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STRANO ADESSO VA TUTTO BENE COSA HA FATTO IL TRIA...NGOLO ?

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[h=1]Tria allontana lo spettro dell’aumento dell’Iva. “Il deficit è in calo”[/h] [h=2]
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Il ministro dell’Economia Giovanni Tria afferma che il deficit per il 2020 è inferiore al 2,1% del Pil previsto nel Def dello scorso aprile

Gabriele Laganà - Dom, 25/08/2019 - 13:52
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“Consegniamo un'Italia con i conti abbastanza in ordine. Mi lasci godere di questa relativa tranquillità”. Sono queste le parole, cariche di soddisfazione, del ministro dell'Economia Giovanni Tria rilasciate al Corriere della Sera.

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Il ministro, nonostante l’inaspettata e ingarbugliata crisi di Governo, resta ottimista sul futuro del nostro Paese anche se resta da capire come disinnescare il possibile aumento dell’Iva da 23 miliardi da gennaio. Un colpo, questo, che potrebbe creare grossi problemi all’economia.

“Ci sono margini di manovra. Anche a leggi vigenti, senza altre misure, il deficit per il 2020 sarebbe sostanzialmente inferiore al 2,1% del prodotto lordo previsto nel Documento di economia e finanza di aprile scorso. Siamo molto sotto quel livello. È il risultato di una politica di bilancio che ha permesso di portare avanti i programmi voluti dalle forze politiche, ma mantenendo i saldi di bilancio sotto controllo”.

Il deficit 2020 sarà dello 0,3% , o anche più, del Pil inferiore al previsto. Previsioni “soggette a correzioni legate all'andamento dell'economia e alle aspettative”, ha dichiarato Tria. Il ministro spiega come il deficit sia minore sia per un risparmio sulle due misure bandiera del governo gialloverde (“quota 100” e il “reddito di cittadinanza” sono "costate" meno del previsto) sia "per le maggiori entrate attese e i minori interessi sul debito. Si oscilla tra i sei e gli otto miliardi. Dipende da noi, se sapremo conservare la calma sui mercati e quindi uno spread fra titoli italiani e tedeschi sui livelli attuali o poco più bassi".

Tria sottolinea che “quando si delinea il quadro del bilancio in autunno, per convenzione, le proiezioni della spesa sul debito risentono dell'andamento dello spread nelle ultime settimane prima della manovra. Quindi sarebbe utile non farlo aumentare nelle prossime settimane, come accadde l'anno scorso”.

Nonostante i "risparmi" per evitare che scattino le clausole di salvaguardia, e quindi gli aumenti dell'Iva, sarà necessario reperire circa 15 miliardi di euro. Ma il ministro va oltre auspicando di riuscirne a metterne a bilancio ancora di più, in modo da finanziare la prima fase di una riforma fiscale.

“Stiamo lavorando su deduzioni e detrazioni. Anche lì ci sono spazi. L'obiettivo- ha aggiunto Tria-non è solo evitare gli aumenti dell' Iva, ma una riduzione fiscale in direzione della cosiddetta flat tax. Altri parlano di cuneo fiscale, ma in fondo è qualcosa di molto simile: è ridurre la pressione fiscale sui redditi medio-bassi, soprattutto salari da lavoro dipendente".

Tria, però, rassicura gli italiani:"Molte misure in Italia subiscono una drammatizzazione. Lo stesso dibattito sull'Iva lo mostra. Rispetto ad un ipotetico aumento, certo ben inferiore ai 23 miliardi, c'è chi parla di recessione, di crollo dei consumi… sciocchezze". In Italia "sono state fatte manovre di bilancio molto più drammatiche di questa". Per questo, “la cosa migliore è distribuire gli aggiustamenti il più ampiamente possibile tra le voci di bilancio”.

Il ministro, infine, sottolinea che non sarebbe un errore pensare a un obiettivo di deficit 2020 fra il 2% e il 2,7%, ora che anche la Germania e l’Europa intera sembrano rallentare.

“Da un punto di vista economico per me il deficit non è un tabù. È uno strumento di politica economica, e purtroppo l'Europa lo ha dimenticato… Ha senso per aumentare gli investimenti, ma già riusciamo solo con difficoltà a farne con gli stanziamenti già in bilancio. In realtà all'Italia interessa di più e conviene di più una forte politica espansiva degli altri Paesi europei che hanno spazio di bilancio. Avremmo l'impatto positivo, senza il maggiore indebitamento”.
 

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