire salomonico".
Per il parlamentare di Fi, lo stipendio di Fazio rimane comunque troppo alto: "Il compenso di Fazio per la conduzione di una trasmissione con un paio di divani, qualche ospite politico e/o intellettuale e qualche cantante e/o comico è di due milioni e mezzo. Sarà inferiore a quello di altri big della Rai ma per la conduzione di un salotto, dove peraltro Salvini non è stato mai invitato, mi sembra davvero una bella somma", ha concluso Giro.
Proprio il segretario della Lega, in passato, era stato protagonista di continui scontri con Fazio. Subito dopo l'esposto presentato da Anzaldi, Matteo Salvini aveva commentato: "
Il compagno Fazio è libero di fare campagna elettorale per la sinistra con soldi suoi, non con quelli degli italiani. Se parli sulla tv pubblica, pagata con denaro pubblico, con uno stipendio di milioni di euro pubblici dovresti portare rispetto a tutti i 60 milioni di italiani non solo alla minoranza di sinistra".

 

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roba da pazzi e nessuno dice nulla ?



Perde petrolio da 14 anni senza sosta, 100.000 litri al giorno in mare. Ma non importa a nessuno

Ormai sono passati quattordici anni e i pozzi della Taylor Energy, ditta ormai defunta, continuano a sputare petrolio in mare, nel Golfo del Messico, al ritmo di 10.000 – 30.000 galloni al giorno.

piattaforma petrolifera perde petrolio in mare

Era infatti il 2004 quando l’uragano “Ivan” rovesciò una piattaforma danneggiando vari pozzi collegati alla piattaforma; fra questi il pozzo “23.051”. Insieme a quel pozzo perdono altri pozzi secondari: secondo le stime più recenti gettano nell’oceano ogni giorno la bellezza di 37.000 – 110.000 litri.

Questi numeri arrivano da studi effettuati con il satellite eseguiti da Oscar Pineda-Garcia, docente alla Florida State University e titolare di una ditta che studia perdite petrolifere in mare. La Taylor Energy, o quel che resta di questa impresa, dice che sono al massimo due o tre galloni al giorno, provenienti dai fondali marini. Ci vuole un bel coraggio eh? Tra 3 e 30,000 galloni c’è di mezzo un fattore diecimila! Ma già nel 2015 il governo centrale aveva trovato che le stime di petrolio rilasciate in mare da “23.051” e dalle sue sorelle erano di molto superiori a quelle fornite dalla Taylor Energy; il tutto grazie a degli studi fatti dai giornalisti della Associated Press.
Molti di questi pozzi sono circa cento metri sotto il livello del mare, a volte anche coperti da melma, questo è il risultato dell’uragano che innescò una frana marina provocando la distruzione di più di dieci pozzi di petrolio, molti dei quali ancorati alla stessa piattaforma. Nel 2011 la Taylor Energy cercò di ripristinare l’area e bloccò nove dei vari pozzi distrutti da “Ivan”, ma tutto questo non ha impedito all’infrastruttura petrolifera attorno a “23.051” di perdere la bellezza di circa 4 milioni di galloni di petrolio, 16 milioni di litri — dal 2004 fino al 2017. Secondo Garcia il petrolio è cosi abbondante che occorre indossare maschere per non sentirsi male, e che oltre al petrolio arriva in superficie anche il gas.
Dal canto suo quelli della Taylor hanno portato in causa il governo nel 2016: avevano depositato 666 milioni di dollari per la sicurezza e ora ne rivogliono indietro 423 milioni, visto che il loro lavoro, dicono, è completo. Ma il governo si oppone perché secondo loro (giustamente!) il lavoro non è affatto finito. Intanto il petrolio continua a scorrere. Da quattordici anni, ogni giorno.

Autore
Articolo di Maria G. D’Orsogna – Fisico e docente all’Università statale della California
Tratto da: dorsogna.blogspot.com


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