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TRUFFA SUI MIGRANTI, CON I SOLDI PER I PROFUGHI
BIGLIETTI PER LA CHAMPIONS, CASE E CENE




Domenica 24 Maggio 2015, 10:28
Il presidente di un'associazione onlus e la sua compagna sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza nel Napoletano con l'accusa di essersi impossessati di denaro destinato all'assistenza agli immigrati. Nell'inchiesta della procura di Napoli sono contestati i reati di truffa, peculato e appropriazione indebita. Un'ordinanza di custodia in carcere è stata eseguita nei confronti di Alfonso De Martino, 43 anni, presidente dell'associazione senza scopo di lucro «Un'Ala di Riserva».

Gli arresti domiciliari sono stati disposti per la sua compagna, Rosa Carnevale, 43 anni. L'inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli e dai pm Raffaello Falcone e Ida Frongillo. Nell'ordinanza del gip Antonio Cairo si evidenzia che si strumentalizza la assistenza agli immigrati «per l'utile personale e in funzione di un guadagno illecito».

Con i soldi destinati all'accoglienza dei migranti avevano acquistato un immobile a Milano (152.000 euro), una società di schede per ricariche telefoniche (733 mila euro), nonché preso in fitto un bar a Pozzuoli (15 mila euro), comprato un immobile a Pozzuoli (100 mila euro), e si sarebbero appropriati di 130mila euro in contanti e di 345mila euro attraverso fatture per operazioni inesistenti. È quanto contestato agli arrestati nell'ambito dell'inchiesta sulla onlus napoletana.

L'associazione percepiva 40 euro al giorno per ciascun immigrato proveniente dal Nord Africa: la convenzione prevedeva la fornitura di vitto e alloggio e altri servizi. Gli indagati avrebbero anche fatto risultare falsamente di aver ospitato parte dei migranti per i quali percepivano le somme.

Soldi erogati alla onlus di Giugliano per l'assistenza agli immigrati africani sono stati utilizzati anche per l'acquisto di biglietti per la partita Napoli-Chelsea di Champions League nel 2012. Si tratta di 37 biglietti per complessivi 5.720 euro. È quanto emerso dall'inchiesta della Procura di Napoli sugli illeciti nell'assistenza ai migranti. Dalle indagini è venuto alla luce anche il sistema della false fatturazioni per giustificare i costi dell'assistenza: alcune attestavano spese «esorbitanti» per l'acquisto di frutti di mare.

ecco cosa succede quanto girano una montagna di soldi..
molti italiani credono ancora nelle favole(di pinocchio) del pd.
della s-boldrini.......e dal coniglio alf-no
..................
 
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Business dei migranti, due arresti a Napoli



Il presidente dell’associazione onlus «Un’Ala di Riserva» e la sua compagna sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza nel Napoletano con l’accusa di essersi impossessati di denaro destinato all’assistenza agli immigrati. Nell’inchiesta della procura di Napoli sono contestati i reati di truffa, peculato e appropriazione indebita.

Nell’ordinanza si evidenzia che si strumentalizzava l’assistenza agli immigrati “per l’utile personale e in funzione di un guadagno illecito”.

La coppia era pronta a fuggire in Montenegro.


Con i soldi destinati all’accoglienza dei migranti avevano acquistato un immobile a Milano, una società telefonica a Napoli e preso in affitto il noto locale Kestè di Pozzuoli.
Parallelamente all’inchiesta sulla gestione dell’assistenza ai migranti, la procura di Napoli sta indagando sui soldi (circa un milione di euro) corrisposti all’associazione «Un’Ala di Riserva» dalla Protezione Civile e dalla Regione Campania dal maggio 2011 al dicembre 2012. Per i pm vi sono fondati elementi per ritenere che l’attività della onlus veniva svolta in maniera fraudolenta e che fosse utilizzata da politici locali «per scopi clientelari».
 
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"Gli immigrati rendono più della droga"
La mafia nera nel business accoglienza



"Con gli immigrati si fanno molti più soldi che con la droga"
 
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Business migranti Caritas e Coop: i pm indagano su una truffa da 4 milioni euro


Otto indagati, oltre un milione e mezzo per la onlus di Pozzuoli “Un’ala di riserva”, almeno altri tre milioni per i centri legati alla Caritas di Teggiano-Policastro e guidata dal sacerdote, nonché Cavaliere della Repubblica, don Vincenzo Federico: oggi primo inquisito eccellente dell’inchiesta della Procura su presunte frodi e truffe a danno degli stranieri, e dello Stato.
Nell’inchiesta della procura di Napoli sono contestati i reati di truffa, peculato e appropriazione indebita.
Nell’ordinanza si evidenzia che si strumentalizzava l’assistenza agli immigrati “per l’utile personale e in funzione di un guadagno illecito”.


Scrive il Mattino che finivano a responsabili e collaboratori della Caritas di Teggiano nel Salernitano parte dei soldi lucrati sugli aiuti ai migranti: è un’ipotesi sulla quale stanno lavorando i pm napoletani titolari dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Alfonso De Martino – il presidente dell’onlus accusato di essersi appropriato di oltre un milione di euro – e della compagna Rosa Carnevale, ai domiciliari.

Anche due esponenti campani della Caritas, compreso un sacerdote, don Vincenzo Federico, sono indagati per peculato. Tre le onlus sotto inchiesta legate al centro Caritas di Teggiano. Tutte replicano alle accuse rivendicando la correttezza del proprio operato. Le tre coop, apparentemente senza fine di lucro, avrebbero gestito in modo sospetto i rimborsi destinati dal governo italiano ai recenti immigrati africani (anno 2011-2013). Decisive due sponde istituzionali: la Caritas di Teggiano; ma anche due funzionari regionali oggi indagati per corruzione. Le accuse di De Martino: così pagavo i funzionari. Spuntano anche pressioni per ottenere assunzioni.


Cantone: ”C’è da rimanere esterrefatti”.
Cosi il presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone sull’indagine sulla truffa con soldi dei migranti. “Se anche il mondo dell’impegno sociale fa registrare questi episodi è chiaro che il livello di diffusione del malaffare è tale che nessuno da solo ce la può fare nel contrasto alla corruzione“



se fanno un rastrellamento a tappeto su tutto il territorio
quante schifezze verrebbero fuori ....
questo e un paese tutto da rifare...................
 
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