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TERRORE A PALERMO

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BREAKING NEWS, DOSSIER ACCOGLIENZA, SICILIA [h=1]TERRORE A PALERMO: PROFUGHI PRENDONO OSTAGGIO BAMBINI: “PAGHETTA O FINISCE MALE”[/h] SETTEMBRE 26, 2017 VOX LASCIA UN COMMENTOFacebook3,311TwitterGoogle+WhatsAppOknotizieRedditTelegramCondividi3,311


Hanno preso in ostaggio due bimbi di tre e cinque anni per quasi un’ora. Bimbi di un asilo. Questa la brutale protesta dei profughi a Cinisi, in provincia di Palermo, dove il sindaco Giangiacomo Palazzolo, punta adesso il dito contro il business dell’accoglienza, servita per “fare assunzioni clientelari, almeno sei nell’ultimo mese”.

I giovani maschi africani accolti nei locali dell’Opera Pia Collegio di Maria, che nella stessa struttura ospita un asilo, hanno messo in scena una protesta per la mancata ricezione del pocket money, lo stipendio da profughi.

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«Hanno aspettato che entrassero i due bambini – racconta il primo cittadino – e si sono barricati dentro, impedendo a chiunque di entrare e di uscire. E’ stata necessaria la mediazione dei carabinieri per farli desistere».

Adesso il sindaco vuole che i migranti siano trasferiti. “In quanto responsabile dell’ordine pubblico e loro tutore mi sto adoperando per cercare un’altra struttura che possa ospitarli per prevenire ulteriori disordini e problemi” dice. Ma chiede anche di accendere i riflettori su una “politica dell’accoglienza che invece di produrre vera integrazione si è trasformata in un business con speculazioni e assunzioni clientelari”. Secondo Palazzolo, inoltre, i migranti ospiti dell’Opera Pia non sono affatto minori. “Dichiarano di esserlo per ricevere maggiori tutele – spiega -, ma tutti sanno che sono maggiorenni”.

Senza contare che l’intergrazione è difficile senza “uguaglianza di trattamento” tra italiani e stranieri.

“Lo Stato al bimbo di Cinisi non dà 45 euro come fa con i minori stranieri – dice Palazzolo – eppure io ho bimbi che vanno a scuola senza fare colazione perché le loro famiglie non sono in condizione di garantire loro neppure il latte. Questa cattiva legge non consente di fare vera integrazione e finisce per creare disordini e tensioni”.
[IMG2=JSON]{"data-align":"none","data-size":"full","height":"16","width":"85","src":"https:\/\/voxnews.info\/wp-content\/files\/2017\/02\/fact_icon.png"}[/IMG2] VERIFICA LA NOTIZIA


“L’asilo non è stato chiuso, come riporta un quotidiano verso cui mi riservo un’azione civile a tutela dell’immagine della mia comunità gravemente danneggiata – spiega ancora Palazzolo -, perché le mamme non tollerano la convivenza con i migranti. In quella struttura a fasi alterne da oltre due anni convivono il centro per minori non accompagnati e l’asilo. Da diverso tempo per una serie di problemi le iscrizioni sono calate e nei giorni scorsi – conclude il sindaco – gli stessi responsabili dell’Opera Pia hanno contattato le mamme chiedendo loro di ritirare i bimbi ancora iscritti. Ma in quell’edificio i migranti non possono più stare perché l’asilo deve riaprire”.

Ed è stato un errore non chiuderlo. Non è tollerabile che dei bambini debbano convivere con un’orda di sconosciuti possibilmente infetti e sicuramente violenti. Perché poi, quando capita, ne sequestrano due.


TRSFERITI?
SE LO FACEVI TU ERA SEQUESTRO DI PERSONA:

[h=2]Art. 605 codice penale: Sequestro di persona[/h]
Chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni.

La pena è della reclusione da uno a dieci anni, se il fatto è commesso:

1) in danno di un ascendente, di un discendente o del coniuge;

2) da un pubblico ufficiale con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni.

Se il fatto di cui al primo comma è commesso in danno di un minore, si applica la pena della reclusione da tre a dodici anni. Se il fatto è commesso in presenza di taluna delle circostanze di cui al secondo comma, ovvero in danno di minore di anni quattordici o se il minore sequestrato è condotto o trattenuto all’estero, si applica la pena della reclusione da tre a quindici anni.


QUESTO è RAZZISMO VERSO GLI ITALIANI.
 
IN FRANCIA NON VA MEGLIO


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[h=1]Papa Francesco: "Migranti portatori di speranza"[/h] [h=2][/h]
Bergoglio all'udienza generale: "La speranza è la spinta nel cuore di chi parte lasciando la casa per cercare una vita migliore, più degna per sé e per i propri cari. Ed è anche la spinta nel cuore di chi accoglie: il desiderio di incontrarsi, di conoscersi, di dialogare"

Raffaello Binelli - Mer, 27/09/2017 - 10:32
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Nella consueta udienza generale del mercoledì Papa Francesco torna ad affrontare il tema immigrazione: "La speranza è la spinta nel cuore di chi parte lasciando la casa, la terra, a volte familiari e parenti, per cercare una vita migliore, più degna per sé e per i propri cari.


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Penso ai migranti". Il Papa spiega che la speranza "è anche la spinta nel cuore di chi accoglie, il desiderio di incontrarsi, di conoscersi, di dialogare". Secondo Bergoglio "la speranza è la spinta a condividere il viaggio della vita, come ci ricorda la campagna della Caritas che oggi inauguriamo".

Si chiama "Condividere il Viaggio"
la nuova iniziativa della Caritas,ed è a sostegno delle famiglie costrette a migrare. "Vi incoraggio - ha detto il Santo padre - ad aderire a quest’iniziativa lodevole come segno di solidarità con questi nostri fratelli e sorelle bisognosi. Fratelli, non abbiamo paura di condividere il viaggio. Non abbiamo paura di condividere la speranza. Il viaggio si fa in due, quelli che vengono nella nostra terra e noi andiamo verso di noi per capire".

L’incontro con i migranti per Papa Francesco rappresenta "un viaggio a due, ma - ha scandito - senza speranza quel viaggio non si può fare. La speranza - ha poi osservato - non è virtù per gente con lo stomaco pieno. Ecco perché, da sempre, i poveri sono i primi portatori della speranza. In questo senso possiamo dire che i poveri, amche i mendicanti sono i protagonisti della storia". "Per entrare nel mondo, Dio - ha continuato il pontefice - ha avuto bisogno di loro: (MA HA PRESO LA MALATTIA DI RENZI?)di Giuseppe e di Maria, dei pastori di Betlemme. Nella notte del primo Natale c’era un mondo che dormiva, adagiato in tante certezze acquisite. Ma gli umili preparavano nel nascondimento la rivoluzione della bontà. Erano poveri di tutto, qualcuno galleggiava poco sopra la soglia della sopravvivenza, ma erano ricchi del bene più prezioso che esiste al mondo, cioè la voglia di cambiamento".
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SI CERTO AGLI ITALIANI CI PENSA DIO SE LI PORTA TUTTI LASSU'.
 

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