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Il post virale: "Vuoi uccidere un musulmano? Esci nuda"


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Chissà se qualcuna prenderà sul serio il post su Facebook che è diventato virale in Australia? Invita tutte le donne a uscire di casa nude e girare in strada così "per almeno un'ora" oggi, 26 gennaio (in Australia ora è estate). Il motivo? "Uccidere un musulmano". "Come forse sai già, per un musulmano è un peccato mortale vedere nuda una donna che non sia la moglie, e se accade deve suicidarsi" spiega l'autore del post, il cui obiettivo è "stanare i terroristi dal vicinato". Gli uomini, da parte loro, come riporta il sito di news Leggo.it, dovranno affacciarsi a guardare "per dimostrare il proprio spirito patriottico e che non sei un terrorista".

SPERIAMO CHE SIA VERO.............


ALTRI DICONO CHE.............


Sapere da dove origina una simile bufala è praticamente impossibile. Di sicuro il Presidente degli Stati Uniti non c'entra nulla, vi pare possibile che il Presidente americano inciti alla nudità per combattere il terrorismo? E poi come si può pensare che vedere una donna nuda spinga i terroristi a suicidarsi? Questo quando molti di costoro sono stati visti assistere a spettacoli di ballerine e lap dance? Almeno, quelli che vengono tenuti costantemente sotto controllo dall'antiterrorismo. Qualcuno sostiene che la bufala sia iniziata come uno scherzo innocente, salvo essere poi ripresa negli Stati Uniti da persone che non avevano capito che si trattasse di uno scherzo e trasformarla rapidamente in una bufala virale che ciclicamente, ancora adesso, spunta fuori.


ALLORA BISOGNERA' STUDIARE BENE IL CORANO.....
 
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I body scanner violano le leggi islamicheI musulmani americani emettono una fatwa

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I body scanner violano la legge islamica. A protestare contro il nuovo sistema di sicurezza delle dogane aeroportuali sono i musulmani d’America. Lo scorso 8 febbraio il Fiqh Council del Nord America ha emesso una fatwa - una sentenza religiosa - che vieta ai musulmani di passare attraverso gli scanner, essendo un simile comportamento in contrasto con le regole islamiche sul pudore. La decisione potrebbe rendere più complicato lo screening dei potenziali terroristi.

La fatwa - Nel testo si legge: “Si tratta di una chiara violazione degli insegnamenti islamici in base ai quali gli uomini o le donne nude non possono essere visti da altri uomini e donne. L'Islam enfatizza fortemente la modestia e la ritiene parte della fede. Il Corano ha ordinato ai credenti, uomini e donne, di coprire le loro parti private”. Una possibilità offerta ai passeggeri che rifiutano di farsi “scannerizzare” sarebbe la perquisizione da parte di una guardia di sicurezza, accettata dai gruppi musulmani. Nihad Awad, direttore esecutivo nazionale del Council on American-Islamic Relations, ha approvato la fatwa del Fiqh Council: "Noi crediamo che i diritti alla religione e alla privacy dei passeggeri possono essere rispettati, pur mantenendo la sicurezza e la difesa".

I body scanner - Dopo il fallito attentato di Natale sul volo per Detroit, si è ritenuta necessaria l’introduzione di "body scanner", che mostrano nel dettaglio i contorni dei corpi, consentendo di rintracciare eventuali esplosivi o altri materiali pericolosi trasportati dai terroristi. Attualmente negli Stati Uniti ci sono 40 body scanner in 19 aeroporti, ma Jim Fotenos, portavoce della Transportation Security Administration (Tsa), ha annunciato che ce ne saranno più di 450.
In un comunicato, si legge che la missione di Tsa è garantire la sicurezza dei passeggeri e proteggere la loro privacy. In un sistema di sicurezza multistrato tecnologie di imaging avanzate sono strumenti importanti per rilevare eventuali minacce come gli ordigni. Al tempo stesso, nel rispetto della privacy, le immagini - che non sono foto, ma assomigliano piuttosto ai contorni di un corpo tracciati col gesso - vengono automaticamente cancellate e l’ufficiale di dogana non vedrà mai il passeggero. Esempi sono disponibili all'indirizzo Transportation Security Administration.
 
