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voi siete il futuro dell'Europa.

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[h=1]Appello di Erdogan ai turchi in Ue: "Fate almeno 5 figli, il futuro è vostro"[/h]
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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan
Il presidente di Ankara, durante un comizio in vista del referendum costituzionale del 16 aprile, fa riferimento allo scontro con i Paesi dell'Unione. E attacca anche la decisione della Corte di giustizia europea che permette di vietare il velo sui posti di lavoro17 Marzo, 2017ISTANBUL - Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan lancia un appello inquietante ai turchi che vivono nell'Ue: "Da qui faccio un appello ai miei fratelli in Europa. Vivete in quartieri migliori. Comprate le auto migliori. Vivete nelle case migliori. Non fate tre figli, ma cinque. Perché voi siete il futuro dell'Europa. Questa sarà la migliore risposta all'ingiustizia che vi è stata fatta". Ha detto il presidente tornando sullo scontro con i Paesi Ue, durante un comizio, in vista del referendum, nella città di Eskisehir, a sud di Istanbul, nell'Anatolia nord-occidentale. Le parole del leader di Ankara fanno riferimento al suo frequente appello alle famiglie turche a "fare almeno tre figli". Lui stesso ne ha quattro.

La crisi tra Ankara e l'Ue è stata innescata dal rifiuto di autorizzare alcuni ministri turchi a tenere dei comizi elettorali in città tedesche ed olandesi in vista della consultazione che mira a rafforzare i poteri del presidente. Erdogan è arrivato a definire "
nazista" il comportamento di Berlino e dell'Aia.

Circa 2,5 milioni di cittadini turchi che risiedono in Europa possono votare alle elezioni in patria. Ma diversi milioni di più sono le persone di ascendenze turche che vivono negli stati dell'Ue.

Erdogan inoltre non perde l'occasione per attaccare anche la decisione della Corte di giustizia europea che permette di vietare il velo islamico nei luoghi di lavoro. "Siamo stanchi di tutto questo. Voi dite che è libertà di religione. Io vi sfido a vietare la kippah", ha detto Erdogan, durante lo stesso comizio.


qui GRAZIE ALLE COOP CHE GUADAGNANO CON I PROFUGHI VENDENDO IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI E DELL'ITALIA.mA VENDONO ANCHE SE STESSI.
 
[h=1]Trump: "L'immigrazione è un privilegio e non un diritto"[/h] [h=2]Conferenza stampa con la cancelliera Merkel[/h]
New York, 17 mar. (askanews) – “I nostri due Paesi devono continuare a lavorare insieme per proteggere i nostri popoli dal terrorismo islamico […] L’immigrazione è un privilegio, non un diritto, e la sicurezza dei nostri cittadini viene prima di tutto”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante la conferenza stampa alla Casa Bianca con la cancelliera tedesca, Angela Merkel.



MENO MALE......
 
[h=1]Migranti, Orban costruisce un secondo muro: "Non mi fido dei turchi"[/h] [h=2][/h]
Il premier ungherese torna ad alzare la voce contro i migranti: "La Ue sbaglia a fidarsi di Erdogan, io preferisco alzare un secondo muro al confine"

Giovanni Masini - Ven, 17/03/2017 - 11:24
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Viktor Orban torna a fare la voce grossa. Il primo ministro dell'Ungheria continua ad alzare i toni, manco a dirlo, su uno dei suoi temi preferiti: la lotta all'immigrazione incontrollata.


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Parlando alla radio di Stato magiara, il premier ha annunciato che "entro la fine di maggio" sarà costruita una seconda recinzione al confine fra l'Ungheria e la Serbia. L'obiettivo, evidentemente, è quello di impedire che sul Paese si abbatta una seconda ondata migratoria simile a quella che nell'estate del 2015 travolse i Balcani, con oltre 800mila persone che dalla Turchia marciarono inesorabilmente fino agli Stati dell'Europa centro-settentrionale.

Proprio nella primavera 2015 Orban ordinò la costruzione del primo muro alla frontiera serbo-magiara: una barriera di confine che non era certo la prima del Vecchio Continente, ma che a suo modo fece scuola. Da allora, i muri anti-migranti si sono moltiplicati come funghi lungo molte di quelle frontiere che dovrebbero essere interessate dal trattato di Schengen e quindi sguarnite di controlli.

L'accusa all'Ue: "Sui migranti sbaglia a fidarsi di Erdogan"

Ma stavolta Orban ha un elemento in più per preoccuparsi di una nuova ondata migratoria. E lo indica con precisione, facendo un nome e un cognome: Recep Tayyip Erdoğan, il presidente della Turchia che ha in tasca le chiavi del cancello dell'Europa. Quando lo voglia, Ankara può semplicemente lasciar passare le centinaia di migliaia di migranti pronti a riversarsi in Europa: un fiume umano che due anni fa ha innescato una delle maggiori crisi politiche della storia della Ue, i cui effetti si sentono ancora oggi.

"È una politica sicuramente non intelligente - ha spiegato criticando la Ue - porre la nostra sicurezza nelle mani dei Turchi e allo stesso tempo criticarli per non essere abbastanza democratici e creare un nuovo conflitto con loro."
 

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