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Superbonus 110%, detrazione anche per lavori di domotica

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Superbonus 110%, detrazione anche per lavori di domotica
L'agevolazione fiscale per interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico riguarda anche l'automazione della casa

26 Agosto 2020
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Installazione di dispositivi e sistemi di “building automation” cioè di gestione automatizzata degli impianti dentro casa: tra il lavori previsti nel Superbonus 110% c’è anche la domotica, vale a dire il campo di tutti quei dispositivi tecnologici che integrati tra di loro permettono l’evoluzione digitalizzata della vita dentro casa.
Superbonus 110% anche per lavori di domotica: i requisiti per la detrazione
Lo prevede l’art. 2, punto f) del decreto “requisiti tecnici per la fruizione dell’agevolazione del Superbonus 110%” messo a punto dal ministero dello Sviluppo economico insieme con il ministero dell’Economia e dellle Infrastrutture e trasporti.
All’interno delle agevolazioni fiscali previste dalla legge di conversione del decreto Rilancio, che ha introdotto l’aliquota di detrazione del 110% per i lavori di efficientamento energetico degli edifici, sono infatti previsti gli interventi e i dispositivi da installare all’interno delle abitazione che rientrano nell’ambito della “building automation”.


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Dal riscaldamento o produzione di acqua calda sanitaria, alla climatizzazione estiva, attraverso il loro controllo da remoto su canali multimediali, sono svariate le applicazioni della domotica soprattutto in ottica di sostenibilità energetico e risparmio delle emissioni.
Per essere considerati interventi nel campo della “building automation”, l’istallazione della rete di dispositivi automatizzata dovrà rispettare i seguenti criteri sul piano tecnico:

  • mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati;
  • mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti;
  • consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto.
Superbonus 110% anche per lavori di domotica: i documenti richiesti
L’Enea
, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che fa a capo al ministero dello Sviluppo, avrà poi il compito di effettuare controlli a campione sul rispetto del requisiti per accedere alla detrazione fiscale. Saranno infatti professionisti abilitati tramite l’ente a verificare casa per casa le condizioni di ammissibilità all’agevolazione tramite procedure e modalità standardizzate sui dati delle prestazioni energetiche.
Verrà richiesto eventualmente ai beneficiari di presentare tutta la documentazione utile e per questo viene raccomandato di conservare, come per tutte gli interventi previsti dal provvedimento, le schede di tipo tecnico e le carte di tipo amministrativo: come ad esempio dalla delibera condominiale di approvazione di esecuzione dei lavori per interventi sulle parti comuni, alle fatture delle spese sostenute e ricevute dei bonifici.
Le spese ammissibili nella richiesta dell’incentivo comprendono:

  • la fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature elettriche, elettroniche e meccaniche nonché delle opere elettriche e murarie necessarie per l’installazione e la messa in funzione a regola d’arte, all’interno degli edifici, di sistemi di building automation degli impianti termici degli edifici. È escluso l’acquisto di dispositivi che permettono di interagire da remoto con le predette apparecchiature, quali telefoni cellulari, tablet e personal computer ecc.;
  • le prestazioni professionali (produzione della documentazione tecnica necessaria, direzione dei lavori ecc.).

Tag: Bonus fiscali Casa Lavoro Superbonus
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Ayurveda, altro che vaccino: il principe Carlo guarisce con l’omeopatia


Lorenzo Simonini
11 Aprile 2020


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ayurveda

Nei giorni scorsi il principe Carlo d’Inghilterra aveva contratto il coronavirus. È guarito grazie all’ayurveda, la medicina tradizionale indiana.
Alcuni giorni fa l’erede al trono del Regno Unito, il principe Carlo d’Inghilterra, era risultato positivo al coronavirus.
Per affrontare la malattia il principe si era messo in isolamento insieme alla moglie Camilla, negativa al tampone, presso la residenza di Balmoral in Scozia.
Dopo i 7 giorni di quarantena previsti dalla legge britannica è riuscito a guarire seguendo l’ayurveda, la medicina tradizionale usata in India.
Carlo d’Inghilterra guarisce dal coronavirus grazie all’ayurveda
Secondo quanto riportato da Times now news Carlo d’Inghilterra avrebbe usato l’ayurveda per curare i suoi lievi sintomi di coronavirus.
L’ayurveda è la medicina tradizionale dell’India che utilizza una serie di principi quali minerali e metalli purificati combinati con acidi fulvici ed erbe.
Le polveri, le pastiglie e gli infusi che si producono da queste combinazioni servono sia per curare persone malate che per fare prevenzione.
Il principe Carlo avrebbe seguito i trattamenti omeopatici previsti grazie a un medico indiano, il dottor Issac Mathai, consulente olistico internazionale e direttore della fondazione Soukya.
Dopo il successo della terapia utilizzata per curare il settantenne erede al trono britannico, il ministero indiano dell’Ayush ha contattato il dottor Mathai per saperne di più.
Il ministro di stato dell’unione per l’Ayush, Shripad Naik, ha riferito che la procedura di trattamento usata dal dottor Mathai è in fase di studio.
Lo stesso medico sta lavorando al fine di presentare una precisa relazione sul processo di cura che grazie all’ayurveda ha portato alla guarigione Carlo d’Inghilterra.
Secondo i media il principe potrebbe aver contratto la malattia da un collaboratore della regina Elisabetta II ma non è chiaro come sia successo.
I portavoce della famiglia reale britannica non hanno fornito molte notizie, limitandosi a dichiarare che sono state adottate le misure necessarie per proteggere tutti.
Già dal 19 Marzo Elisabetta II ha lasciato Londra e si trova insieme al consorte, il principe Filippo, nel castello di Windsor.
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Lorenzo Simonini
 

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