Piscina chiusa agli uomini Serve alle donne islamiche
Partito ieri il corso voluto dai musulmani: per un'ora entra solo personale femminile. Forza Italia presenta un esposto al prefetto


Alberto Giannoni - Mar, 27/01/2015 - 08:25
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Niente nuoto, siete uomini. Da ieri la piscina comunale «Olimpia» a Sesto San Giovanni è chiusa nell'ora in cui si tiene un corso riservato alle sole donne.


Il corso è stato chiesto dalla comunità musulmana locale e occupa l'impianto solo un'ora a settimana: un'ora al lunedì mattino. Concretamente, non si tratta di un gran disagio ma il problema è simbolico e l'iniziativo non piace per niente a Forza Italia, che ha presentato un esposto al prefetto giudicandola «illegittima».

«L'impianto di via Marzabotto - spiega Roberto Di Stefano, che degli azzurri è capogruppo, oltre che vice presidente del Consiglio comunale - vede impiegare solo personale femminile nelle ore dei corsi, vietando totalmente l'accesso agli uomini». «L'iniziativa organizzata dalla società sportiva Geas Nuoto presieduta dall'ex sindaco di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini - spiega Di Stefano - ha come intento quello di favorire l'integrazione delle credenti di fede musulmana permettendo così loro di accedere a un impianto, che di solito è aperto al pubblico, per obbedire ai dettami del Corano.

Il capogruppo di Forza Italia Roberto Di Stefano denuncia «la complicità anche del primo cittadino, Monica Chittò». «Nonostante le numerose segnalazioni ricevute - fa sapere Di Stefano - ha fatto spallucce senza però garantire il rispetto della Costituzione italiana che tra i principi fondamentali all'articolo 3 prevede come “tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso”».

Il capogruppo di Forza Italia ha depositato un esposto, indirizzandolo al prefetto di Milano e al ministro dell'Interno, per «segnalare i comportamenti» tenuti dal presidente del Geas Nuot, l'ex sindaco Giorgio Oldrini, e dal suo successore Monica Chittó, attuale sindaco. Secondo lui sono «illegittimi» dal momento che i due, nelle loro attuali qualità di dirigente dell'associazione e di amministratore pubblico, sarebbero «responsabili di non aver garantito il rispetto di uno dei principi fondamentali sanciti nella costituzione della Repubblica Italiana». «Forse il sindaco finge di non ricordare che la nostra Costituzione è sacra – spiega Di Stefano - e che è nata attraverso lotte, vittorie e conquiste portate avanti dalla voglia di democrazia sia di donne che di uomini che hanno sacrificato la loro vita per raggiungere la libertà. Chi desidera far parte della nostra società deve rispettare gli insegnamenti e le leggi che ci hanno tramandato i nostri avi. E lo stesso discorso – conclude il capogruppo di Forza Italia - deve essere considerato da chi governa Sesto. Invece, da oggi, non è così».

«Nella piscina di via Marzabotto - secondo Di Stefano - si assiste alla classica situazione di discriminazione al contrario». «Sono veramente allibito dall'atteggiamento buonista di chi ha promosso questa iniziativa e di chi l'ha avvalorata - dice - perché non riescono a capire che stanno promuovendo una ghettizzazione mascherandola da provvedimento progressista e d'integrazione». «Pur rispettando il fattore religioso e culturale – precisa il capogruppo di Forza Italia - trovo sconsiderata la promozione di un'iniziativa che impone la chiusura di una struttura pubblica agli uomini, seppur per poche ore. Se avessero scelto un impianto privato non avrei avuto niente da dire ma qui si tratta di un impianto pubblico». Secondo Di Stefano, lui non è il solo a non averla presa bene: «Come me molti cittadini sestesi, compresi quelli che frequentano la stessa piscina Olimpia, che ora chiedono chiarimenti al primo cittadino per una presa di posizione che appare ai più liberticida e discriminatoria nei riguardi dei sestesi stessi».
 

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